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Deindustrializzazione, il Dpcm che assegna risorse a Lazio e Marche

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ripartisce i contributi per la realizzazione di interventi di sostegno alle attività economiche, finalizzati a contrastare fenomeni di deindustrializzazione.

L’obiettivo è di rivitalizzare l’attività manifatturiera in quelle aree, così da favorire anche l’occupazione.

Il DPCM è proposto dal ministro per il Sud e la Coesione territoriale e attua la normativa prevista dalla legge di Bilancio 2021, che istituiva il Fondo di sostegno ai comuni marginali e prevedeva al suo interno risorse specifiche da destinare ai consorzi industriali delle aree a suo tempo ricomprese tra quelle nelle quali agiva la Cassa del Mezzogiorno, ma non collocate nelle regioni meridionali.

Le risorse previste sono pari a 136 milioni di euro, così suddivise: 48 milioni di euro per l’anno 2021, 43 milioni per il 2022 e 45 milioni per il 2023. A finanziare la misura è il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione per la programmazione 2021-2027.

Il DPCM indica sei consorzi industriali, che beneficeranno in egual misura di tali risorse:

Consorzio per lo sviluppo industriale del Lazio Meridionale;

Consorzio per lo sviluppo industriale del Sud Pontino;

Consorzio per lo sviluppo industriale Roma-Latina;

Consorzio per lo sviluppo industriale Piceno Consind;

Consorzio per lo sviluppo industriale di Frosinone;

Consorzio per lo sviluppo industriale della Provincia di Rieti.

A beneficiare delle agevolazioni saranno imprese manifatturiere già insediate o che intendono insediarsi nei territori di competenza dei consorzi industriali, che realizzeranno investimenti volti a potenziare o riqualificare insediamenti produttivi già esistenti o che introdurranno nuove attività produttive. In particolare, gli incentivi andranno a finanziare: iniziative per agevolare la ristrutturazione o la realizzazione dell’immobile nel quale l’attività manifatturiera è svolta, l’ammodernamento e l’ampliamento per innovazione di prodotto e di processo di attività industriali, incluse le innovazioni tecnologiche e quelle volte alla digitalizzazione dei processi, gli investimenti immateriali, la conversione di attività produttive a significativo impatto ambientale verso modelli di maggiore sostenibilità ambientale ed economica, l’avvio di nuove unità produttive.

Le modalità per la presentazione delle domande di accesso al contributo saranno definite con un decreto del direttore dell’Agenzia per la Coesione territoriale. La stessa Agenzia si occuperà dell’istruttoria, al termine della quale individuerà i beneficiari e le relative somme.

Fonte: Ministero per il Sud

Anac: stabilito il termine per la presentazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione e trasparenza 2022-24

L’Anac ha fissato il termine ultimo per la presentazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza 2022-2024 da parte delle pubbliche amministrazioni, inserito all’interno del Piao, al 30 aprile 2022.

La scadenza vale per tutti gli enti che sono soggetti ad adottare misure di prevenzione, anche quelli non obbligati all’adozione del Piao. Questo al fine di consentire ai responsabili della Prevenzione di svolgere le attività necessarie per predisporlo, tenendo conto anche del perdurare dello stato di emergenza sanitaria. Per adempiere alla predisposizione dei piani, ci si potrà avvalere delle indicazioni del vigente Piano Anticorruzione 2019-2021. Al fine di agevolare la stesura, in un’ottica di semplificazione e efficacia, Anac ha predisposto un apposito Vademecum di esemplificazione e orientamento valido sia per la predisposizione dei Piano Anticorruzione, sia della sezione del Piao dedicata alle misure di prevenzione della corruzione.

Il prossimo 3 febbraio 2022, l'Autorità presenterà il Vedemecum in occasione di un evento pubblico online. Il presidio di fatti corruttivi o ipotesi di disfunzioni amministrative significative rilevati nel monitoraggio svolto sull’attuazione della precedente pianificazione, continuerà ad essere garantito dalle misure già adottate. In ogni caso, ciascuna amministrazione potrà anticipare l’adozione di specifiche misure, laddove, anche sulla base del monitoraggio effettuato, dovesse ritenerlo necessario ai fini dell’efficacia dell’azione di legalità.

Infrastrutture e mobilità sostenibili, gli investimenti previsti dalla legge di Bilancio 2022-2024

I 36,1 miliardi di euro di investimenti di competenza del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims) previsti dalla Legge di Bilancio 30 dicembre 2021, n. 234 hanno l’obiettivo di potenziare e modernizzare le infrastrutture e i sistemi di mobilità nazionali nell’ottica dello sviluppo sostenibile, in coerenza con i principi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, e con gli obiettivi del Green Deal europeo.

