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Il punto tecnico

Fondo di solidarietà 2016: conguaglio per la copertura dei tagli Imu/Tasi

La Direzione Centrale della Finanza locale del Viminale ha reso pubblico l'elenco delle somme e dei beneficiari per il conguaglio delle somme spettanti ai Comuni per i minori gettiti derivanti dalle agevolazioni Imu e Tasi previste per il 2016 dalla Legge di stabilità 208/2015.

Si tratta dell'utilizzo dell' accantonamento, per l'importo di circa 43,9 milioni di euro, a favore di 6.357 Comuni delle regioni a statuto ordinario e delle regioni Sardegna e Siciliana, a seguito di verifiche dei gettiti Imu e Tasi.

Il calcolo e la ripartizione di questa ulteriore quota del Fondo di solidarietà comunale 2016 era stata già prevista dal decreto del ministero dell'Interno 27 settembre 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 3 ottobre 2016 n. 231 che aveva disposto una prima integrazione delle somme spettanti, in particolare per ciò che riguarda il ristoro dell'esenzione Tasi sull'abitazione principale, per un importo complessivo di oltre 30 milioni.

Scarica l'elenco dettagliato degli importi a saldo relativi ai singoli enti per il 2016 a titolo di Fondo di solidarietà comunale.

Allegati:
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Edilizia, adeguamento Regioni e Comuni entro 7 mesi

A partire dall'11 dicembre entrerà in vigore il Testo unico edilizia a cui le Regioni e i Comuni dovranno adeguarsi entro il 30 giugno 2017: «le norme del decreto entrano in vigore subito, l'11 dicembre, le Regioni e gli enti locali hanno l'obbligo di recepirle e adattarle alle loro normative, ma intanto sono subito vincolanti» spiegano a Palazzo Chigi.

Quando si presenta un progetto in Comune si applicano le leggi regionali, il regolamento edilizio comunale, le norme tecniche di attuazione del Prg.

Ma cosa cambierà se dovesse passare la riforma costituzionale? In quel caso il compito di fissare le norme «generali e comuni» in materia di governo del territorio verrà affidato alla competenza esclusiva statale? Molto probabilmente non nell'immediato, ma nel medio periodo il governo avrà più poteri nell'imporre come vincolanti le norme dello Scia2.

 

Fabbisogni standard, nuovo questionario per i Comuni entro il 21 gennaio

Entro il 21 gennaio 2017 i Comuni, le Unioni di Comuni e le Comunità montane dovranno inviare il nuovo questionario sui fabbisogni standard relativi al 2015.

Sul portale www.opencivitas.it è disponibile il nuovo FC20U come disposto dal Dm Economia e Finanze 11 novembre 2016 che ha fissato il termine ultimo di trasmissione al 60° giorno dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avvenuta il 22 novembre 2016.

Il progetto fabbisogni standard è stato istituito con il Dlgs 216/2010 con l'obiettivo di rappresentare le reali necessità finanziarie di un ente locale in base alle sue caratteristiche territoriali e agli aspetti socio-demografici della pooplazione residente.

Con il nuovo questionario verranno, dunque, aggiornate e acquisite le informazioni rilevanti ai fini della determinazione dei fabbisogni standard degli enti locali delle regioni a statuto ordinario relativamente alle funzioni fondamentali definite nel Dlgs 216/2010. Il questionario contiene due moduli da restituire compilati con i dati richiesti e sottoscritti dal legale rappresentante e dal responsabile economico finanziario.

Come stabilito dalla lettera c) del comma 1 dell'articolo 5 del Dlgs 216/2010, in caso di mancato rispetto del termine d'invio, l'ente è sanzionato con il blocco, sino all'adempimento dell'obbligo di trasmissione dei questionari, dei trasferimenti a qualunque titolo erogati e la pubblicazione sul sito del ministero dell'Interno dell'ente inadempiente. La sanzione si applica secondo la procedura stabilita dall'accordo sancito dalla Conferenza stato-città e autonomie locali nella seduta del 16 dicembre 2014, come integrata a seguito dell'accordo sancito dalla Conferenza Stato-città e autonomie locali nella seduta del 27 settembre 2016.

Imu statale: le opzioni di rimborso

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell'11 novembre, il Dm del 26 ottobre 2016, che introduce modifiche relativamente ai rimborsi Imu che lo Stato deve ai contribuenti.

Già entro il mese di settembre sarebbero dovuti arrivare i primi rimborsi ai Comuni che hanno fatto richiesta fin da subito delle istanze di rimborso caricandole sulla piattaforma ministeriale entro la data di scadenza prefissata, ovvero il 27 giugno successivamente prorogata con circolare ministeriale al 30 gennaio 2017. Secondo quanto prestabilito dal ministero dell'Economia, i rimborsi sarebbero stati disposti entro 90 giorni dalla data di ricezione delle istanze, ossia dalla data di caricamento dei dati sulla piattaforma del ministero.

