Friday, Feb 22nd

Last update12:25:20 PM GMT

Sei qui: Area Legislativa Delibere

Il punto tecnico

Anac, le linee per gli enti privati in controllo pubblico

Agli enti di diritto privato in controllo pubblico si applicano le disposizioni sulla trasparenza anche alle attività svolte, mentre le società private e gli enti privati che non sono in controllo pubblico sono tenuti agli obblighi di trasparenza solo per le attività di pubblico interesse.

È quanto chiarisce l'Anac nelle linee guida per la prevenzione della corruzione e della trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato partecipati o controllati dalle pubbliche amministrazioni. Nel Pna (Piano nazionale anticorruzione) è specificato che le pa sono tenute all'elaborazione di piani triennali di prevenzione.

Anac: le regole tra appalti e sanzioni

L'Anac può emanare sanzioni relativamente alla mancata comunicazione di informazione da parte delle stazioni appaltanti, operatori economici e società di attestazione.

L'Autorità ha posto in consultazione il regolamento sull'esercizio del potere sanzionatorio, con l'attuazione dell'articolo 213, comma 13 del codice dei contratti. Le sanzioni sono suddivise in due macro macro-sezioni: la prima riguarda gli inadempimenti a obblighi normativamente previsti a rifiuti o omissioni rispetto a specifiche richieste dell'Autorità. Tra queste rientrano le sanzioni nei confronti degli operatori economici che abbiano fornito informazioni non veritiere. Ad esempio, il rischio di sanzioni riguarda anche le imprese che producono informazioni non veritiere sulla qualificazione Soa.

Al fine di quantificare le sanzioni pecuniarie e interdittive il Consiglio dell'Autorità procede con la valutazione di tutti gli elementi (oggettivi e soggettivi) di gravità della violazione, nel rispetto dell'articolo 213, comma 13, del Dlgs 50/2016.

Enti locali, pubblicato il decreto di assegnazione degli spazi finanziari

La Ragioneria Generale dello Stato ha pubblicato il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze di assegnazione agli enti locali degli spazi finanziari richiesti nell'ambito del patto nazionale verticale (articolo 1, commi da 485 a 494 della legge 11 dicembre 2016, n. 232), per complessivi 700 milioni di euro, di cui almeno 300 milioni di euro destinati a interventi di edilizia scolastica.

Il decreto, non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, indica per ciascun ente locale l'importo assegnato per l'anno 2017. Gli spazi finanziari sono stati attribuiti agli enti locali in base alle richieste che effettuate al Ministero dell'Economia e delle Finanze entro il 20 febbraio.

Ddl anti povertà in dirittura d'arrivo

Il ddl contro la povertà, passato ieri al Senato senza alcuna modifica al testo licenziato dalla Camera dei deputati, verrà sottoposto al voto finale nella giornata di domani. L'articolo contenuto nel ddl 2494 delega il governo ad adottare, entro il termine di sei mesi, uno o più decreti legislativi per introdurre il reddito di inclusione, dare maggiore ordine alle prestazioni di natura assistenziale, rafforzare il coordinamento degli interventi di servizi sociali, garantendo, quindi, i livelli essenziali delle prestazioni in tutto il territorio.

Il reddito di inclusione, secondo i criteri direttivi della delega, dovrebbe essere una misura unica al livello nazionale e subordinata alla prova dei mezzi (in base all'Isee) e all'adesione a un progetto personalizzato di inclusione. Si prevede un graduale incremento del beneficio e dell'estensione dei beneficiari, con la priorità, tuttavia, delle famiglie che hanno a carico figli minorenni o con gravi disabilità, donne in stato di gravidanza, disoccupati di età superiore a 55 anni.

Consulta: no al ballottaggio, restano premio e capolista bloccato

La Corte Costituzionale si è pronunciata sulla nuova legge elettorale. L'impianto maggioritario resta, ma i capilista candidati in più collegi non potranno più scegliere la sede di elezione.

In allegato il Comunicato stampa della Corte.

Allegati:
Scarica questo file (Comunicato_Corte.pdf)Comunicato_Corte.pdf[ ]12 Kb

Edilizia scolastica, interventi per patto di solidarietà nazionale

Agli enti locali potranno essere assegnati 700 milioni di euro l'anno di spazi finanziari per il triennio 2017-2019, di cui 300 milioni di euro specificamente destinati ad interventi di edilizia scolastica da utilizzare mediante l'utilizzo degli avanzi di amministrazione degli esercizi precedenti e il ricorso al debito.

La richiesta di spazi finanziari per interventi di edilizia scolastica dovrà essere presentato entro il 20 febbraio 2017. Sul sito http://italiasicura.governo.it/ sarà pubblicata la procedura da seguire per richiedere tali spazi.

