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Il punto tecnico

Testo unico sulle partecipate: riscritte le norme per nomina amministratori

Il Dlgs 175/2016 riscrive le norme per la nomina degli amministratori. Prima dell'entrata in vigore del dlgs 175/2016, il comma 4 dell'articolo 4 del Dl 95/2012, stabiliva, in tema di società strumentali, che soltanto «qualora siano nominati dipendenti dell'amministrazione titolare della partecipazione, o della società controllante in caso di partecipazione indiretta o del titolare di poteri di indirizzo e di vigilanza (…) essi hanno l'obbligo» – in virtù del principio di onnicomprensività della retribuzione – «di riversare i relativi compensi all'amministrazione o alla società di appartenenza».

A tale possibilità, che non è più un obbligo, di nominare i dipendenti nel Cda faceva pure rinvio il comma 5 del suddetto articolo 4, per quanto riguardava, a tutto campo, la guida delle altre società a totale partecipazione pubblica, diretta o indiretta.

In seguito all'introduzione del nuovo testo unico sulle partecipate, vengono introdotte novità rilevanti: nello specifico il comma 8 dell'articolo 11 sancisce in modo lapidario che «gli amministratori delle società a controllo pubblico non possono essere dipendenti delle amministrazioni pubbliche controllanti o vigilanti».

L'articolo 4 del Dlgs 165/2001 pone una chiara distinzione tra i compiti dell'amministratore e quelli dei funzionari dell'ente, stabilendo che «gli organi di Governo esercitano le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare ed adottando gli altri atti rientranti nello svolgimento di tali funzioni, e verificano la rispondenza dei risultati dell'attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti», mentre «ai dirigenti spetta l'adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l'amministrazione verso l'esterno, nonché la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo. Essi sono responsabili in via esclusiva dell'attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati».

 

 

Consiglio dei ministri, all'esame alcune leggi regionali

Il Consiglio dei ministri del 4 ottobre ha esaminato, tra le altre cose, alcune leggi delle Regioni e delle Province Autonome e per le seguenti leggi regionali si è deliberata l’impugnativa:

1) Legge Provincia Trento n. 14 del 05/08/2016 “Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2016 – 2018”, in quanto una norma introduce deroghe in materia di finanza pubblica, ponendosi in contrasto con i principi di coordinamento della finanza pubblica, in violazione degli artt. 117, terzo comma, 119, secondo comma, e 81 della Costituzione.

Relativamente alle leggi delle Regioni e delle Province autonome si è deliberata la non impugnativa:

1) Legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 13 del 05/08/2016 “Rendiconto generale della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia per l’esercizio finanziario 2015”.

2) Legge Regione Lombardia n. 22 del 08/08/2016 “Assestamento al bilancio 2016/2018 - I provvedimento di variazione con modifiche di leggi regionali”.

3) Legge Regione Puglia n. 21 del 09/08/2016 “Riconoscimento di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n.126”.

4) Legge Regione Puglia n. 22 del 09/08/2016 “Rendiconto generale della Regione Puglia per l’esercizio finanziario 2015”.

5) Legge Regione Puglia n. 23 del 09/08/2016 “Assestamento e variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2016 e pluriennale 2016-2018”.

6) Legge Regione Toscana n. 53 del 05/08/2016 “Rendiconto generale per l’anno finanziario 2015.

7) Legge Regione Toscana n. 54 del 05/08/2016 “Bilancio di previsione per l’anno finanziario 2016 e pluriennale 2016-2018. Assestamento”.

8) Legge Regione Toscana n. 55 del 05/08/2016 “Riapertura termini per la regolarizzazione agevolata dell’imposta regionale sulle concessioni sui beni demaniali e patrimoniali indisponibili dello Stato. Modifiche alla l.r. 81/2015”.

9) Legge Regione Lazio n. 12 del 10/08/2016 Disposizioni per la semplificazione, la competitività e lo sviluppo della regione”.

10) Legge Regione Liguria n. 20 del 09/08/2016 “Rendiconto generale dell’amministrazione della Regione Liguria per l’esercizio finanziario 2015”.

11) Legge Regione Sardegna n. 17 del 27/07/2016 “Istituzione dell’Azienda per la tutela della salute (ATS) e disposizioni di adeguamento dell’assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5) e alla legge regionale 17 novembre 2014, n. 23 (Norme urgenti per la riforma del sistema sanitario regionale)”.

12) Legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 14 del 11/08/2016, “Assestamento del bilancio per l’anno 2016 e del bilancio per gli anni 2016-2018 ai sensi della legge regionale 10 novembre 2015, n. 26”.

13) Legge Regione Toscana n. 56 del 09/08/2016 “Disposizioni in materia di ambiti territoriali di caccia. Modifiche alla l.r. 39/2016”.

14) Legge Regione Toscana n. 57 del 09/08/2016 “Disposizioni in materia di dotazione organica dell’ufficio stampa del Consiglio regionale. Modifiche alla l.r.9/2011”.

15) Legge Regione Toscana n. 58 del 09/08/2016 “Legge di manutenzione dell’ordinamento regionale 2016”.

16) Legge Regione Toscana n. 59 del 09/08/2016 “Fondazione Sistema Toscana. Modifiche alla l.r. 21/2010”.

17) Legge Regione Abruzzo n. 22 del 20/07/2016 “Disciplina in materia di sagra tipica dell’Abruzzo, delle feste popolari e dell’esercizio dell’attività temporanea di somministrazione di alimenti e bevande - Disposizioni in favore dei Centri di Ricerca del settore agricolo”.

18) Legge Regione Abruzzo n. 23 del 02/08/2016 “Modifica all’articolo 1 della legge regionale 12 novembre 2015, n. 39 (Modifica all’articolo 8 della L.R. 2 dicembre 2011, n. 41 (Disposizioni per l’adeguamento delle infrastrutture sportive, ricreative e per favorire l’aggregazione sociale nella città di L’Aquila e degli altri comuni del cratere)”.

19) Legge Regione Abruzzo n. 24 del 02/08/2016 “Disposizioni urgenti in materia di settore agricolo”.

20) Legge Regione Abruzzo n. 25 del 02/08/2016 “Modifica alla legge regionale 2 agosto 2016, n. 24 (Disposizioni urgenti in materia di settore agricolo)”.

21) Legge Regione Abruzzo n. 26 del 02/08/2016 “Provvedimenti urgenti in materia di trasporto pubblico locale”.

22) Legge Regione Sicilia n. 15 del 10/08/2016 “Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 in materia di elezione dei Presidenti dei liberi Consorzi comunali e dei Consigli metropolitani e di proroga della gestione commissariale.

 

 

Anac: limitazioni uso criterio del minor prezzo

L'Autorità anticorruzione ha formalizzato, con delibera n. 1005/2016, la linea guida n. 2 relativa all'offerta economicamente più vantaggiosa in linea con quanto predisposto dall'art. 213, comma 2 del nuovo codice appalti. La rivisitazione delle linee guida ha portato l'Anac a introdurre limitazioni nell'uso del criterio del minor prezzo che la stazione appaltante può utilizzare in specifici casi pur non essendone obbligata.

Nello specifico, il comma 4 dell'articolo 95 dispone «che può - e non deve - essere utilizzato il criterio del minor prezzo»:

a) per i lavori di importo pari o inferiore a 1.000.000 di euro, tenuto conto che la rispondenza ai requisiti di qualità è garantita dall'obbligo che la procedura di gara avvenga sulla base del progetto esecutivo;

b) per i servizi e le forniture con caratteristiche standardizzate o le cui condizioni sono definite dal mercato;

c) per i servizi e le forniture di importo inferiore alla soglia comunitaria, caratterizzati da elevata ripetitività, fatta eccezione per quelli di notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere innovativo.

L'aspetto, nella linea guida definitiva, che viene amplificato è quello dell'apparato motivazionale richiesto a supporto della scelta del monocriterio.

Inoltre, nel bando di gara e nella determinazione a contrattare, nella linea definitiva, che deve ritenersi vincolante, l'apparato motivazionale appare più decisivo.

La questione centrale, ben evidenziata nella linea guida, è che l'utilizzo del prezzo più basso concreta una deroga «al principio generale dell'offerta economicamente più vantaggiosa». Tale, non irrilevante, affermazione impone alle stazioni appaltanti che intendono procedere all'aggiudicazione utilizzando il criterio del minor prezzo, di fornire «adeguata motivazione della scelta effettuata ed esplicitare nel bando il criterio utilizzato per la selezione della migliore offerta (si pensi all'utilizzo di criteri di efficacia nel caso di approccio costo/efficacia anche con riferimento al costo del ciclo di vita)».

Segretari comunali, con la Riforma della Dirigenza l'albo è soppresso

L'albo dei segretari comunali viene soppresso in seguito alla Delega della Riforma della Dirigenza Pubblica, approvata dal Consiglio dei Ministri.

