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Regione, Rosati (ARSIAL): "firma storica con Roma Capitale e ACEA Ato2 S.p.a. per risanamento per cinquemila cittadini"

È stato firmato questa mattina presso gli uffici del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana di Roma Capitale, l’accordo tra ARSIAL (Agenzia regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio), Roma Capitale e ACEA ATO2 S.p.A. per il trasferimento degli acquedotti di proprietà ARSIAL a Roma Capitale e, della gestione, ad ACEA ATO2.

“Una firma storica, attesa da vent’anni, che sancisce il risanamento degli acquedotti oggetto dell’ordinanza del Sindaco di Roma Capitale riguardo la presenza dell’arsenico nell’acqua. Come ci eravamo impegnati quattro anni fa come Regione Lazio, si conclude oggi un’opera imponente che finalmente garantirà a circa cinquemila cittadini romani di tornare ad essere considerati di serie A come tutti gli altri”, ha dichiarato Antonio Rosati, amministratore unico dell’ARSIAL.

Sei gli acquedotti immediatamente interessati dal trasferimento siti in zona Casaccia, Monte Oliviero, località Brandosa, Camuccini, Santa Maria di Galeria e Pian Saccoccia. A seguire altri due, siti in Santa Brigida e Malborghetto, non appena raggiungeranno i requisiti di idoneità rilasciati dalla Asl di competenza e i presupposti previsti dall’accordo sottoscritto.

 

Rifiuti, la Regione vara la tariffazione puntuale

La Giunta regionale ha approvato la delibera per l’applicazione della tariffazione puntuale dei rifiuti nei Comuni del Lazio entro il 2020: un provvedimento che punta ad incentivare la riduzione della produzione di rifiuti urbani e la crescita della raccolta differenziata attraverso un maggiore riciclo delle varie tipologie di scarti. Le linee guida per l’applicazione della tariffa puntuale, suddivisa in utenze domestiche e non domestiche, sono basate sul criterio della minimizzazione della produzione dei rifiuti e sul principio dell’equità. La Tarip, infatti, non sarà calcolata sulla base della superficie dell’abitazione e del numero dei componenti familiari, ma sarà definita, oltre ad una quota fissa, secondo la quantità dei rifiuti prodotti.

Nella deliberazione, inoltre, sono individuate le azioni che gli Enti locali dovranno adottare per introdurre la tariffazione puntuale entro il 2020 e per la corretta verifica della produzione di rifiuti. In particolare, i regolamenti comunali potranno essere aggiornati e prevedere una serie di misure volte a consentire una precisa “quantificazione” dei rifiuti prodotti dalle singole utenze con sistemi di identificazione, come l’utilizzo di contenitori dedicati (sacchi o bidoni) con codice a barra rimovibile; oppure dotati di trasponder o tessera magnetica che consentono la registrazione dei dati identificativi; o ancora contenitori con codice a barre serigrafato, che quantifichino i rifiuti conferiti mediante lettura laser.

“La Regione promuove un nuovo modello di gestione dei rifiuti con l’obiettivo di giungere a un piano tariffario basato su sconti e agevolazioni per gli utenti che produrranno meno scarti: vengono previsti anche sostegni economici per i Comuni, con specifici bandi per investimenti destinati all'acquisto di sistemi, strumenti e tecnologie utili a tracciare il ciclo dei rifiuti” dichiara il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

“Verranno premiati i cittadini maggiormente virtuosi in grado di differenziare correttamente i rifiuti e di ridurre al minimo gli scarti non riciclabili, con ricadute positive sull’efficienza del servizio e sulla diminuzione dei costi da corrispondere al proprio Comune” aggiunge Massimiliano Valeriani, assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti.

Anac, presentata in Senato l'attività svolta nel 2017

È stata presentata questa mattina in Senato la relazione sull'attività svolta nel 2017 dall'Anac. L'Autorità ha evidenziato l'importanza di aver avviato un percorso collaborativo che ha portato alla riattivazione del Tavolo tecnico anche per il 2018.

“La vigilanza su segnalazione è stata senz’altro, quella che ha maggiormente impegnato l’Autorità, avendo riguardato, nel corso del 2017, 241 procedimenti, di cui ne risultano definiti 197 nel periodo di riferimento, mentre per 44 è ancora in corso l’attività istruttoria. Anche per l’anno 2017, i procedimenti hanno riguardato in gran parte i Comuni, mentre il resto delle segnalazioni ha avuto a oggetto, per lo più, enti locali, aziende sanitarie locali e/o aziende ospedaliere, società partecipate” specifica l'Anac.


