Monday, Jul 23rd

Last update11:57:46 AM GMT

Sei qui: Area Legislativa Delibere

Il punto tecnico

Sviluppo economico, la Regione approva indirizzi di LazioCreativo

In linea con le più moderne amministrazioni oggi abbiamo tracciato le linee di indirizzo per le politiche per la creatività dei prossimi anni. Risorse per nuove imprese e strumenti per portare i creativi a parlare con i settori tradizionali, innanzitutto.

Ci sono poi premi per valorizzare i giovani; più collaborazione con le scuole di creatività presenti sul territorio e strumenti per un'amministrazione sempre più aperta alla dimensione creativa: dal design ai videogames. E, infine, continuano i libri LazioCreativo e ricominciano le Giornate della Creatività. E' un passaggio 'dovuto'.

Primo perché il Lazio è una grande regione italiana della creatività e la politica deve quindi accompagnare questa realtà fatta di 15 miliardi di valore aggiunto, 41mila imprese e più di 200 persone occupate. Poi, perché la Regione Lazio gioca già oggi un ruolo importante in settori leader dell'industria quali il cinema e l'audiovisivo. Terzo perché stiamo dando seguito a un lavoro di lunga lena, partito con RomaProvinciaCreativa nel 2008 e continuato sino ad oggi. Un bel segno di continuità della Giunta Zingaretti, che sta dando risultati importanti".

Così Gian Paolo Manzella, Assessore allo sviluppo economico della Regione Lazio.

Centri per l'Impiego, Di Berardino: personale delle Province passato alle dipendenze della Regione Lazio

È avvenuto oggi il completamento del trasferimento del personale dei Centri per l'impiego dalle province alla Regione Lazio. Il passaggio, obbligatorio ai sensi del comma 798 della legge di bilancio 2018, ha coinvolto 561 dipendenti; di questi, 555 hanno mantenuto la medesima sede lavorativa con le stesse mansioni e 6 sono stati assegnati all'Area "Servizi per il lavoro" presso la sede della Regione Lazio.

Il trasferimento è avvenuto in piena continuità sia per gli addetti dei centri per l'impiego sia per il servizio all'utenza: fin da oggi infatti i Cpi hanno continuato a svolgere le attività di sempre, senza alcuna interruzione.

Dal primo luglio le sedi sono state raggruppate in tre macro aree: Lazio sud (di cui fanno parte i Cpi di Anagni, Cassino, Frosinone, Sora, Cisterna di Latina, Fondi, Formia, Latina, Sezze, Anzio, Colleferro, Palestrina e Pomezia); Lazio Nord (che comprende le sedi di Poggio Mirteto, Rieti, Civita Castellana, Tarquinia, Viterbo, Bracciano, Cerveteri, Civitavecchia, Monterotondo e Morlupo) e Lazio centro (di cui fanno parte i centri di Guidonia, Subiaco, Tivoli, Roma Cinecittà, Roma Tiburtino, Roma Torre Angela, Roma Primavalle, Ostia, Albano, Frascati, Marino e Velletri).

Per quanto riguarda il personale di Capitale Lavoro, grazie a un accordo tra Regione Lazio e Città metropolitana di Roma Capitale, viene garantita la continuità del servizio. Nel frattempo, la Giunta regionale è impegnata nella predisposizione di tutti gli atti necessari che riguardano il personale di Capitale Lavoro già impegnato nelle attività di supporto ai centri per l'impiego dell'area romana, funzioni dei cpi che dal 1 luglio sono di competenza della Regione Lazio.

Lo comunica Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e Nuovi diritti della Regione Lazio

Regione, Rosati (ARSIAL): "firma storica con Roma Capitale e ACEA Ato2 S.p.a. per risanamento per cinquemila cittadini"

È stato firmato questa mattina presso gli uffici del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana di Roma Capitale, l’accordo tra ARSIAL (Agenzia regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio), Roma Capitale e ACEA ATO2 S.p.A. per il trasferimento degli acquedotti di proprietà ARSIAL a Roma Capitale e, della gestione, ad ACEA ATO2.

“Una firma storica, attesa da vent’anni, che sancisce il risanamento degli acquedotti oggetto dell’ordinanza del Sindaco di Roma Capitale riguardo la presenza dell’arsenico nell’acqua. Come ci eravamo impegnati quattro anni fa come Regione Lazio, si conclude oggi un’opera imponente che finalmente garantirà a circa cinquemila cittadini romani di tornare ad essere considerati di serie A come tutti gli altri”, ha dichiarato Antonio Rosati, amministratore unico dell’ARSIAL.

Sei gli acquedotti immediatamente interessati dal trasferimento siti in zona Casaccia, Monte Oliviero, località Brandosa, Camuccini, Santa Maria di Galeria e Pian Saccoccia. A seguire altri due, siti in Santa Brigida e Malborghetto, non appena raggiungeranno i requisiti di idoneità rilasciati dalla Asl di competenza e i presupposti previsti dall’accordo sottoscritto.