I rimborsi verranno effettuati seguendo tre diverse modalità indicate nel Dm. La prima prevede rimborsi massivi, attraverso ordinativi di pagamento collettivo, sulla base di liste automatizzate.

Nel caso in cui l'importo da rimborsare sia pari o inferiore a mille euro il Dm 26 ottobre 2016 prevede l'emissione di un bonifico domiciliato presso gli uffici postali per il pagamento in contanti, che può essere effettuato al beneficiario del rimborso entro il secondo mese successivo a quello di esigibilità.

Per importi superiori a mille euro è invece previsto l'emissione di un vaglia cambiario non trasferibile della Banca d'Italia, sempre intestato al beneficiario del rimborso.

Tuttavia, molti Comuni non hanno ancora terminato le procedure di caricamento dei rimborsi nella speranza che i diversi problemi operativi, ad iniziare dall'obbligo di caricamento manuale, anziché massivo ed informatizzato, siano risolti entro il 30 novembre, data indicata dal Mef nella circolare n. 3/DF del 21 giugno 2016 come termine massimo per completare gli aggiornamenti della piattaforma informatica, nella speranza che almeno questo termine sia rispettato.

Fattura Pa, da gennaio nuovo tracciato per imprese

Dal 1° gennaio 2017 anche i privati potranno creare e trasmettere per via elettronica il documento, grazie all'evoluzione del tracciato XML, come è possibile verificare sul sito internet www.fattura.pa.gov.it dove sono indicate le tecniche specifiche che permetteranno, tramite il Sistema di interscambio (Sdi), l'utilizzo della fatturazione elettronica sia verso la Pa sia tra privati, come prevede il Dlgs 127/2015.

Il Dlgs 127/2015, infatti, ha previsto l’estensione della fatturazione elettronica, inizialmente disponibile solo per le operazioni verso le Pa, anche alle transazioni tra imprese, artigiani e professionisti, a partire dal 1° gennaio 2017.

Le pubbliche amministrazioni e i loro fornitori, dovranno, quindi, configurare i propri sistemi informatici per utilizzare, a partire dal prossimo 1° gennaio, esclusivamente il nuovo tracciato XML e il relativo schema Xsd per tutte le trasmissioni di fatturazione.

Alla web application, raggiungibile sulla homepage del sito delle Entrate, si può accedere con le credenziali Entratel o Fisconline fornite agli utenti dei servizi telematici, nonché con la Cns (Carta nazionale servizi) e con lo Spid.

Segretari comunali, più professionalità e competenze per dirigenti apicali

L'obiettivo è accrescere nelle singole amministrazioni locali la professionalità degli attuali segretari comunali "preservandone requisiti di imparzialità e competenza". Lo ha specificato il Ministro della Pa e semplificazione, Marianna Madia, spiegando le finalità del decreto.

La figura del segretario comunale, dunque, non verrà abolita tout court, ma le sue funzioni saranno trasferite in capo al dirigente apicale, comprese quelle contenute in leggi speciali e non solo nel testo unico degli enti locali.

Tra le osservazioni di rilievo l'opportunità di una sezione professionale ad hoc per i dirigenti apicali nel ruolo della dirigenza degli enti locali, soluzione che potrebbe essere estremamente utile soprattutto in fase di prima applicazione; ed ancora, in relazione alla «peculiarità dell'incarico di dirigente apicale negli enti locali», una pre-selezione da parte della Commissione per la dirigenza locale.

Viminale, pubblicate le quote di contributo per le unioni di Comuni

Sul sito della Finanza locale del Viminale (http://finanzalocale.interno.it/docum/comunicati/com101116.html) è stato pubblicato il prospetto con le quote di contributo spettante alle unioni di Comuni per i servizi gestiti in forma associata per l'anno corrente.

È stato quantificato, quindi, il contributo da assegnare alle unioni per l'anno 2016. Nelle premesse al decreto del ministero dell'Interno sono state confermate quali destinatarie delle risorse statali la Regione Liguria, Lazio, Abruzzo, Abruzzo, Umbria, Campania, Emilia Romagna; Puglia, Piemonte, Sicilia, Toscana, Veneto, Calabria e Sardegna. Il comunicato stampa della Finanza locale specifica che non sono «interessati alla presente comunicazione» gli enti locali delle regioni Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

Si tratta di 109 enti dislocati nelle Pronice di Bergamo, Brescia, Cremona, Como, Mantova, Milano, Pavia, Sondrio, Varese, Lecco, Lodi, Monza e Brianza, Ancona, Fermo, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro-Urbino, Campobasso, Isernia, Potenza.

