Sunday, Jun 20th

Last update08:24:04 AM GMT

Sei qui: Area Legislativa

Area Legislativa

Elezioni, incentivi ai Comuni per lo spostamento dei seggi elettorali al di fuori degli edifici scolastici

Nella recente seduta della Conferenza unificata è stata raggiunta l’intesa sui criteri di riparto del fondo del ministero dell’Interno finalizzato all’erogazione di contributi in favore dei comuni che entro il prossimo 15 luglio individuino sedi alternative agli edifici scolastici da destinare al funzionamento dei seggi elettorali in occasione delle consultazioni elettorali per l’anno 2021.

In particolare, sono stati individuati 2 parametri di ripartizione del fondo, la cui dotazione è pari a 2 milioni di euro per il 2021:

• il numero delle sezioni trasferite in una sede extra scolastica;

• il numero complessivo degli studenti che a seguito del trasferimento beneficeranno della mancata sospensione dell’attività didattica.

Nella distribuzione delle risorse sarà privilegiato l’ultimo parametro a cui è attribuito un peso maggiore (70/100) rispetto a quello riferibile al numero delle sezioni trasferite (30/100).

I contenuti dell’intesa saranno ora recepiti in un decreto del ministro dell’Interno, da adottarsi di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze.

Fonte: Viminale

 

 

Programma Nazionale di Riforma (PNR): il contributo delle Regioni e Province Autonome

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella seduta del 5 maggio ha approvato il “Contributo regionale al Programma Nazionale di Riforma 2021”, condividendo che possa rappresentare anche un valido riferimento per il Piano nazionale per la Ripresa e la Resilienza (PNRR).

Il documento è stato inviato dal presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, al Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, al Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, e al Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini. Il contributo analizza oltre ottomila provvedimenti adottati dalle Regioni e dalle Province autonome nel periodo da febbraio 2020 a febbraio 2021. Come ogni anno, è stato effettuato un monitoraggio degli interventi di riforma regionali, articolato secondo le Raccomandazione Specifiche per Paese della Commissione europea, gli obiettivi dello Sviluppo sostenibile e gli Obiettivi di policy della programmazione europea 2021-2027. Allegate al documento alcune buone pratiche segnalate dalle Regioni e una matrice consuntiva di tutti i provvedimenti regionali ordinati per raccomandazione specifica e per misura. Si riporta di seguito il link al documento integarle, il testo delle apremessa e le tabelle relative alle raccomandazioni. Contributo delle Regioni e delle Province autonome al Programma Nazionale di Riforma 2021 (PNR 2021) Le Regioni e la programmazione integrata per la crescita e lo sviluppo sostenibile dell’Italia e dell’Europa Il Contributo delle Regioni e Province autonome (d’ora in poi Regioni) al Programma nazionale di Riforma 2021 (PNR 2021) è un documento che le Amministrazioni regionali compongono come contributo annuale al monitoraggio ed alla programmazione strategica effettuata a livello nazionale sulla base di richieste espresse dall’Unione europea (UE). Tale documento delle Regioni quest’anno deve essere inquadrato nel nuovo scenario che si è delineato nel 2020. Con l’irrompere dell’emergenza sanitaria e con la conseguente crisi economica a livello europeo è stato avviato un percorso di riorientamento del Semestre europeo: al classico apparato del Semestre medesimo, l’UE ha associato il nuovo Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), rendendoli intrinsecamente collegati e adeguando i termini previsti per il Semestre a tale nuovo Dispositivo.