Tali investimenti rientrano in una strategia di ampio respiro adottata dal Ministero fin dall’avvio del Governo Draghi, descritta nell’Allegato Infrastrutture al Documento di Economia e Finanza (DEF) e recentemente ribadita con la Direttiva del Ministro “Indirizzi generali per l'attività amministrativa e la gestione per l’anno 2022” emanata il 10 gennaio 2022. La Legge di Bilancio consente di estendere lo sforzo di rilancio del Paese avviato con il PNRR alla seconda metà del decennio, portando a circa 100 miliardi di euro l’impegno per investimenti di competenza Mims nei prossimi dieci anni a valere sui fondi del Next Generation EU e del Piano Nazionale Complementare (PNC), sui fondi ordinari a disposizione del Ministero e su ulteriori risorse derivanti dal Fondo Sviluppo e Coesione 2021-27 destinate a infrastrutture e sistemi di mobilità.

Inoltre, viene previsto un aumento strutturale del Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale, che dagli attuali 4,95 miliardi di euro arriverà gradualmente fino a 5,35 miliardi di euro a partire dal 2026. Gli investimenti previsti dalla Legge di Bilancio sono principalmente orientati: allo sviluppo della mobilità sostenibile e alla decarbonizzazione del sistema dei trasporti, in linea con gli obiettivi e le misure del pacchetto europeo “Fit for 55” (2 miliardi di euro); al potenziamento delle infrastrutture ferroviarie, del trasporto rapido di massa e della mobilità locale (20,6 miliardi di euro); alla manutenzione e realizzazione di infrastrutture stradali, ponti e viadotti (10,8 miliardi di euro); al rafforzamento delle infrastrutture idriche e al completamento di opere pubbliche (0,7 miliardi di euro); alla realizzazione di opere necessarie per grandi eventi internazionali ospitati nel nostro Paese, in particolare le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e il Giubileo 2025 (1,7 miliardi di euro); al rafforzamento della flotta navale impegnata in attività di salvataggio e alla digitalizzazione del Mims per migliorare i servizi ai cittadini, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni (0,3 miliardi di euro). Con riferimento alla dimensione temporale, le risorse allocate nella Legge di Bilancio si affiancheranno a quelle del PNRR fino al 2026, per garantire la continuità degli investimenti fino all’anno 2036, facendo leva su nuove risorse nazionali. In particolare, sono previsti 12,3 miliardi di euro dal 2022 al 2026, 11,1 miliardi di euro dal 2027 al 2030, 12,6 miliardi di euro dal 2031 al 2036.

Ecobonus: dal 13 gennaio al via le prenotazioni dalla piattaforma Mise

A partire da giovedì 13 gennaio 2022, alle ore 10, riapre per i concessionari la piattaforma ecobonus.mise.gov.it per prenotare gli incentivi destinati all’acquisto di ciclomotori e motocicli.

Per l’incentivo era stato introdotto dalla legge di bilancio 2021 uno stanziamento complessivo di 150 milioni di euro, pari a 20 milioni per ciascun anno dal 2021 al 2023 e 30 milioni per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026.

Il contributo, rivolto a coloro che acquistano un veicolo elettrico o ibrido nuovo di fabbrica delle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e, L7e, verrà calcolato sulla percentuale del prezzo di acquisto: 30% per gli acquisti senza rottamazione e 40% per gli acquisti con rottamazione.

Fonte: MISE

Opere pubbliche, l'atto di indirizzo per la tutela del lavoro e la sicurezza nei cantieri

Il Ministro Enrico Giovannini ha firmato nei giorni scorsi l’Atto di Indirizzo in materia di applicazione della disciplina del subappalto richiama le stazioni appaltanti afferenti al Mims impegnate a realizzare opere infrastrutturali, comprese quelle previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), a porre particolare attenzione nella formulazione dei bandi di gara e al controllo del rispetto delle norme, specialmente quelle relative al subappalto, e dei protocolli in materia di sicurezza del lavoro.

In particolare, la nuova disciplina del subappalto, che allinea l’ordinamento nazionale alle indicazioni derivanti dalle istituzioni comunitarie, interviene con disposizioni per perseguire obiettivi di tutela e sicurezza del lavoro. Tali norme, partendo dal presupposto che il ricorso al subappalto determina la presenza di una filiera di imprese per la realizzazione di un’opera, assicurano che i medesimi livelli di tutela che la stazione appaltante richiede all’affidatario, siano garantite anche alle aziende subappaltatrici.

