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Il punto tecnico

Fondo nazionale per la montagna, il documento con la ripartizione di 21,7 milioni di euro

Il Fondo nazionale per la montagna, ripartito per quattro annualità (dal 2016 al 2019), ammonta a un importo di 21.701.376 euro, come stabilito nella Conferenza Stato Regioni dello scorso 25 luglio.

In tale occasione, le Regioni, esaminata la proposta di riparto del Fondo nazionale della montagna (annualità 2016, 2017, 2018, 2019) hanno espresso parere favorevole con le seguenti raccomandazioni: la necessità che nei prossimi anni la ripartizione avvenga in modo regolare, sulla base degli stanziamenti annuali di bilancio; l’esigenza di incrementare ulteriormente la dotazione del Fondo, assicurando la dovuta attenzione alle aree montane; la necessità di provvedere celermente alla erogazione delle risorse, dando tempi certi, in modo da permettere ai Comuni di programmarne l’utilizzo.

Nel dettaglio, la ripartizione è stabilita in queste cifre: Piemonte: € 1.836.814,00; Valle d’Aosta: € 332.565,00; Lombardia: € 1.784.902,00; Provincia Autonoma di Bolzano - ; Provincia Autonoma di Trento - ; Veneto: € 763.028,00; Friuli-Venezia Giulia: € 474.077,00; Liguria: € 552.300,00; Emilia-Romagna: € 1.210.557,00; Toscana: € 1.329.551,00; Umbria: € 749.991,00; Marche: € 679.116,00; Lazio: € 1.277.639,00; Abruzzo: € 1.201.787,00; Molise: € 535.945,00; Campania: € 1.678.235,00; Puglia: € 785.072,00; Basilicata: € 1.080.897,00; Calabria: € 1.775.895,00; Sicilia: € 1.431.477,00; Sardegna: € 2.221.528,00; Italia: € 21.701.376,00.

Comuni montani, le domande per il Fondo integrativo

I progetti di sviluppo socio-economico per i Comuni montani potranno essere finanziate anche quest'anno dal Fondo integrativo, istituito dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228, Legge di stabilità 2013, art. 1 commi 319, 320, 321.

In data 11 giugno 2019, il presidente del Consiglio dei ministri ha autorizzato il Fondo integrativo per i Comuni montani. Nel Bando sono definite le modalità di presentazione delle richieste di finanziamento dei progetti da parte dei Comuni totalmente montani.

Entro il 6 settembre 2019, i Comuni possono presentare le domande, utilizzando la Dichiarazione e la Scheda del Progetto allegate al Bando.

Comuni, necessario richiedere abilitazione al Mef per processo telematico

Il processo telematico è d'obbligo anche per i Comuni relativamente ai giudizi tributari instaurati con ricorsi notificati dal 1 luglio 2019. La novità deriva dal Decreto fiscale (dlgs 118/2019) che introduce l'obbligo della modalità telematica per la notifica e il deposito degli atti processuali, dei documenti e dei provvedimenti giurisdizionali presso le commissioni tributarie provinciali e regionali, per i ricorsi notificati alla controparte dal 1 luglio. La modifica interessa il Codice del processo tributario (articolo 16 del dlgs 546/1992).

È necessario, però, registrarsi al Sigit (Sistema Informativo della Giustizia Tributaria), disponibile sul portale www.giustiziatributaria.gov.it, per poter attivare il Processo tributario telematico (Ptt).

Per poter procedere, gli enti locali devono richiedere l'abilitazione al ministero dell'Economia, con l'elenco dei propri dipendenti da abilitare. Sarà consentita, così, l'interazione telematica tra le commissioni tributarie e le parti coinvolte e la sostituzione della modalità cartacea interamente con strumenti informatici.

AgID, i software della Pa vanno messi in rete

Nei giorni scorsi l'Agid (Agenzia per l'Italia Digitale) ha lanciato l'iniziativa di un centro di competenza nazionale. Si tratterebbe di una sorta di cabina di regia per rendere comuni risorse tecnologiche ed esperienze. L'obiettivo è mettere a disposizione di chi ha bisogno di accedervi, le applicazioni e i software utilizzati dagli uffici pubblici.

Fino ad oggi, il principio dell'open source non è stato molto praticato nella Pa, sono, infatti, soltanto 270 le richieste pervenute a Agid per il riuso di software per un totale di 20 mila amministrazioni.

A maggio l'Agid ha pubblicato le linee guida che impongono alle Pubbliche amministrazioni di utilizzare in via prioritaria software con licenza aperta, quindi il primo passo verso l'adozione sistemica dell'apertura dei codici sorgente.

Tra le linee guida dell'Agid, rientra la prescrizione alle pubbliche amministrazioni che hanno bisogno di acquistare un nuovo software di controllare che non ci siano già applicazioni utilizzate da altri enti.

Enti locali, la comunicazione dello stock di debiti 2018 slitta al 30 giugno

Gli enti che non avessero ancora comunicato lo stock di debiti commerciali residui al 31 dicembre 2018 devono procedere entro il 30 giugno 2019. Il dato da comunicare è indicato dalle scritture contabili dell'ente. La mancata trasmissione della comunicazione del debito alla Pcc sarà sanzionata con l'obbligo di accantonamento al Fondo di garanzia debiti commerciali, calcolato secondo il parametro massimo del 5% degli stanziamenti di spesa per acquisto di beni e servizi.