Tutti gli Stati Membri (SM) sono stati impegnati nel redigere Piani nazionali per la ripresa e la resilienza (PNRR) strutturati per costituire un documento unico integrato col PNR, relativo al monitoraggio ed alla programmazione strategica delle riforme strutturali raccomandate a livello europeo e da presentare entro il 30 aprile 2021. A livello nazionale, pertanto, il Governo italiano ha predisposto all’interno del PNRR una sezione specifica dedicata principalmente all’attuazione delle riforme (per il dettaglio di queste riforme vedi box successivi), articolate in riforme orizzontali o di contesto (riforma della PA e riforma del sistema giudiziario), riforme abilitanti che garantiranno l’attuazione del Piano (semplificazione e razionalizzazione della legislazione e promozione della concorrenza), riforme settoriali relative a specifici ambiti di intervento o attività economiche inoltre ci sarà anche una parte relativa ad altre riforme di accompagnamento che si intendono realizzare (ad esempio la riforma fiscale, misure contenute nel Family Act per il sostegno alle famiglie con figli, per la promozione della partecipazione al lavoro delle donne, per il sostegno ai giovani, il potenziamento della rete di protezione sociale dei lavoratori, e la legge sul consumo di suolo). A questo contesto si riconduce il Contributo delle Regioni al PNR 2021, fondato sull’azione di monitoraggio attivato dalla Conferenza delle Regioni nel gennaio 2021, comprensivo di tutti gli interventi di riforma normativi, regolativi ed attuativi realizzati dalle Regioni dal febbraio 2020 al febbraio 2021, a dimostrazione del consolidato programmatorio, normativo ed attuativo delle Regioni, nonché a complemento ed in coerenza col quadro nazionale esplicitato nel PNRR, rispetto alle riforme attese a livello europeo. I principali documenti europei di riferimento, che hanno costituito la base di analisi per strutturare l’impianto del Contributo delle Regioni, sono state innanzitutto le Raccomandazioni specifiche per paese (CSR) 2020 del 20 luglio 2020 (GU C 282/74 del 26/08/2020), concentrate sulle modalità per fronteggiare l’impatto socioeconomico della pandemia ed agevolare la ripresa economica; in parallelo è stato necessario prendere in analisi anche le Raccomandazioni specifiche per paese del 2019 (GU C 301 del 05/09/2019), riguardanti riforme essenziali per affrontare le sfide strutturali a medio e lungo termine e, quindi, pertinenti e da monitorate durante tutto il Semestre europeo del 2021. Inoltre l’analisi delle CSR 2019 è stata presa in considerazione anche ai fini della programmazione strategica dei finanziamenti delle politiche di coesione 2021-2027 nell’ambito del forte legame col Semestre europeo, soprattutto in funzione delle misure di attenuazione della crisi attuale e le strategie di uscita dalla stessa. In secondo luogo, si è tenuto conto della Strategia annuale di crescita sostenibile – ASGS 2021 (COM s575 del 17/09/2020), documento di avvio del ciclo del Semestre europeo, con la quale la Commissione europea ha definito orientamenti strategici per l'attuazione del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF). La ASGS 2021 è in piena continuità con la ASGS 2020: le quattro dimensioni sostenibilità ambientale, produttività, equità e stabilità macroeconomica sono rimaste i principi guida per i piani di ripresa e resilienza degli SM e per le riforme e gli investimenti nazionali; costituiscono il centro del Semestre europeo e garantiscono che la nuova agenda per la crescita contribuisca a gettare le basi per una ripresa verde, digitale e sostenibile. Infine si è tenuto in riferimento il documento nazionale del PNRR, approvato in Consiglio dei Ministri il 24/04/2021, nel quale vengono delineate le 6 Missioni di cui si compone il piano, le componenti per ciascuna missione, le relative linee di intervento e le riforme ad esse collegate. La metodologia di lavoro Le Regioni, mediante l‘annuale Contributo al PNR, hanno attivato negli anni un percorso virtuoso, a supporto della programmazione integrata verso una crescita e uno sviluppo sostenibili, raccordando il Semestre europeo con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite (SDGs), le politiche di coesione (programmazione Risultati attesi - RA 2014-20 e Obiettivi Specifici - OS 2021- 27), i principi del Pilastro europeo dei diritti sociali (PEDS) ed i Domini del Benessere Equo e Sostenibile (BES/ISTAT). Seguendo la metodologia di lavoro utilizzata nei Contributi regionali degli anni scorsi, basato sui modelli di monitoraggio predisposti dal Ministro per l’Economia e le Finanze (MEF), anche quest’anno il risultato è frutto del lavoro di analisi in relazione agli interventi di riforma regionali, qui restituita come sintesi ragionata a livello di sistema delle Regioni. In questo contributo, in coerenza con i moniti europei e con la struttura del PNRR italiano, l’analisi riguarda principalmente il monitoraggio impiantato sull’ottemperanza alle riforme richieste dalle CSR del Semestre europeo, operando nel contempo un esercizio di programmazione integrata (v. a seguire), anche quest’anno sono state individuate all’interno di ciascuna CSR le misure principali e le relative sotto-misure per restituire quadri sinottici di lettura integrata degli interventi regionali (matrici). In linea generale è stata mantenuta la maggior parte delle Misure e sotto-misure utilizzate nel PNR 2020, considerato che, secondo le indicazioni della CE, è necessario continuare il monitoraggio degli interventi di riforma per le CSR sia del 2019 sia del 2020; le CSR 2020 sono complementari a quelle 2019; altresì, le prime contengono le indicazioni per le misure emergenziali Covid-19; in tal senso quest’anno è stata inserita un’ulteriore richiesta, quale quella di evidenziare per ciascun intervento normativo riportato nella matrice se quando si tratti di azione messa in atto per fronteggiare l’impatto socioeconomico della pandemia e agevolare la ripresa economica. Quanto evidenziato nel documento delle Regioni intende, pertanto portare un contributo anche rispetto a quanto sottolineato nel PNRR italiano (pag. 34): “la Commissione ha recentemente rilevato un maggiore grado di conformità per quanto riguarda le CSR 2020” e “il Piano italiano risponde a gran parte delle CSR 2019 non ancora soddisfatte”. Il Contributo delle Regioni offre, infatti, una lettura completa e significativa degli interventi di riforma regionali rispetto alle sfide evidenziate all’Italia con le CSR 2019. Di seguito si riporta una sintesi dei principali punti di attenzione per ciascuna CSR.