“I tempi per l’attuazione del Pnrr sono molto stringenti e serve un grande sforzo da parte di tutte le componenti della società, soprattutto di chi opera nei cantieri”, afferma il Ministro Giovannini. “La rapidità di esecuzione non deve in alcun modo pregiudicare la tutela dei diritti dei lavoratori e la loro sicurezza. Con questo atto, il primo del 2022, desidero sottolineare che tra le priorità del Governo c’è proprio l’impegno alla protezione di chi realizza, controlla e protegge le infrastrutture che contribuiscono a costruire un’Italia migliore, più forte e più resiliente”.

Secondo l’Atto di Indirizzo, le stazioni appaltanti afferenti al Mims devono specificare nei documenti di gara che il rispetto della normativa in materia di tutela del lavoro e della sicurezza nei cantieri è una condizione essenziale per l’esecuzione del contratto e verificare, in fase di esecuzione dell’appalto, l’applicazione delle norme correlate del Codice dei contratti pubblici. Le stazioni appaltanti, prima di autorizzare il ricorso al subappalto per l’esecuzione dei lavori, devono anche verificare il rispetto della normativa in materia di parità di trattamento economico e normativo e l’applicazione dei relativi Contratti Collettivi. Alla fine del primo semestre del 2022, le stazioni appaltanti dovranno trasmettere al Ministro una relazione sulle azioni intraprese per ottemperare all’Atto di Indirizzo.

Un invito ad assumere analoghe iniziative verrà inviato dal Ministro ai Presidenti di Regione, all’Anci, ai Presidenti delle Autorità di Sistema Portuale, ai Commissari straordinari nominati nel 2021, nonché al gruppo Ferrovie dello Stato, visto che RFI e ANAS costituiscono importanti soggetti attuatori del Pnrr.

Anac, semplificazioni per adempimenti per Ordini professionali

L’Anac ha approvato una delibera, la N. 777 del 24 novembre 2021, che prevede l’eliminazione di obblighi di pubblicazione e aggiornamento di vari documenti previsti dal Dlgs 33/2013. Particolarmente beneficiati dal provvedimento gli Ordini e i collegi professionali territoriali. Le semplificazioni sono state elaborate tenendo conto di alcuni principi: compatibilità, ovvero definizione degli obblighi in considerazione dei tratti distintivi che caratterizzano la struttura e le attività svolte dagli Ordini e dai Collegi professionali; riduzione sia degli oneri connessi ai tempi di aggiornamento che degli obblighi di pubblicazione per gli ordini e i collegi territoriali; semplificazione delle modalità di pubblicazione dei dati; conservazione degli obblighi del d.lgs. 33/2013 assistiti da vincoli specificatamente previsti dal legislatore (sanzioni specifiche o condizioni legali di efficacia). Tra le misure immediatamente operative vi è l’eliminazione di alcuni obblighi di pubblicazione ritenuti non compatibili con gli ordini e i collegi professionali, come gli atti di programmazione delle opere pubbliche.

L’intento di Anac è di favorire la semplificazione e la sburocratizzazione, prevista anche per alcuni termini di aggiornamento, come la sostituzione della pubblicazione trimestrale con quella annuale. Sono state introdotte semplificazioni pure per alcuni obblighi di pubblicazione previsti per gli ordini e i collegi territoriali, prevedendo la pubblicazione soltanto a livello nazionale. Questo vale per casi come la contrattazione collettiva nazionale, in cui basterà un semplice link al sito dell’ordine nazionale. Tra le novità immediatamente applicabili c’è la riformulazione dei contenuti di alcuni dati da pubblicare, in modalità semplificate. Tra questi i dati relativi al bilancio e ai procedimenti amministrativi.

Fonte: Anac

Agricoltura, la Regione presenta i risultati del programma di sviluppo rurale

“Un miliardo e 105 milioni di euro. Sono questi i numeri aggregati del nostro PSR regionale 2014-2020, dopo l’estensione al biennio 2021-2022 approvata dall’UE. Un Programma di Sviluppo Rurale che, a oggi, ha visto impegnate oltre l’87% delle risorse a disposizione, liquidando oltre 535 milioni di euro sulla base di 277 bandi pubblici – compresi quelli promossi dai Gruppi di Azione Locale (cd. GAL) – e il soddisfacimento di 78.413 domande di sostegno sull’intero territorio regionale”. Lo ha dichiarato l’Assessora Agricoltura, Foreste, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Pari Opportunità della Regione Lazio, Enrica Onorati durante la presentazione dell’evento “PSR Lazio. I risultati di un lavoro fertile” svoltasi nella Sala Tevere del palazzo della Giunta regionale, che ha aggiunto - È indubbio che vi siano delle misure che hanno lavorato da motore propulsore dei fondi strutturali per l’agricoltura del Lazio. Penso, in particolare, alla misura 4 dedicata agli investimenti e alla misura 6 dedicata alle startup agricole: la prima ha previsto pagamenti per oltre 95milioni di euro, mentre la seconda ha interessato 1748 nuovi giovani agricoltrici e agricoltori della nostra regione con un contributo di 70 mila euro ciascuno.