Allegati:
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Regione: Giunta approva Testo Unico, ora passa a Consiglio

Un unico testo al posto di quattro e una normativa chiara e al passo con i tempi, con meno adempimenti e procedure semplificate. È il nuovo progetto di legge regionale sulla “Disciplina del commercio e della somministrazione di alimenti e bevande”, ossia quello che è meglio conosciuto come il nuovo Testo Unico del Commercio, approvato oggi dalla Giunta Regionale, su proposta dell’assessore allo Sviluppo Economico, Gian Paolo Manzella. Il provvedimento passa ora al Consiglio Regionale che lo dovrà discutere e approvare.

Il nuovo Testo Unico raccoglie e razionalizza organicamente tutte le disposizioni del settore, riunificando e abrogando diverse leggi regionali tra cui quelle su: commercio in sede fissa e su aree pubbliche (l.r.33/1999), reti di imprese tra attività economiche su strada (l.r.4/2006 art.113), commercio all’ingrosso (l.r.74/1984) e attività di somministrazione di alimenti e bevande (l.r.21/2006).

Quattro le linee guida della bozza di legge sul Commercio:

1) Semplificazione: l’intento è quello di allineare la disciplina regionale con le norme europee e statali in materia di procedure amministrative in materia, ad esempio, di: Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), silenzio assenso, conferenze dei servizi, concessioni di occupazione di suolo pubblico per l’esercizio del commercio su aree pubbliche ecc. In questo senso, il Testo Unico prevede un ampliamento del ricorso alla Scia per numerosi aspetti fondamentali della vita delle imprese del settore, come ad esempio: l’avvio, il trasferimento, l’ampliamento, la modifica del settore merceologico degli esercizi di vicinato fino a 400 mq; l’apertura, il trasferimento, l’ampliamento e il subingresso di attività di somministrazione di alimenti e bevande (escluse le aree sottoposte a tutela). Sono poi previsti tempi certi e procedure adeguate alle norme statali in materia di Conferenze dei Servizi. Il Testo prevede, inoltre, l’eliminazione del parere regionale vincolante per l’apertura, il trasferimento e l’ampliamento dei grandi mercati rionali.

La Regione inoltre trasferisce alcune importanti funzioni ai Comuni su mercati e commercio su aree pubbliche, oltre alla facoltà di individuare appositi spazi all’interno dei mercati, da destinare al consumo e alla somministrazione di prodotti alimentari.

A Roma Capitale la Regione conferisce anche ulteriori funzioni su programmazione urbanistica e commerciale, somministrazione, trasferimento e ampliamento di grandi e medie strutture di vendita.

2) Delegificazione: il nuovo Testo unico abroga, come detto, numerose leggi e norme regionali, oltre ai relativi provvedimenti attuativi e documenti di programmazione. Inoltre, alcuni aspetti di carattere attuativo della riforma sono demandati (come gli standard urbanistici, indirizzi in materia di programmazione del commercio in sede fissa, criteri e modalità attuative per i locali e le botteghe storiche) ad appositi regolamenti di attuazione;

3) Un nuovo approccio per i criteri generali di programmazione per le medie e grandi strutture di vendita, che non saranno più basati su criteri numerico-quantitativi e sul contingentamento delle aperture. I Comuni, invece, cui sarà affidata in maniera esclusiva la programmazione territoriale, secondo quanto stabilito dalle norme europee e nazionali, procederanno in base a indirizzi e criteri regionali di natura qualitativa e urbanistica e di tutela delle zone di pregio.

Inoltre, fino all’approvazione dei criteri e degli indirizzi regionali sulla programmazione territoriale e fino al conseguente adeguamento da parte dei Comuni dei propri strumenti, non sarà più consentito il cambio di destinazione d’uso di aree non commerciali, né l’ampliamento di strutture esistenti per l’avvio di medie e grandi strutture di vendita. In questo modo viene bloccato il nuovo consumo di suolo.

4) Innovazione per il rilancio di un settore centrale dell’economia del Lazio in termini occupazionali e di Pil. A questo fine, la proposta di legge sostiene lo sviluppo di un nuovo modello di associazionismo tra imprese, le reti di imprese tra attività economiche su strada che, sulla falsariga di numerose best practice europee e internazionali – e facendo seguito a un percorso già avviato dalla Regione e che ha riscontrato un risposta importante da parte delle imprese di prossimità – rafforzi e migliori le reti esistenti, promuovendone di nuove e più competitive ancora, in modo da contribuire alla rigenerazione urbana e allo sviluppo del concetto di Smart City.