Nella CSR1, oltre alle consuete misure relative alle politiche di bilancio e agli interventi fiscali, quest’anno sono state inserite misure specifiche sul sistema sanitario (Misura 2, 3, 4), come richiesto nella CSR “rafforzare la resilienza e la capacità del sistema sanitario per quanto riguarda gli operatori sanitari, i prodotti medici essenziali e le infrastrutture”. Per la CSR2 è stata mantenuta la suddivisione dei tre macro temi (mercato del lavoro, istruzione e inclusione), ed è stato introdotto il tema del lavoro flessibile, inserendo il riferimento allo smart working ed al sostegno al lavoro flessibile nella Misura 3 Adattabilità, poiché rispondente ai nuovi orientamenti e avente una funzione finalizzata al mantenimento occupazionale in chiave anti Covid. Nella CSR è stato inoltre esplicitato, in questa logica, il riferimento agli strumenti a sostegno del reddito di lavoratori ed alle attività economiche, che molto hanno contrassegnato l’attività regionale nel 2020. La CSR 3, sulla base di quanto riportato nel testo della raccomandazione e dei relativi consideranda, risulta essere composta dai seguenti macro temi: Imprese, Competitività e Accesso al credito. Investimenti in infrastrutture per R&I e per le transizioni gemelle verde e digitale. Pertanto è stata suddivisa in: Competitività e imprese, dove sono state ricomprese le misure relative all’accesso al credito (Misure 1, 2 ex CSR5 PNR 2020) e alla Competitività territoriale (Misura 3); Investimenti in ricerca e innovazione (Misure 4, 5, 6); Agenda digitale - connettività rurale (Misura 7); Transizione verde (Misure 8, 9, 10, 11, 13, 14, 15); Sviluppo Territoriale (Misura 12). La CSR 4 ricomprende i seguenti macro temi corrispondenti alle riforme orizzontali ed abilitanti annunciate nel PNRR italiano ed attese a livello europeo: Efficienza della giustizia, Contrasto alla corruzione e promozione della trasparenza, Efficienza della pubblica amministrazione, Apertura del mercato e concorrenza - appalti pubblici. Le misure riportate in questa CSR sono quelle utilizzate per il PNR 2020. La programmazione integrata Con l’intento di proseguire il percorso già avviato negli anni precedenti, il Contributo regionale al PNR 2021 può quindi rappresentare anche uno strumento per le Regioni con cui effettuare una programmazione integrata di crescita e sviluppo: essa si esplicita attraverso un esercizio di raccordo del Semestre europeo (PNR-PNRR) con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite (SDGs), con la politica di coesione (programmazione 2014-2020 e 2021-2027), con i 12 Domini del Benessere equo e sostenibile (BES-ISTAT), con i Principi del Pilastro europeo dei diritti sociali e con le Missioni (gli ambiti tematici-componenti e le riforme) individuati nel PNRR italiano. A tal proposito, per ciascuna CSR è stato elaborato un box riepilogativo al fine di evidenziare tutti gli elementi cardine e strategici per una programmazione integrata delle politiche regionali.