La parte del leone è per l'unione della Valsaviore - Brescia - con oltre 500mila euro. Significativo anche il contributo alla Valtenesi, stessa provincia, che prende più di 350mila euro. In fondo alla lista per stanno due Unioni della provincia di Pavia: l'unione dei Comuni lombarda borghi e valle d'Oltrepo con circa 1.180 euro e l'unione dei Comuni lombarda Terre dei Malaspina con circa 445 euro.

Multe ed entrate locali, nuove regole nel decreto fiscale

La «definizione agevolata» delle multe si applica a tutti secondo le intenzioni esplicite del governo, ma esclude la metà dei Comuni secondo la lettera del decreto fiscale (Dl 193/2016) pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» di lunedì scorso.

L'articolo 6 del decreto, quello che disciplina la «definizione agevolata», spiega nell'incipit che le nuove regole si applicano «relativamente ai carichi inclusi in ruoli, affidati agli agenti della riscossione negli anni dal 2000 al 2015». Il ruolo, però, è esclusiva di Equitalia e delle sue articolazioni, a cui quindi si riferisce la citazione al plurale degli «agenti della riscossione», mentre in tutti gli altri casi si usa l'ingiunzione fiscale, sia quando a raccogliere i tributi locali è direttamente il Comune sia quando l'attività è affidata a un agente, privato o pubblico, iscritto all'albo.

In questo quadro, insomma, la possibilità per gli automobilisti, e più in generale per i contribuenti, di evitare gli interessi sulle vecchie multe e anche le sanzioni sulle vecchie cartelle dipenderebbe sostanzialmente dal caso. In particolare, ciò sarebbe legato al fatto che, nell'anno in cui si è verificato il mancato pagamento, il Comune fosse legato o meno ad Equitalia.

 

 

Anac: nuove regole per risolvere controversie sulle gare

Sono state revisionate per la terza volta le regole che disciplinano l'attività di soluzione delle controversie offerta dall'Anac prima che i conflitti, sorti in gara, tra stazioni appaltanti e imprese trovino uno sbocco nelle aule di un tribunale.

Questa volta, la revisione del regolamento serve ad adeguare le procedure di rilascio dei pareri dell'Autorità al dettato del nuovo codice degli appalti. La novità maggiore, introdotta dal Dlgs 50/2016 su questo fronte è la previsione dell'obbligo di adeguarsi alle indicazioni dell'Anticorruzione quando la richiesta di intervento viene formulata congiuntamente da imprese e Pa (articolo 211, comma 1, del nuovo codice).

L'Anac precisa all'articolo 4 del regolamento (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre) che «quando l'istanza è presentata congiuntamente dalla stazione appaltante e da una o più parti interessate e le parti esprimono la volontà di attenersi a quanto sarà stabilito nel parere di precontenzioso, il parere stesso è vincolante per le parti che vi hanno acconsentito».

Una volta ricevuto il parere vincolante Pa e imprese si trovano di fronte a due possibilità. La prima è quella di adeguarsi, comunicando la decisione via Pec all'Anac entro 35 giorni. la seconda è quella di contestare la soluzione proposta dall'Anac, avanzando un ricorso al Tar. In quest'ultimo caso la decisione deve essere comunicata all'Autorità via Pec entro 35 giorni.

Quando l'istanza viene presentata singolarmente, l'Anac rilascia pareri «non vincolanti», seppure autorevoli. Anche in questo caso però è possibile scegliere di adeguarsi alla decisione dell'Anac comunicandolo. Una scelta che può essere compiuta anche dagli altri soggetti interessati al parere, seppure non promotori della domanda di intervento dell'Autorità. In questo caso la scelta di aderire - e dunque trasformare il parere da non vincolante a vincolante - va comunicata entro 10 giorni dalla data di ricezione della comunicazione di presentazione dell'istanza.

Nel comunicato firmato dal presidente Raffaele Cantone che accompagna il nuovo regolamento, si comunica che tutte le istanze di precontenzioso presentate finora vanno riformulate e inviate di nuovo all'Authority. La domanda va presentata da soggetti abilitati a rappresentare all'esterno la volontà di imprese e Pa, in modo da comunicare a tutti i controinteressati la volontà di avviare una procedura di precontenzioso «nel rispetto delle nuove disposizioni procedimentali, mediante utilizzo del relativo modulo informatico».

Relativamente al termine per la presentazione di memorie e documenti scende da 10 a 5 giorni, mentre, come prevede il codice, il termine per l'approvazione dei pareri scende a un massimo di 30 giorni (prima se ne prevedevano 90), con l'applicazione della sospensione feriale ad agosto e il congelamento dei termini in caso di necessità di integrazione dei documenti o di supplementi di istruttoria.

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