 

Anac, presentata in Senato l'attività svolta nel 2017

È stata presentata questa mattina in Senato la relazione sull'attività svolta nel 2017 dall'Anac. L'Autorità ha evidenziato l'importanza di aver avviato un percorso collaborativo che ha portato alla riattivazione del Tavolo tecnico anche per il 2018.

“La vigilanza su segnalazione è stata senz’altro, quella che ha maggiormente impegnato l’Autorità, avendo riguardato, nel corso del 2017, 241 procedimenti, di cui ne risultano definiti 197 nel periodo di riferimento, mentre per 44 è ancora in corso l’attività istruttoria. Anche per l’anno 2017, i procedimenti hanno riguardato in gran parte i Comuni, mentre il resto delle segnalazioni ha avuto a oggetto, per lo più, enti locali, aziende sanitarie locali e/o aziende ospedaliere, società partecipate” specifica l'Anac.


Allegati:
Scarica questo file (ANAC.Relazione.2018.pdf)ANAC.Relazione.2018.pdf[ ]3220 Kb

Regione: Giunta approva Testo Unico, ora passa a Consiglio

Un unico testo al posto di quattro e una normativa chiara e al passo con i tempi, con meno adempimenti e procedure semplificate. È il nuovo progetto di legge regionale sulla “Disciplina del commercio e della somministrazione di alimenti e bevande”, ossia quello che è meglio conosciuto come il nuovo Testo Unico del Commercio, approvato oggi dalla Giunta Regionale, su proposta dell’assessore allo Sviluppo Economico, Gian Paolo Manzella. Il provvedimento passa ora al Consiglio Regionale che lo dovrà discutere e approvare.

Il nuovo Testo Unico raccoglie e razionalizza organicamente tutte le disposizioni del settore, riunificando e abrogando diverse leggi regionali tra cui quelle su: commercio in sede fissa e su aree pubbliche (l.r.33/1999), reti di imprese tra attività economiche su strada (l.r.4/2006 art.113), commercio all’ingrosso (l.r.74/1984) e attività di somministrazione di alimenti e bevande (l.r.21/2006).

Quattro le linee guida della bozza di legge sul Commercio:

1) Semplificazione: l’intento è quello di allineare la disciplina regionale con le norme europee e statali in materia di procedure amministrative in materia, ad esempio, di: Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), silenzio assenso, conferenze dei servizi, concessioni di occupazione di suolo pubblico per l’esercizio del commercio su aree pubbliche ecc. In questo senso, il Testo Unico prevede un ampliamento del ricorso alla Scia per numerosi aspetti fondamentali della vita delle imprese del settore, come ad esempio: l’avvio, il trasferimento, l’ampliamento, la modifica del settore merceologico degli esercizi di vicinato fino a 400 mq; l’apertura, il trasferimento, l’ampliamento e il subingresso di attività di somministrazione di alimenti e bevande (escluse le aree sottoposte a tutela). Sono poi previsti tempi certi e procedure adeguate alle norme statali in materia di Conferenze dei Servizi. Il Testo prevede, inoltre, l’eliminazione del parere regionale vincolante per l’apertura, il trasferimento e l’ampliamento dei grandi mercati rionali.

La Regione inoltre trasferisce alcune importanti funzioni ai Comuni su mercati e commercio su aree pubbliche, oltre alla facoltà di individuare appositi spazi all’interno dei mercati, da destinare al consumo e alla somministrazione di prodotti alimentari.

A Roma Capitale la Regione conferisce anche ulteriori funzioni su programmazione urbanistica e commerciale, somministrazione, trasferimento e ampliamento di grandi e medie strutture di vendita.

2) Delegificazione: il nuovo Testo unico abroga, come detto, numerose leggi e norme regionali, oltre ai relativi provvedimenti attuativi e documenti di programmazione. Inoltre, alcuni aspetti di carattere attuativo della riforma sono demandati (come gli standard urbanistici, indirizzi in materia di programmazione del commercio in sede fissa, criteri e modalità attuative per i locali e le botteghe storiche) ad appositi regolamenti di attuazione;

3) Un nuovo approccio per i criteri generali di programmazione per le medie e grandi strutture di vendita, che non saranno più basati su criteri numerico-quantitativi e sul contingentamento delle aperture. I Comuni, invece, cui sarà affidata in maniera esclusiva la programmazione territoriale, secondo quanto stabilito dalle norme europee e nazionali, procederanno in base a indirizzi e criteri regionali di natura qualitativa e urbanistica e di tutela delle zone di pregio.