Link alla versione integrale del documento approvato della Conferenza delle Regioni del 5 maggio: Contributo delle Regioni e delle Province autonome al Programma Nazionale di Riforma 2021 (PNR 2021) - Le Regioni e la programmazione integrata per la crescita e lo sviluppo sostenibile dell’Italia e dell’Europa

Enti locali, approvate dalla Regione le linee guida per l'amministrazione condivisa dei beni comuni

La Giunta Regionale del Lazio ha approvato, in attuazione dell’articolo 6, comma 1, della l.r. 10/2019 le “Linee guida per l’adozione, da parte degli Enti locali, dei regolamenti per la promozione dell’amministrazione condivisa dei beni comuni”. A darne notizia è l’assessore alle Politiche Sociali, Welfare, Beni Comuni e Asp della Regione Lazio Alessandra Troncarelli.

Il provvedimento ha come obiettivo quello di introdurre gli elementi base dell'amministrazione condivisa e favorire il processo di adozione, sul territorio regionale, degli specifici regolamenti da parte di Comuni e altri enti territoriali. La Regione Lazio intende pertanto promuovere un nuovo modo di approcciarsi all'amministrazione delle comunità, che abbia come fulcro lo scopo di favorire la collaborazione tra cittadini e funzionari pubblici affinché i singoli abitanti possano mettere a disposizione della collettività le proprie energie, risorse, conoscenze in uno spirito di leale collaborazione con l'amministrazione, nell’interesse generale e in un’ottica di condivisione delle responsabilità. Mediante l’approvazione delle Linee guida, si intende quindi favorire l’approvazione di regolamenti comunali, con il vantaggio di iscrivere le relazioni di collaborazione dentro una cornice più solida in termini di riferimenti normativi.

“Con questo atto incentiviamo la cooperazione tra cittadini e amministrazione per lo svolgimento di attività di interesse generale, secondo i principi di sussidiarietà e di semplificazione amministrativa – spiega l’assessore alle Politiche Sociali, Welfare, Beni Comuni e Asp, Alessandra Troncarelli -.Vengono così incoraggiati interventi volti al recupero dei beni comuni, materiali e immateriali, funzionali al benessere individuale e collettivo e agli interessi delle generazioni future, per garantirne la fruizione e condividerne le responsabilità di cura, della rigenerazione e della gestione”.

“In questo modo viene promossa la cittadinanza attiva, ossia l’insieme della persone, intese come singoli o enti collettivi o formazioni sociali informali, che si assumono temporaneamente, indipendentemente dalla residenza o cittadinanza e con l'assenso dell'amministrazione, la responsabilità di cura e di gestione di spazi o beni condivisi. Vengono promossi progetti solidali e di utilità sociale che possono garantire un maggiore livello di vivibilità dei luoghi e migliori relazioni di vicinato nel proprio nucleo urbano o quartiere, favorendo occasioni di incontro e dando avvio a un processo virtuoso di socializzazione”.

Tra i beni comuni su cui intervenire si includono, a titolo esemplificativo, le aree verdi (aiuole, giardini, parchi), le piazze, le strade e le loro pertinenze (marciapiedi, panchine, bacheche), spazi pubblici o aperti al pubblico, la cui proprietà non deve essere esclusivamente pubblica ma anche privata. Tra i beni pubblici, possibile anche il recupero di strutture confiscate alla criminalità organizzata, affinché siano destinate al riutilizzo a fini sociali.

Amministrazione e cittadini definiscono consensualmente gli obiettivi, le attività e le modalità di realizzazione degli interventi di amministrazione condivisa mediante i patti di collaborazione, strumento attraverso il quale le proposte vengono tradotte in azioni concrete. Tra gli obiettivi dei patti di collaborazione rientrano: l’individuazione puntuale del bene o dei beni comuni oggetto del patto; della durata; delle modalità di svolgimento dell'azione; dei ruoli delle parti coinvolte; degli impegni reciproci, eventualmente anche economici; dei requisiti e dei limiti dell'intervento; delle modalità di monitoraggio.

Le Linee guida regionali saranno pubblicate sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio.