Nel nuovo di riferimento degli enti locali, al posto della figura del segretario comunale verrà nominato un dirigente apicale, proveniente dal ruolo unico degli enti locali con compiti di attuazione dell'indirizzo politico, coordinamento dell'attività amministrativa e controllo della legalità dell'azione amministrativa, senza ulteriori oneri per la finanza pubblica.

Relativamente alla scelta del dirigente apicale, questa avverrà mediante la nuova procedura comparativa prevista per il conferimento degli incarichi dirigenziali alla quale potranno partecipare gli iscritti al ruolo, previa relativa candidatura.

Tuttavia, nell'attesa che l'accesso al ruolo unico entri in regime è previsto l'inserimento automatico nel ruolo unico dei dirigenti degli enti locali dei segretari comunali e provinciali iscritti nell'attuale albo.

L'inserimento nel ruolo unico coinvolgerà anche coloro che sono iscritti nella fascia professionale C e i vincitori di procedure concorsuali di ammissione al corso di accesso in carriera già avviate alla data di entrata in vigore del decreto legislativo dopo due anni di esercizio effettivo come funzionario. A conclusione del biennio, in caso di valutazione positiva del servizio prestato l'amministrazione presso la quale il vincitore ha prestato servizio immetterà in ruolo il dipendente come dirigente, poi iscritto nel Ruolo della Dirigenza locale.

L'amministrazione presso la quale il vincitore ha prestato servizio immetterà in ruolo il dipendente come dirigente. che verrà iscritto nel Ruolo della dirigenza locale, potrà, quindi, essergli conferito un incarico dirigenziale senza l'espletamento della procedura comparativa.

ANAC, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il PNA 2016

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, n. 197 del 24 agosto 2016, il testo definitivo del Piano nazionale anticorruzione (PNA) 2016 dell'ANAC.

Si tratta del primo Piano adottato dall'ANAC in attuazione di quanto previsto dal d.l. 90/2014 che rimette all'Autorità tutte le competenze in materia di prevenzione della corruzione e della trasparenza previste dalla legge 190/2012.

Il Piano costituisce l'atto di indirizzo per le amministrazioni chiamate ad adottare o ad aggiornare misure di prevenzione di fenomeni corruttivi.

Il documento si compone di due parti: una prima parte generale che tratta i temi e le problematiche per la predisposizione di misure anticorruzione che interessano tutte le pubbliche amministrazioni e i soggetti di diritto privato in loro controllo; e una seconda parte, tecnica, che approfondisce le seguenti aree tematiche: Piccoli Comuni, Città metropolitane, Ordini e Collegi professionali, Istituzioni scolastiche, Tutela e valorizzazione dei beni culturali, Governo del territorio e Sanità.

In allegato il testo del Piano nazionale anticorruzione.

Allegati:
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Anac, novità sulla funzione consultiva dell'Ente

A partire dal 20 agosto è entrato in vigore il "Regolamento per l'esercizio della funzione consultiva dell'Autorità" con il quale vengono aggiornate in modo sostanziale le regole per le richieste e il rilascio dei pareri che riguardano il nuovo complesso delle regole sugli appalti e le regole sulla legge anticorruzione.

La nuova disciplina sostituisce quella del gennaio 2015, che faceva riferimento al vecchio decreto 163. Per quel che riguarda l'ammissibilità delle richieste di chiarimento, queste potranno riguardare "fattispecie concrete ai sensi dell'art. 213 del Dlgs 50/2016. L'ambito di ammissibilità delle richieste di parere è circoscritto con maggiore precisione.

Nello specifico, le richieste non sono ammissibili quando non riguardano fattispecie specifiche; quando non sono sottoscritte dal legale rappresentante della Pa o dell'Ente oppure dal responsabile della corruzione e trasparenza; sono «interferenti» con esposti di vigilanza, atti di regolazione a valenza generale, comunque denominati, e procedimenti sanzionatori in corso di istruttoria presso l'Autorità; riguardano questioni e/o materie che esulano dalla competenza dell'Autorità; hanno contenuto generico o contengono un mero rinvio alla documentazione allegata e/o alla corrispondenza intercorsa fra le parti.

Il al Regolamento pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Anac, le regole trasparenza per appalti sotto il milione

Sono state approvate dall'Anac le linee guida sul sottosoglia, che nascono dall'applicazione dell'articolo 36, comma 7 del Codice appalti (Dlgs n. 50 del 2016) che seguono il criterio di alzare la soglia della trasparenza in tutte le gare al di sotto del milione di euro. Sotto tale soglia è stata confermata la possibilità di assegnazioni senza una gara formale.