A volte, i numeri così enunciati, non riescono sempre a dare il senso pieno delle cose. E per questo, penso vadano letti sotto un altro punto di vista: quello di chi, dall’alba al tramonto lavora la terra, accudisce gli animali, contribuisce alla tutela e alla salvaguardia del territorio e della natura. Agricoltori che difficilmente riuscirebbero a valorizzare a pieno la propria azienda se non vi fossero i fondi europei, gli Stati che li ricevono, le Regioni che attuano i programmi, le organizzazioni, i tecnici e i consulenti che supportano la conduzione aziendale e guidano l’agricoltore nei percorsi di finanza agevolata.

Nel comunicare i dati c’è oggi la volontà della Regione Lazio e dell’amministrazione Zingaretti di affermare e dimostrare quanto tali risorse rappresentino linfa vitale per il sistema agricolo ed economico regionale. Senza il Programma di Sviluppo Rurale non avremmo un comparto biologico così sviluppato, tanta attenzione al benessere animale, investimenti in innovazione di processo e prodotto, la nascita di centinaia di imprese giovanili, i livelli attuali di cooperazione in filiera, la cura dell’ambiente.

Le prossime settimane saranno importanti per il fitto confronto tra Regioni e Governo nel definire i budget e i riparti per la prossima programmazione 2023-2027.

Noi - conclude - stiamo lavorando alacremente per conseguire il risultato migliore nell’interesse del sistema, avendo chiari i nostri obiettivi: sostegno ai giovani e maggiore attenzione alle politiche di genere anche in agricoltura, innovazione, equa distribuzione del reddito, crescita sostenibile, difesa del valore della produzione e promozione del pregiatissimo made in Lazio”.

'Regalati un Master' con l'Università Unitelma Sapienza, la promozione per gli associati ad ALI

L'Università degli Studi di Roma 'Unitelma Sapienza' lancia "Regalati un Master", una nuova promozione disponibile soltanto per un periodo limitato.

L'iniziativa prevede per gli Enti convenzionati con Unitelma, quindi per tutti gli Enti associati ad ALI Autonomie locali Italiane del Lazio che aderiscono a "Regalati un Mater", l'iscrizione a uno dei corsi disponibili con una tariffa particolarmente vantaggiosa.

Consulta l'elenco dei corsi dell'Offerta formativa con le relative tariffe agevolate.

Regione: da Giunta ok a nomina Commissario per l'emergenza rifiuti a Latina

La Giunta regionale ha approvato questa mattina la delibera per la nomina di Illuminato Bonsignore a Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti nella provincia di Latina. L’incarico è stato assegnato ai sensi dell’art. 13 della legge regionale 27/1998 e avrà una durata di 4 mesi.

Illuminato Bonsignore è laureato in Ingegneria meccanica e ha conseguito un master in Gestione dei servizi ambientali presso la Scuola di specializzazione dell’Università Bocconi di Milano. Il neo Commissario ha ricoperto per otto anni il ruolo di Amministratore delegato e Direttore generale dell’Asia di Napoli, azienda di gestione dei servizi di igiene ambientale del capoluogo campano, ed è stato Amministratore delegato della società RaRi Livorno, impegnata nel trattamento di rifiuti speciali e pericolosi. Bonsignore è stato inoltre nominato dal prefetto di Roma, su proposta del presidente dell’Anac, Amministratore per la straordinaria e temporanea gestione della Cooperativa sociale Edera di Roma dal 2015 al 2019, con l’obiettivo di seguire i tre appalti assegnati dall’azienda Ama per la raccolta differenziata nel Comune di Roma.

La Regione non ha proceduto anche con il commissariamento del Comune di Roma perché il neo sindaco Roberto Gualtieri ha comunicato ufficialmente l’impegno dell’Amministrazione capitolina di dotare la città di Roma e l’Area Metropolitana di tutti gli impianti di servizio necessari per garantire un livello di autosufficienza del proprio ambito territoriale ottimale.

Fonte: Regione Lazio

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