 

 

Cultura, pubblicate le graduatorie per contributi spettacoli dal vivo 2021

Sono 23 i progetti annuali di spettacolo dal vivo che la Regione sosterrà nel 2021: produzioni teatrali, orchestre ed ensemble musicali, progetti per favorire l’accesso dei giovani allo spettacolo dal vivo prosa, laboratori formativi, performance di danza, produzioni musicali, orchestre giovanili in collaborazione con le istituzioni scolastiche ma anche progetti di educazione e formazione musicale, teatrale e coreutica. Un fitto calendario di eventi che abbraccerà tutti i linguaggi, anche i più contemporanei.

Sono 36, invece, i progetti triennali sostenuti dalla Regione Lazio: festival teatrali e di arte di strada, manifestazioni musicali, rassegne di danza, spettacolo per bambini, teatri di figura e centri produzione. Un’offerta d’eccellenza che animerà i luoghi della cultura del Lazio a Roma e nelle province.

Con il nuovo Piano Operativo 2021 per lo Spettacolo dal Vivo, agli 1,9 milioni di euro stanziati per il Regolamento, si aggiunge oltre 1 milione dedicato al settore e così suddiviso: 600 mila euro per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale attraverso lo Spettacolo dal Vivo destinati alle associazioni che operano nel settore per la realizzazione di progetti in specifici luoghi della cultura del Lazio; 200 mila euro per le Officine culturali e di teatro sociale; 91 mila euro per le Residenze artistiche a cui si aggiungono 120 mila euro di risorse del Ministero della Cultura, 100 mila euro per le bande musicali, i cori, la coreutica e il teatro amatoriale e altri 100 mila per i festival del folklore nel Lazio.

Il Programma 2021, inoltre, prevede la predisposizione di nuove misure per venire incontro alle difficoltà dei tanti operatori del settore derivanti dalle misure per il contenimento della pandemia. Sono allo studio, infatti, ulteriori forme di sostegno e, come già avvenuto nel 2020, verrà valutata la possibilità di concedere deroghe al regolamento regionale e agli avvisi in corso.

Innovazione, approvata la legge sugli Open innovation center

E' arrivato nella giornata di ieri il via libera in Consiglio Regionale alla Legge Regionale proposta dal consigliere Enrico Forte che promuove la diffusione nel Lazio degli Open Innovation Center. Lo scopo è quello di diffondere l’innovazione aperta, ossia un approccio all’innovazione in cui le imprese, per creare maggior valore e competere meglio, scelgono di ricorrere – oltre che alle attività interna di ricerca e sviluppo – a idee, soluzioni, strumenti e competenze tecnologiche esterne, provenienti da università, istituti di ricerca, start up, consulenti.

La Regione con questo provvedimento sostiene – lavorando assieme ad altri soggetti pubblici e privati e in sinergia con le attività già svolte dagli Spazi Attivi regionali – la creazione sul territorio di Open Innovation Center, promuovendo accordi con Comuni, Università, associazioni di categoria e di impresa per l’eventuale concessione in comodato d’uso o a titolo agevolato di immobili disponibili, anche riqualificando aree industriali dismesse o inutilizzate. Un’azione che vuole contribuire a favorire il trasferimento tecnologico e di competenze dal mondo della ricerca a quello delle imprese, oltre alla diffusione di processi e metodi innovativi, della digitalizzazione e delle pratiche sostenibili.

A disposizione per queste azioni 3 milioni di euro per il triennio 2021-2023.

“Questa legge regionale è un provvedimento importante per l’ecosistema produttivo della nostra Regione – ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Università, Ricerca, Start-Up e Innovazione, Paolo Orneli – perché promuove un cambiamento fondamentale, il passaggio alla Open Innovation, portando così le imprese del Lazio, specie le più piccole, ad aprirsi a forme stabili e strutturate di collaborazione con il mondo dell’alta formazione e della ricerca e con player industriali di maggiori dimensioni. Questo è uno dei tasselli del nuovo modello di sviluppo al quale stiamo lavorando, basato su un’economia che sia integrata e, appunto, aperta a nuovi stimoli e a un diverso modo di immaginare la crescita. Grazie di cuore al consigliere Enrico Forte e a tutto il Consiglio Regionale che ancora una volta ha approvato una norma importante e innovativa che ci aiuterà a far ripartire l’economia della nostra regione”, ha concluso.