Tra gli altri elementi caratterizzanti del testo vanno segnalati: la fissazione di nuovi requisiti per il riconoscimento della denominazione di locali storici e l’obbligo di creazione di presidi sanitari di primo soccorso nelle strutture e nei centri commerciali superiori ai 10.000 mq.

Immigrazione, in Parlamento europeo una proposta di riforma dell'asilo europeo e Convenzione di Dublino

"In Parlamento europeo noi S&D e in particolare noi Pd ci siamo battuti con i Governi italiani di centro sinistra per una vera soluzione politica e solidale europea oltre a quella doverosa umanitaria". Lo scrive Silvia Costa in una nota, proseguendo: "Abbiamo votato ottenendo una maggioranza parlamentare per una vera riforma dell’asilo europeo e della Convenzione di Dublino che prevede quote obbligatorie di ripartizione tra gli Stati membri degli immigrati e profughi, attraverso un meccanismo permanente e automatico, nonché multe o riduzione di fondi strutturali ai Paesi che non le rispettano.

Ma anche più risorse umane ed economiche a Frontex, nonché per le politiche nazionali di integrazione, e accordi Eu/paesi di provenienza e non solo bilaterali tra singoli Stati e paesi terzi.

Per questo abbiamo proposto di attribuire alla Ue risorse proprie, oltre all’1% del Pil nazionale dai 28 Stati Membri, non “mettendo le mani in tasca ai cittadini“ ma approvando la tassa sulle transazioni finanziarie(Tobin tax) e una web tax.

Tutto questo è stato respinto in Parlamento da Lega/Lepen e da Cinque Stelle/Farage, indebolendo la posizione del Parlamento e consentendo a Stati come Ungheria, Polonia e altri di annacquare al massimo la proposta del Consiglio dei Ministri!

E ora dicono di voler battere i pugni sul tavolo in Eu perché la proposta del Consiglio è inadeguata e per rappresaglia lasciano in balia del mare 700 Profughi tra cui tanti bambini e donne!

Senza logica, senza coerenza,senza umanità.

E senza vergogna." così la eurodeputata Silvia Costa.

Frosinone, Regione Lazio approva testo accordo di programma per area crisi complessa

L’intesa renderà possibile l’apertura di un bando da 10 milioni di Invitalia destinato agli investimenti nell’area, che interessa 46 Comuni

Dalla Regione via libera al testo dell’Accordo di Programma per la riconversione e riqualificazione industriale dell’Area di Crisi Complessa di Frosinone.

L’Accordo interessa un’area di 46 Comuni (37 della Provincia di Frosinone e 9 della Città Metropolitana di Roma) – che costituiscono l’Area di Crisi Industriale complessa di Frosinone – e dovrà essere approvato e firmato, oltre che dalla Regione Lazio, da Ministero per lo Sviluppo Economico (Mise), Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (Anpal), Provincia di Frosinone, Comune di Colleferro (in rappresentanza dei Comuni della Città Metropolitana di Roma coinvolti) e Invitalia.

Quando l’Accordo sarà siglato da tutti e pienamente operativo, Invitalia potrà aprire, verosimilmente per il mese di luglio prossimo, un bando da 10 milioni di euro, messi a disposizione dal Mise con fondi della Legge 181/89, destinato alle imprese interessate a investire nell’area.

Con l’approvazione definitiva del bando, poi, per quanto riguarda la Regione diventerà pienamente operativa anche per l’Area di Crisi Complessa di Frosinone – come già per quella di Rieti – la riserva obbligatoria del 20% da inserire in tutti i prossimi bandi regionali destinati alle imprese. Questo significa che in tutti i bandi regionali un quinto delle risorse sarà riservato alle imprese che intendono investire in una delle due Aree di Crisi Industriale Complessa regionali.

La Regione ha anche creato, negli Spazi Attivi di Colleferro (RM) e Ferentino (FR), due Info Point per informare le imprese sulle opportunità previste dall’attuazione di questo Accordo.