La Struttura di missione per il coordinamento degli interventi di edilizia scolastica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri comunicherà entro il 5 marzo 2017, alla Ragioneria generale dello Stato, gli spazi da attribuire a ciascun ente locale. Tali spazi verranno attribuiti valutando il seguente ordine prioritario:

1. interventi di edilizia scolastica già avviati, a valere su risorse acquisite mediante contrazione di mutuo, e per i quali sono stati attribuiti spazi finanziari nell’anno 2016 ai sensi del D.P.C.M. 27 aprile 2016 (cd sbloccascuole);

2. interventi di nuova costruzione di edifici scolastici per i quali l’ente disponga del progetto esecutivo validato; sono compresi in tale priorità anche gli interventi di demolizione e ricostruzione, di ampliamento ≥ 20% della SLP esistente, di acquisto di edifici esistenti, destinati ad attività scolastica;

3. ulteriori tipologie di interventi per i quali l’ente disponga del progetto esecutivo validato.

Gli enti locali non possono richiedere spazi finanziari per interventi di edilizia scolastica (di cui ai commi 485 e da 487 a 489), qualora le operazioni di investimento, realizzate con il ricorso all'indebitamento e all'utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti, possano essere effettuate nel rispetto del proprio saldo di cui al comma 1 dell'articolo 9 della legge 24 dicembre 2012, n. 243.

Comuni, le scadenze di inizio anno

Sono diverse le scadenze di inizio anno a cui i Comuni dovranno adeguarsi. In primis, occorre adeguare i codici gestionali Siope alle nuove codifiche integrate con il piano dei conti finanziario. L'avvio della nuova contabilità presuppone la chiusura dei conti precedenti e dunque la regolarizzazione di tutte le movimentazioni di cassa sospese presso il tesoriere e il calcolo del fondo cassa al 1° gennaio.

Entro il 21 i Comuni devono compilare il nuovo questionario unico dei fabbisogni standard con i dati relativi alle funzioni generali, di polizia locale, di istruzione pubblica, del settore sociale, del campo della viabilità e dei trasporti, della gestione del territorio e dell'ambiente. Il questionario raccoglie i dati contabili e strutturali riferiti all'anno 2015 e riguarda tutti i Comuni, le unioni dei Comuni e le comunità montane.

Tutti i Comuni e le Province soggette a pareggio di bilancio devono inviare, esclusivamente mediante l'applicazione web, entro il 30 gennaio alla Ragioneria generale dello Stato i dati del monitoraggio dei vincoli di finanza pubblica relativi al 2016. Nel caso in cui gli enti abbiano già applicato al bilancio di previsione 2017/2019 quota parte dell'avanzo accantonato o vincolato occorre, sempre entro il 31 gennaio, approvare con delibera di Giunta il prospetto aggiornato riguardante il risultato di amministrazione presunto derivante dall'esercizio precedente, sulla base di un preconsuntivo relativo alle entrate e alle spese vincolate.

Entro il 31 gennaio va completata, inoltre, la comunicazione al dipartimento del Tesoro dei dati relativi alle concessioni di beni rilasciate per il 2015 (art. 2, c. 222, legge 191/09). Il mancato rispetto del termine per la comunicazione dei dati (da effettuare anche in caso negativo) comporta la segnalazione alla Corte dei conti per il seguito di competenza.

Anac, le linee guida illeciti professionali art. 80

Sono state pubblicate sul sito dell'Autorità Nazionale Anticorruzione le Linee guida n. 6, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti «Indicazione dei mezzi di prova adeguati e delle carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto che possano considerarsi significative per la dimostrazione delle circostanze di esclusione di cui all’art. 80, comma 5, lett. c) del Codice». Approvate dal Consiglio dell’Autorità con delibera n. 1293 del 16 novembre 2016.

Le Linee e la relazione AIR sul sito dell'ANAC.

Anac: più trasparenza per titolari di incarichi politici

L'Autorità Nazionale Anticorruzione ha posto in consultazione pubblica lo schema di Linee guida recante indicazioni sull'applicazione dell'art. 14 del d.lgs. sugli “Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali”.

Tale norma ha visto l'introduzione di rilevanti modifiche in seguito all'entrata in vigore del dlgs 97/2013, art. 13, con una serie di novità relative anche ai soggetti interessati: gli obblighi di trasparenza riguardano, infatti, non solo i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo ma anche i titolari di incarichi dirigenziali nelle amministrazioni pubbliche.

L'Autorità ha reso disponibili le Linee Guida insieme a modelli di dichiarazione per agevolare le amministrazioni a rendere uniformi le modalità di pubblicazione dei dati previsti dalla norma.

Le osservazioni potranno essere presentate, compilando l'apposito modulo al sito internet dell'Autorità (http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/ConsultazioniOnLine/_consultazioni?id=1cc4e5c70a77804269ca3e690ddb3a58), entro le ore 24 del 12 gennaio 2017.

Leggi la bozza delle linee guida.

Allegati:
Scarica questo file (Bozza linee guida Art 14.pdf)Bozza linee guida Art 14.pdf[ ]143 Kb

Pag 5 di 17