Ambiente, Regione: con Fishing for litter raccolti 25 mila kg di rifiuti in mare

Presentati i risultati del progetto di Regione e Corepla sul recupero della plastica in mare: donati al Comune di Fiumicino nuovi arredi urbani realizzati con la plastica riciclata e consegnato ai pescherecci il logo “Pesca Responsabile” per il loro contributo nella tutela del patrimonio marino del Lazio

Questa mattina il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha illustrato i risultati del progetto “Fishing for litter” per il recupero e il riciclo della plastica raccolta in mare dai pescherecci durante le operazioni di pesca. Presenti all’iniziativa anche il presidente di Corepla, Giorgio Quagliuolo, l’assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti, Massimiliano Valeriani, il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale, Pino Musolino, il direttore Marittimo del Lazio, Francesco Tomas, il direttore generale di Arpa Lazio e vicepresidente del Sistema nazionale di protezione ambientale, Marco Lupo, il responsabile Legambiente Lazio, Roberto Scacchi, e Gianpaolo Bonfiglio, presidente del Medac e responsabile della cooperativa dei pescatori.

In circa due anni 26 pescherecci hanno raccolto oltre 25.000 kg di rifiuti in mare - recuperate con le reti dalle imbarcazioni dei pescatori tra i 16 e 120 metri di fondale e una distanza da 3 a 14 miglia dalla costa - lungo il litorale laziale da Anzio a Civitavecchia. Dei rifiuti in plastica raccolti, il 34% è costituito da imballaggi in plastica (8% bottiglie, 8% film, 1% polistirolo, 17% altri imballaggi) mentre il restante 66% è costituito da residui organici, reti da pesca e da cantiere, stracci e corde in canapa e altri materiali.

Tutto il materiale raccolto e selezionato è stato inviato a un centro specializzato per valutarne la riciclabilità e ottenere nuova materia prima. Con la nuova plastica riciclata sarà possibile realizzare degli arredi urbani come quelli donati al Comune di Fiumicino e posizionati lungo la passeggiata sulla banchina di via Torre Clementina.

Nel corso dell’iniziativa, inoltre, sono stati donati nuovi arredi urbani al Comune di Fiumicino realizzati con la plastica riciclata, tra cui quattro panchine, ed è stato consegnato ai comandanti dei pescherecci coinvolti nel progetto il logo “Pesca Responsabile”, come riconoscimento per l’impegno e il contributo fornito nella pulizia e nella salvaguardia del patrimonio marino del Lazio.

La manifestazione, infine, ha visto la partecipazione di alcune classi delle scuole di Fiumicino, che hanno partecipato a laboratori didattici curati da Legambiente sul tema della raccolta differenziata e della sostenibilità ambientale, al termine dei quali sono stati distribuiti fumetti e borracce di “Capitan Ambiente” realizzati dalla Regione Lazio e tanti altri gadget in plastica riciclata da parte di Corepla.

 

Tari, per gli sconti occorre decreto ministeriale

Con l’introduzione dell’articolo 6 del Dl 73/2021 vengono stanziati 600 milioni ai Comuni per finanziare la riduzione della Tari per tutte quelle categorie che sono state interessate dalle chiusure forzate o dalle restrizioni antiCovid.

Gli importi spettanti ai Comuni sono stati anticipati da Ifel, per permettere di calcolare le riduzioni massime concedibili, anche se l’assegnazione ufficiale arriverà con Dm entro il 26 giugno. L’articolo 30, comma 5, del Dl 41/2021 ha svincolato il termine di approvazione di regolamenti e tariffe Tari e tariffa corrispettiva da quello di approvazione del bilancio.

Nella normativa viene chiarito ai Comuni che possono essere utilizzate le risorse assegnate nel 2020 e non impiegate per finanziare le riduzioni Tari.

Le risorse non utilizzate nel 2020 potranno essere utilizzate per finanziarie ulteriormente le riduzioni 2021 per le utenze non domestiche, oppure per finanziarie le riduzioni per le utenze domestiche, alla cui copertura potranno concorrere i fondi della nuova tornata di aiuti «alimentari» (articolo 53 del Sostegni-bis) per 500 milioni, ora estesi agli affitti e alle bollette delle famiglie in difficoltà. Inoltre, le risorse 2020 potranno essere utilizzate per finanziare il conguaglio Pef 2020/2019, per i Comuni che nel 2020 hanno confermato le tariffe 2019.