L'Anac tiene a precisare che le amministrazioni non dovrebbero avere quale criterio guida l'abuso dello strumento della procedura negoziata. Anche sotto le soglie indicate dal Codice si possono utilizzare gare normali. Tuttavia, l'Anticorruzione tiene a porre qualche paletto. Relativamente ai microappalti sotto i 40 mila euro, per i quali è possibile procedere con incarichi diretti a ditte di fiducia dell'amministrazione, l'Anac indica due opzioni. La prima consiste nella "valutazione comparativa dei preventivi di spesa forniti da due o più operatori economici". La seconda delle linee guida è relativa alle motivazioni: a carico della Pa vi è sempre un obbligo di motivare la scelta "dando dettagliatamente conto del possesso da parte dell'operatore economico selezionato dei requisiti richiesti".

Ma la quota più rilevante del mercato è quella compresa tra i 40 mila euro e il milione: per la fascia dei lavori fino a 150 mila euro sarà possibile l'affidamento previa procedura negoziata con la consultazione di cinque operatori economici. Per la fascia tra i 150 mila euro e il milione, è necessario procedere con la consultazione di almeno dieci imprese.Ad ogni modo, le procedure si dividono in due fasi: indagine di mercato o consultazione di elenchi per la selezione degli operatori, confronto competitivo e stipula del contratto.

Dipendenti pubblici, licenziamento disciplinare operativo dal 13 luglio

Dal prossimo 13 luglio diventerà operativo il licenziamento disciplinare per i dipendenti pubblici così come stabilito dal decreto legislativo 20 giugno 2016, n. 116. La nuova procedura dovrebbe punire il dipendente pubblico "furbetto" che falsifichi la presenza sul posto di lavoro.

La falsa attestazione della presenza, secondo quanto previsto dalla riforma della materia, si concretizza nel momento in cui il dipendente faccia risultare in maniera fraudolenta di essere in servizio. Nel caso in cui la falsa attestazione di presenza venga accertata in flagranza, l'Amministrazione dovrà disporre immediatamente, e con provvedimento motivato, la sospensione cautelare del dipendente.

La sospensione ha misura diversa dal licenziamento, anche se i suoi effetti concreti anticipano le conseguenze dell'eventuale e futura misura di recesso dal rapporto: il cosiddetto licenziamento disciplinare.

Comuni, obblighi di acquisti centralizzati seguono nuove linee guida Anac

Con il Dl n.66/2014 convertito con modificazioni nella legge n. 89/2014 si rivoluziona il reparto normativo relativo agli obblighi di acquisto centralizzati da parte dei Comuni. Novità rilevanti sono introdotte anche dal Decreto legislativo n. 50/2016 (Codice dei contratti pubblici di lavoro, servizi e forniture) le quali necessitano di scelte organizzative e gestionali di notevole impatto per tutti i Comuni.

Nello specifico, l'articolo 9, comma 3, del DL 66/2014, convertito con modificazioni nella legge n. 89/2016 e poi ulteriormente innovato dalla legge di stabilità 2016 (comma 499), nel suo testo attuale, fatto salvo l’impianto spending previgente (articolo unico, commi 499 e 455, della legge n. 296/2006, articolo 2, comma 574, della legge n. 244/2007 e artt. 4 e 15 della legge n.135/2012) stabilisce che con DPCM “sono individuate le categorie di beni e di servizi nonché le soglie al superamento delle quali le amministrazioni statali centrali e periferiche, ad esclusione degli istituti e scuole di ogni ordine e grado, delle istituzioni educative e delle istituzioni universitarie, nonché le regioni, gli enti regionali, gli enti locali di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché loro consorzi e associazioni, e gli enti del servizio sanitario nazionale ricorrono a Consip S.p.A. o agli altri soggetti aggregatori di cui ai commi 1 e 2 per lo svolgimento delle relative procedure. Per le categorie di beni e servizi individuate dal decreto di cui al periodo precedente, l’Autorità nazionale anticorruzione non rilascia il codice identificativo gara (CIG) alle stazioni appaltanti che, in violazione degli adempimenti previsti dal presente comma, non ricorrano a Consip S.p.A. o ad altro soggetto aggregatore. Con il decreto di cui al presente comma sono, altresì, individuate le relative modalità di attuazione”.

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