Inoltre, fino all’approvazione dei criteri e degli indirizzi regionali sulla programmazione territoriale e fino al conseguente adeguamento da parte dei Comuni dei propri strumenti, non sarà più consentito il cambio di destinazione d’uso di aree non commerciali, né l’ampliamento di strutture esistenti per l’avvio di medie e grandi strutture di vendita. In questo modo viene bloccato il nuovo consumo di suolo.

4) Innovazione per il rilancio di un settore centrale dell’economia del Lazio in termini occupazionali e di Pil. A questo fine, la proposta di legge sostiene lo sviluppo di un nuovo modello di associazionismo tra imprese, le reti di imprese tra attività economiche su strada che, sulla falsariga di numerose best practice europee e internazionali – e facendo seguito a un percorso già avviato dalla Regione e che ha riscontrato un risposta importante da parte delle imprese di prossimità – rafforzi e migliori le reti esistenti, promuovendone di nuove e più competitive ancora, in modo da contribuire alla rigenerazione urbana e allo sviluppo del concetto di Smart City.

Tra gli altri elementi caratterizzanti del testo vanno segnalati: la fissazione di nuovi requisiti per il riconoscimento della denominazione di locali storici e l’obbligo di creazione di presidi sanitari di primo soccorso nelle strutture e nei centri commerciali superiori ai 10.000 mq.

Piccoli Comuni, ufficiale il rinvio contabilità

Il Ministero dell'Interno con un recente comunicato dà notizia sulla possibilità per i piccoli comuni sotto i cinquemila abitanti che hanno disposto la facoltà di rinviare l'adozione della contabilità economico patrimoniale anche per l'esercizio 2017 possono rinviarla al 1° gennaio 2018.

Rimane, per gli enti, l'obbligo di provvedere all'aggiornamento dell'inventario. L'articolo 2 del decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118 prevede per gli enti in contabilità finanziaria l'adozione di un sistema contabile integrato che garantisca la rilevazione unitaria dei fatti gestionali nei loro profili finanziario ed economico-patrimoniale.

Enti locali e rendiconto gestione 2017: le scadenze

Gli Enti locali sono tenuti a rispettare le scadenze per il rendiconto della gestione 2017 secondo quanto previsto dal Decreto del Ministero dell'Interno 17 aprile 2018.

L'adempimento di Province, Città metropolitane e Comuni di redigere le certificazioni sui principali dati del bilancio di previsione e gestione è disciplinato dall'art. 161 del Dlgs. 267/2000. Entro il 31 maggio 2018 gli enti locali trasmetteranno tramite posta elettronica certificata alla Direzione centrale della Finanza locale ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ):

- il file, in formato xml, concernente le informazioni riguardanti il tipo di certificato (certificato preventivo o certificato al rendiconto), l’anno di riferimento dello stesso, il tipo di modello identificato con «X» per il certificato in argomento nonche’ i dati identificativi dei soggetti referenti per la trasmissione del certificato, individuati nel segretario dell’ente e/o nel responsabile del servizio finanziario;

- il file contenente i dati del certificato firmato digitalmente in formato xml.

Piccoli Comuni e contabilità economica

Rinvio della contabilità economica per i piccoli Comuni e le unioni fino a 5 mila abitanti. Nel passaggio dalla contabilità finanziaria a quella economica vi è un complesso procedimento di avvio, che passa da una nuova analisi dei residui e soprattutto dall'apertura dello stato patrimoniale. Motivo per cui i Piccoli Comuni avevano avanzato richiesta di una proroga sulle scadenze.

Secondo un’interpretazione dell’articolo 232, comma 2 del Tuel introdotto dalla riforma contabile del 2011, secondo cui i piccoli Comuni «possono non tenere la contabilità economico-patrimoniale fino all’esercizio 2017» si è arrivati ad una sorta di apertura, tra l'altro molto attesa, dalle ragionerie degli oltre 5 mila municipi fino a 5 mila abitanti. Diversamente, per le amministrazioni più grandi la scadenza rimane ferma al 30 aprile.

CRCU, Manzella: azione fondamentale per la qualità dell'azione amministrativa

“Buon lavoro al Consiglio Regionale dei Consumatori e degli Utenti, l'organismo che riunisce le associazioni dei consumatori chiamato a proporre nuove iniziative per promuovere il consumismo nella nostra Regione. È una funzione importante per costruire una cittadinanza sempre più consapevole e attenta ai propri diritti e, allo stesso tempo, un’occasione anche per l’amministrazione, che deve sempre più utilizzare il parere degli utenti per migliorare la qualità dei propri servizi. Ci sono grandi spazi per prendere spunto dalle migliori esperienze in questo settore e portarle da noi nel Lazio e per 'usare' i fondi europei al fine di sviluppare collaborazioni e nuove azioni. Lavoreremo insieme anche su questo fronte”.

Così Gian Paolo Manzella, assessore regionale allo Sviluppo Economico, in occasione della riunione odierna del Crcu, il Consiglio Regionale dei Consumatori e degli Utenti.

Pag 1 di 16