 

Turismo, pubblicato il bando 'Più notti, più sogni' rivolto alle strutture ricettive del Lazio

E' stato pubblicato sui siti https://www.visitlazio.com/web/ e www.laziocrea.it l'avviso per manifestazione di interesse rivolto a tutte le strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere (inclusi gli agriturismi) imprenditoriali della Regione Lazio in possesso dei requisiti indicati nel bando. Le adesioni potranno avvenire esclusivamente per via telematica entro le ore 23:59 del prossimo 16 giugno tramite il sito di VisitLazio.com (https://www.visitlazio.com/piunottipiusogni). Per assistenza tecnico-informatica relativa a problematiche nella compilazione delle domande è possibile inviare una e-mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

"Più notti, più sogni – ha commentato l’Assessore al Turismo ed Enti locali, Valentina Corrado – è un’iniziativa da 10 milioni di euro, pensata per rendere la nostra Regione più competitiva, aumentare la permanenza dei turisti sul territorio e sostenere le imprese e l’indotto del settore più colpito dalla pandemia”.

Lazio, dalla Regione sì al progetto di consorzio industriale unico

Via libera da parte della Giunta Regionale al progetto di unificazione dei Consorzi Industriali del Lazio, operazione che ha come scopo la nascita di un unico Consorzio Industriale per tutta la regione.

È stata infatti approvata oggi dall’esecutivo regionale, dopo avere avuto il via libera da parte del Consiglio Regionale, la delibera – proposta dal vicepresidente della Regione, Daniele Leodori, di concerto con l’assessore Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Università, Ricerca, Start-Up e Innovazione, Paolo Orneli – che prevede il progetto di fusione dei consorzi industriali attualmente esistenti, la bozza di Statuto del Consorzio Unico che li riunirà tutti e il piano economico dell’operazione.

La nascita di un unico Consorzio per tutta la Regione è stata prevista dalla Legge Regionale 7, dell’ottobre 2018, al fine di modernizzare e potenziare i sistemi industriali e produttivi del Lazio, razionalizzare e semplificare l’assetto gestionale dei consorzi attualmente esistenti e per contribuire a mettere in campo una nuova politica industriale regionale. Tra gli obiettivi del Consorzio Industriale Unico ci sono infatti: la promozione dei processi di internazionalizzazione delle imprese laziali, il miglioramento della capacità attrattiva degli investimenti, la collaborazione tra i territori nei progetti strategici di innovazione, lo sviluppo della dotazione infrastrutturale, l’accelerazione nei processi di digitalizzazione, la promozione della crescita green e la valorizzazione del capitale umano tramite l’erogazione di servizi ad alto valore aggiunto per le imprese.

A prendere parte all’operazione di fusione è previsto che siano i cinque Consorzi Industriali attualmente operanti nel territorio della Regione Lazio – e che dovranno ora approvare la fusione – ossia: il Consorzio per lo sviluppo industriale della Provincia di Rieti, il Consorzio per lo sviluppo industriale di Roma e Latina, il Consorzio per lo sviluppo industriale del Sud Pontino, il Consorzio per lo sviluppo industriale del Lazio meridionale (Cosilam) e il Consorzio per l’area di sviluppo industriale della Provincia di Frosinone.

“Il progetto di unificazione dei vari consorzi industriali del Lazio – ha dichiarato il presidente Zingaretti – è il frutto di un importante percorso partecipato che ha visto coinvolti enti locali, associazioni di categoria e il Consiglio Regionale; è una grande occasione per rendere il tessuto economico del Lazio più forte, più competitivo e più attrattivo e per fare un importantissimo salto di qualità nella messa a terra delle politiche di sviluppo della Regione.”

“Con questa delibera, si pongono le basi per dare al comparto produttivo laziale un assetto gestionale tra i più avanzati in Italia – hanno detto il vicepresidente Leodori e l’assessore Orneli – Quello di oggi è un passaggio fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio, perché la nascita del Consorzio Industriale Unico Regionale permetterà, ne siamo convinti, di creare un ambiente favorevole per lo sviluppo delle imprese e in grado di agevolare la diffusione dell’innovazione, della digitalizzazione e delle buone pratiche per una crescita sostenibile”, hanno concluso.

 

Pag 1 di 95