A partire dall'anno 2020, infatti, saranno penalizzate le amministrazioni pubbliche che non rispetteranno i tempi di pagamento fissati dall'articolo 4 del Dlgs 231/2002 e gli enti che non ridurranno di almeno il 10 per cento il debito commerciale di fine anno.

Eventuali scarti fra il valore dello stock del debito rilevato dalla Pcc e la contabilità dell'amministrazione dovranno essere eliminati aggiornando le informazioni sulla piattaforma.

L'invio dell'importo complessivo dello stock dovrà avvenire, attraverso l'utente registrato come responsabile utilizzando la voce Comunicazione debiti L. 145/2018, del menu Ricognizione debiti.

L'articolo 1, comma 867 della legge 145/2018 prevede, appunto, l'obbligo, a carico delle pubbliche amministrazioni, di comunicare mediante la Pcc, dal 1° al 30 aprile 2019, l'ammontare complessivo dello stock di debiti commerciali residui scaduti e non pagati alla fine dell'esercizio precedente (31.12.2018).

Sblocca cantieri, poteri al sindaco nei condomìni degradati

Il decreto Sblocca cantieri (32/2019), approvato il 5 giugno dall'Aula del Senato, introduce importanti novità anche in tema di edifici condominiali.

Nello specifico, il nuovo articolo 5 bis del decreto, prevede un ruolo centrale del sindaco, il quale potrà intervenire sui condomìni. Il primo cittadino potrà richiedere la nomina di un amministratore giudiziario, nel caso in cui un edificio condominiale fosse dichiarato 'degradato' dal Comune.

Le 'dichiarazioni di degrado' degli edifici condominiali sono effettuate, secondo quanto prescritto dalla norma, con ordinanza come stabilito dall'art. 50, comma 5, Dlgs 267/2000. Da quel momento il sindaco può ricorrere all'Autorità giudiziaria nei casi in cui nel condominio si sia verificata una delle seguenti condizioni: non si forma una maggioranza, non vengono presi i provvedimenti necessari per l'amministrazione della cosa, oppure la deliberazione adottata non viene eseguita.

È di particolare interesse anche la novità introdotta relativamente al potere assegnato all'amministratore di nomina giudiziale di assumere le decisioni necessarie, andando a sostituire l'assemblea e, quindi, potere legato allo stato di degrado dell'edificio dichiarato dal sindaco.

Sicurezza stradale, in GU il decreto salva-motociclisti

Sarà presto resa obbligatoria l'installazione di Dispositivi Salva Motociclisti (DSM) sulla rete autostradale italiana, dispositivi progettati per mitigare gli effetti dell'urto di un motociclista sul guardrail.

Il decreto 'salva-motociclisti' è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie generale – n. 114 del 17 maggio 2019 il decreto 1° aprile 2019 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e prevede, nello specifico, l’obbligo di installare barriere salva-motociclisti su tutte le curve circolari caratterizzate da un raggio minore di 250 metri nei casi di interventi di nuova costruzione, di adeguamento di tratti stradali esistenti che comportano varianti di tracciato e/o rinnovo delle barriere di sicurezza stradali su tratti significativi, oppure su strade esistenti non soggette ad interventi ma dove siano avvenuti nel triennio almeno cinque incidenti con morti e/o feriti, che abbiano visto il coinvolgimento di motoveicoli e/o ciclomotori.

Il provvedimento entrerà in vigore a centottanta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Comuni, in GU il certificato di contributo per progettazione opere pubbliche

È stato approvato dal Viminale il certificato per l'assegnazione del contributo per l'anno 2019 ai Comuni. La copertura riguarda spese di progettazione definitiva ed esecutiva, relative a interventi di opere pubbliche. Per la richiesta del contributo, di cui la comunicazione è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 104 del 6 maggio 2019, i Comuni che sono compresi nelle zone a rischio sismico 1 e 2, ai sensi dell’ordinanza n. 3519 del 28 aprile 2006, alla data di presentazione della richiesta di cui al comma 2 del medesimo art. 41-bis del Dl n. 50 del 2017, presentando apposita domanda al Ministero dell’Interno, Direzione centrale della finanza locale, con le modalità e i termini di cui al successivo art. 3 del suddetto decreto.

La certificazione dovrà essere compilata esclusivamente online, avvalendosi dell’apposito documento informatizzato che sarà messo a disposizione degli Enti sul sito web istituzionale della Direzione centrale della finanza locale, nell’“Area Certificati”. La scadenza dei termini di trasmissione telematica è prevista entro e non oltre le ore 24.00 del 15 giugno 2019.

Voto a domicilio: entro il 6 maggio la domanda

Entro il 6 maggio gli elettori affetti da gravi infermità che non possono allontanarsi dalla propria abitazione hanno la possibilità di fare domanda per poter votare a domicilio. È quanto si apprende da una nota del Ministero degli Interni pubblicata sul sito internet dello stesso dicastero. Si specifica, inoltre, che la domanda, da presentare al Comune di residenza, deve essere corredata da un certificato medico della ASL e da una copia della tessera elettorale.

Inoltre, gli elettori che hanno bisogno dell’assistenza di un altro elettore per esprimere il proprio voto, possono richiedere al proprio comune di provvedere all’annotazione permanente del diritto al voto assistito mediante l'apposizione di un timbro sulla tessera elettorale.

Tutti i dettagli sono consultabili al capitolo 20 - "Votazione degli elettori presso il loro domicilio" delle "Istruzioni per le operazioni degli uffici elettorali", disponibili on line su questo sito.

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