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Anac: dal 30 ottobre iscrizioni all'albo e più controlli per l'in house providing

L'Autorità Nazionale Anticorruzione ha approvato le linee guida aggiornate. La novità riguarda la linea guida n. 7 e il relativo obbligo di iscrizione, entro il 30 ottobre, al nuovo albo per tutte le società che affidano e ricevono affidamenti senza gara, nell'ambito del regolamento dell'in house providing. L'obiettivo è dare una stretta agli appalti senza gara affidati al buio a tutte quelle società partecipate controllate da enti locali e ministeri. Verrà effettuata una mappatura utile al controllo e all'accertamento della sussistenza dei presupposti per l'affidamento diretto alle società in house o la valutazione di stabilire una vera e propria gara.

In sostanza, l'Authority avrà costantemente una mappatura delle amministrazioni aggiudicatrici e degli organismi in house che riceveranno gli affidamenti. E' previsto un nuovo albo al quale dovranno iscriversi tutte le società che affidano e ricevono affidamenti senza gara.

Il procedimento per l'iscrizione avrà una durata di 90 giorni e non potrà mai superare i 180 giorni. Nell'albo verranno inserite tutte le informazioni delle amministrazioni controllanti e delle società in house. Pertanto, per affidare appalti senza gara, non bisognerà attendere il via libera dell'Anac. Sul sito internet dell'Anac sarà possibile effettuare direttamente l'iscrizione. In caso di irregolarità, l'Anac provvederà ad emanare un parere motivato chiedendo alla stazione appaltante di adeguarsi.

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PA Digitale: le novità del Decreto Correttivo

È stato approvato dal Consiglio dei ministri in esame preliminare il decreto legislativo che modifica il Cad, codice dell'amministrazione digitale approvato con Dlgs. 82/2005. Tra le modifiche che interessano in modo particolare le imprese, vi sono le novità che interessano le firme elettroniche e il domicilio digitale.

Cambia la nozione di dati di tipo aperto, ad esempio i dati che presentano le seguenti caratteristiche: sono disponibili secondo i termini di una previsione normativa che ne permetta l'utilizzo da parte di chiunque, anche per finalità commerciali; sono accessibili attraverso tecnologie di informazione e comunicazione; sono resi disponibili mediante tecnologie di informazione e telecomunicazione, oppure disponibili a costi marginali sostenuti per la loro riproduzione e divulgazione.

Altra novità è quella relativa alla firma digitale: alla firma elettronica qualificata e alla firma elettronica avanzata (entrambe hanno il medesimo valore giuridico della sottoscrizione autografa) va ad aggiungersi un nuovo processo di firma. Tale processo prevede che il documento sia formato «previa identificazione del suo autore, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’AgID in base all’articolo 71 con modalità tali da garantire la sicurezza, integrità e immodificabilità del documento e, in maniera manifesta e inequivoca, la sua riconducibilità all’autore».

Sgomberi, la circolare del Viminale ai prefetti

Con la circolare del Viminale vengono dettati ai Prefetti le linee guida da seguire dopo il blocco degli sgomberi degli immobili occupati senza un'alternativa di alloggio. Il Ministro dell'Interno, Marco Minniti, chiede ora che venga delineata una vera e propria mappatura degli immobili pubblici e privati inutilizzati in tutta Italia, utile a stilare il piano nazionale per il riuso a fini abitativi. Spetterà sempre ai prefetti vigilare nelle città per evitare nuove occupazioni.

Tra i punti salienti della circolare siglata dal capo di gabinetto del ministero, prefetto Mario Morcone, rientra anche l'intervento immediato in caso di nuove occupazioni, al fine di scongiurare il consolidamento di situazioni come quella dell'edificio di Via Curtatone a Roma, inoltre, durante l'esecuzione di sgomberi, tutelare quei soggetti che hanno diritto ad un alloggio e le famiglie in condizioni di disagio.

Tra gli organismi chiave della strategia, oltre ai prefetti, sarà il Comitato metropolitano, copresieduto da sindaco e prefetto, con il compito di valutare le singole situazioni e le criticità legate agli immobili occupati e ai soggetti presenti.

Terremoto e bonus per l'adeguamento antisismico

Cosa prevede la normativa per la sicurezza antisismica? Nella legge di bilancio 2017 è prorogata al 31 dicembre 2021 la detrazione per gli interventi di adeguamento antisismico e per la messa in sicurezza degli edifici. L'agevolazione si applica sia su immobili adibiti ad abitazione sia su quelli per le attività produttive in misura pari al 50%. Percentuale che può aumentare fino all'80% nel caso in cui dagli interventi derivi una diminuzione di una o due classi di rischio.

Al fine di una corretta classificazione del rischio sismico delle costruzioni, ovvero la misura matematica e ingegneristica di valutazione del danno atteso in seguito a un evento sismico, il calcolo va effettuato tenendo conto di una serie di fattori messi in relazione: pericolosità (zone sismiche), vulnerabilità (capacità degli edifici), esposizione (contesti).

Dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 è possibile usufruire dell'agevolazione per gli edifici ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zona 1 e 2), ma anche per quelli ubicati in zona sismica 3, in cui possono verificarsi anche forti terremoti.


Inps, novità su visite fiscali anche per le pubbliche amministrazioni

A partire dal 1° settembre sarà operativo il Piano unico per le visite fiscali, come reso noto dall'Inps (messaggio 3265/2017). Le visite fiscali di controllo verranno effettuate su richiesta sia da parte delle pubbliche amministrazioni (in qualità di datori di lavoro) sia d'ufficio. Ma relativamente agli aspetti che riguardano le fasce di reperibilità e la definizione delle modalità per lo svolgimento degli accertamenti medico-legali, sarà necessario attendere che venga emanato un apposito decreto ministeriale.

Nel messaggio l'Inps definisce le categorie di lavoratori pubblici ai quali è possibile effettuare le visite. Il controllo riguarderà tutte le amministrazioni dello Stato, tra cui le scuole, le amministrazioni a ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni e le camere di commercio. A questi si aggiungono il personale della carriera prefettizia, diplomatica, della magistratura, i docenti e ricercatori universitari, il personale dell'Agcom, delle autorità indipendenti, di Consob e Banca d'Italia.

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ANAC, pubblicato il nuovo regolamento sulla vigilanza collaborativa

Sulla Gazzetta Ufficiale del 1° agosto (n. 178) è stato pubblicato il nuovo regolamento dell'Autorità nazionale Anticorruzione in materia di "vigilanza collaborativa". Nello specifico, il regolamento va a disciplinare l'attività di vigilanza preventiva dell'Anac prevista dall'articolo 213 del Codice Appalti in modo da utilizzarla non solo per grandi eventi e post calamità naturali, ma contestualmente per tutte quelle opere che superano i 100 milioni di euro e per i servizi e fornitura al di sopra della soglia dei 15 milioni.

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Comuni, il recepimento del nuovo modello per il permesso di costruire

Nuove regole per la richiesta del permesso di costruzione in seguito all'accordo siglato tra il Governo, le Regioni e gli enti locali nella Conferenza unificata del 6 luglio. Pertanto, si è proceduto alla revisione della modulistica unificata e standardizzata che ingegneri e geometri devono utilizzare nelle pratiche per ottenere i titoli abilitativi alla realizzazione di interventi edilizi.

I moduli unificati per la Scia, la Cila e la segnalazione certificata di agibilità, approvato dalla Conferenza unificata, possono essere utilizzati da tutti i comuni d'Italia. Per quel che riguarda, invece, il nuovo modello di permesso di costruire, le Regioni potranno apportare le modifiche che ritengono necessarie per rendere adeguato il modulo revisionato alla propria normativa edilizia entro il 30 giugno.

I Comuni dovranno mettere a disposizione il modulo sui propri siti entro il 20 ottobre o rinviare ai siti in cui è già pubblicato. La mancata pubblicazione costituisce illecito disciplinare per i dirigenti e può comportare la sospensione dal lavoro e dallo stipendio per un periodo che va dai tre giorni ai sei mesi.

Il modulo per richiedere il permesso di costruire diventa operativo in automatico in tutta Italia a partire dal 21 ottobre.



Smart working, ok da regioni ed enti locali

È stata approvata ieri in conferenza unificata Stato-Regioni la direttiva del dipartimento funzione pubblica sul lavoro agile, il cosiddetto smart working, ovvero la possibilità per i dipendenti della Pubblica Amministrazione di svolgere una parte delle mansioni lavorative mediante il telelavoro, quindi non necessariamente in ufficio.

La direttiva si applica a tutte le amministrazioni pubbliche statali (così come sono definite dall'articolo 1, comma 2, del Testo unico pubblico impiego), mentre per le altre amministrazioni pubbliche l'atto non ha natura vincolante.

Il lavoro agile potrà riguardare tutti i dipendenti, nessuna tipologia o categoria contrattuale esclusa in via preventiva. Di conseguenza, un coinvolgimento dei dirigenti, anche se l'introduzione dei criteri selettivi spetta alle singole amministrazioni.

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Pa e smart working, a decidere i vertici dell'amministrazione

La direttiva del governo che mira a "produrre un grande esempio di cambiamento" nella Pa, come espresso dalla Ministra Marianna Madia, sarà tema di confronto con le Regioni e gli enti locali in Conferenza Unificata. Il contenuto di tale direttiva riguarda l'applicazione del cosiddetto "lavoro agile".

Tutti gli aspetti operativi legati alla direttiva vengono specificati nelle linee guida che accompagnano la direttiva. Dopo il confronto con gli enti territoriali, verranno chiariti alcuni dettagli operativi su tre punti fondamentali: a partire dalla responsabilità dei vertici dell'amministrazione di individuare quali settori possono applicare lo smart working, tracciare il livello di adesioni sostenibile per gli uffici e le mancate penalizzazioni per chi aderisce allo smart working, né in termini economici né in tema di prospettive di carriera.

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