“Bene l’approvazione dello schema di accordo di programma per l'area di crisi industriale complessa di Frosinone. Uno strumento che metterà a disposizione delle imprese che vogliono investire 10 milioni di euro di risorse statali. Un altro bell'esempio di collaborazione tra istituzioni. Come Regione saremo in prima linea per far conoscere queste possibilità anche attraverso i punti di informazione nei nostri Spazi Attivi di Ferentino e Colleferro e riservando il 20% delle risorse dei nostri bandi alle imprese di questi territori a ‘crisi complessa’. Il rilancio del Lazio e la competitività dei suoi territori passa anche da iniziative come questa e dal massimo impegno dell'Assessorato per far sì che le imprese utilizzino al meglio queste opportunità.” Così Gian Paolo Manzella, assessore regionale allo Sviluppo Economico.

Bambino Gesù, Regione Lazio: "decreti per accreditamento presidio di Palidoro e Santa Marinella"

“Con l’approvazione di due Decreti del Commissario ad acta la Regione Lazio ha rilasciato l’accreditamento in favore del presidio sanitario ‘Ospedale Pediatrico Bambino Gesù’ per la sede di Palidoro e per la sede a Santa Marinella. I due Decreti modificano e aggiornano le precedenti disposizioni di autorizzazione e accreditamento. Attraverso questa integrazione i due presidi sanitari sono autorizzati all’esercizio da parte della Regione Lazio.

Per quanto riguarda la sede di Palidoro il decreto del Commissario autorizza 122 posti per prestazioni in regime di ricovero ospedaliero a ciclo continuativo o diurno per acuzie, 19 posti letto di day hospital e 20 posti letto di day surgery multidisciplinare oltre al Pronto Soccorso pediatrico e le attività di specialistica ambulatoriale.

Per quanto riguarda il presidio sanitario di Santa Marinella invece il decreto autorizza 20 posti letto di alta specialità riabilitativa per il trattamento di gravi disabilità in età evolutiva e 2 posti letto di day hospital riabilitativo neuromotorio oltre all’attività di specialistica ambulatoriale”.

Lo comunica in una nota l’Assessorato alla Sanità e l’Integrazione Socio-sanitaria della Regione Lazio.

Anac, nuovi dati da analisi stazioni appaltanti

Con un comunicato del Presidente ANAC viene riportato un aggiornamento sull'analisi relativa alle 'Prime valutazioni sulle varianti in corso d'opera trasmesse dalle stazioni appaltanti, rese pubbliche circa tre anni fa (comunicato del Presidente del 24.11.2014).

Sul portale dell'Anticorruzione si precisa:

Il numero delle varianti complessivamente registrate nella Banca Dati dell’Autorità alla data del 30 maggio 2017 risulta essere pari a n. 614. Tra queste il numero di varianti comunicate successivamente alla data del Comunicato del 24.11.2014 risulta essere pari a n. 386. Le varianti che superano il 10% dell’importo contrattuale risultano complessivamente n. 400 di cui solo n. 14 relative al periodo oggetto del comunicato anzidetto.

Sulla base di tali dati, come sopra complessivamente riportati, si formula di seguito una analisi di dettaglio.

Le n. 400 varianti esaminate hanno evidenziato la seguente distribuzione percentuale di stazioni appaltanti che hanno comunicato la redazione di varianti di importo superiore al limite percentuale stabilito dalla norma per la comunicazione all’ANAC:

Comuni e Province: 58%

Società pubbliche e concessionari: 22%

Scuole e Università: 8%

Aziende Sanitarie e Aziende Ospedaliere: 4,8%

Ministeri: 3,3%

Altri: 3,9%

Per quanto riguarda gli importi netti delle varianti suddivise per fasce d’importo (tabella sotto) si evidenzia una parcellizzazione nelle due fasce inferiori a € 200.000,00 (41% circa in termini di numerosità) a fronte di una modesta incidenza percentuale sul totale degli importi delle varianti (0,74%).

www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=7180


Piccoli Comuni, ufficiale il rinvio contabilità

Il Ministero dell'Interno con un recente comunicato dà notizia sulla possibilità per i piccoli comuni sotto i cinquemila abitanti che hanno disposto la facoltà di rinviare l'adozione della contabilità economico patrimoniale anche per l'esercizio 2017 possono rinviarla al 1° gennaio 2018.

Rimane, per gli enti, l'obbligo di provvedere all'aggiornamento dell'inventario. L'articolo 2 del decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118 prevede per gli enti in contabilità finanziaria l'adozione di un sistema contabile integrato che garantisca la rilevazione unitaria dei fatti gestionali nei loro profili finanziario ed economico-patrimoniale.

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