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Il punto tecnico

Anac, le regole trasparenza per appalti sotto il milione

Sono state approvate dall'Anac le linee guida sul sottosoglia, che nascono dall'applicazione dell'articolo 36, comma 7 del Codice appalti (Dlgs n. 50 del 2016) che seguono il criterio di alzare la soglia della trasparenza in tutte le gare al di sotto del milione di euro. Sotto tale soglia è stata confermata la possibilità di assegnazioni senza una gara formale.

L'Anac tiene a precisare che le amministrazioni non dovrebbero avere quale criterio guida l'abuso dello strumento della procedura negoziata. Anche sotto le soglie indicate dal Codice si possono utilizzare gare normali. Tuttavia, l'Anticorruzione tiene a porre qualche paletto. Relativamente ai microappalti sotto i 40 mila euro, per i quali è possibile procedere con incarichi diretti a ditte di fiducia dell'amministrazione, l'Anac indica due opzioni. La prima consiste nella "valutazione comparativa dei preventivi di spesa forniti da due o più operatori economici". La seconda delle linee guida è relativa alle motivazioni: a carico della Pa vi è sempre un obbligo di motivare la scelta "dando dettagliatamente conto del possesso da parte dell'operatore economico selezionato dei requisiti richiesti".

Ma la quota più rilevante del mercato è quella compresa tra i 40 mila euro e il milione: per la fascia dei lavori fino a 150 mila euro sarà possibile l'affidamento previa procedura negoziata con la consultazione di cinque operatori economici. Per la fascia tra i 150 mila euro e il milione, è necessario procedere con la consultazione di almeno dieci imprese.Ad ogni modo, le procedure si dividono in due fasi: indagine di mercato o consultazione di elenchi per la selezione degli operatori, confronto competitivo e stipula del contratto.

Dipendenti pubblici, licenziamento disciplinare operativo dal 13 luglio

Dal prossimo 13 luglio diventerà operativo il licenziamento disciplinare per i dipendenti pubblici così come stabilito dal decreto legislativo 20 giugno 2016, n. 116. La nuova procedura dovrebbe punire il dipendente pubblico "furbetto" che falsifichi la presenza sul posto di lavoro.

La falsa attestazione della presenza, secondo quanto previsto dalla riforma della materia, si concretizza nel momento in cui il dipendente faccia risultare in maniera fraudolenta di essere in servizio. Nel caso in cui la falsa attestazione di presenza venga accertata in flagranza, l'Amministrazione dovrà disporre immediatamente, e con provvedimento motivato, la sospensione cautelare del dipendente.

La sospensione ha misura diversa dal licenziamento, anche se i suoi effetti concreti anticipano le conseguenze dell'eventuale e futura misura di recesso dal rapporto: il cosiddetto licenziamento disciplinare.

Comuni, obblighi di acquisti centralizzati seguono nuove linee guida Anac

Con il Dl n.66/2014 convertito con modificazioni nella legge n. 89/2014 si rivoluziona il reparto normativo relativo agli obblighi di acquisto centralizzati da parte dei Comuni. Novità rilevanti sono introdotte anche dal Decreto legislativo n. 50/2016 (Codice dei contratti pubblici di lavoro, servizi e forniture) le quali necessitano di scelte organizzative e gestionali di notevole impatto per tutti i Comuni.

Nello specifico, l'articolo 9, comma 3, del DL 66/2014, convertito con modificazioni nella legge n. 89/2016 e poi ulteriormente innovato dalla legge di stabilità 2016 (comma 499), nel suo testo attuale, fatto salvo l’impianto spending previgente (articolo unico, commi 499 e 455, della legge n. 296/2006, articolo 2, comma 574, della legge n. 244/2007 e artt. 4 e 15 della legge n.135/2012) stabilisce che con DPCM “sono individuate le categorie di beni e di servizi nonché le soglie al superamento delle quali le amministrazioni statali centrali e periferiche, ad esclusione degli istituti e scuole di ogni ordine e grado, delle istituzioni educative e delle istituzioni universitarie, nonché le regioni, gli enti regionali, gli enti locali di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché loro consorzi e associazioni, e gli enti del servizio sanitario nazionale ricorrono a Consip S.p.A. o agli altri soggetti aggregatori di cui ai commi 1 e 2 per lo svolgimento delle relative procedure. Per le categorie di beni e servizi individuate dal decreto di cui al periodo precedente, l’Autorità nazionale anticorruzione non rilascia il codice identificativo gara (CIG) alle stazioni appaltanti che, in violazione degli adempimenti previsti dal presente comma, non ricorrano a Consip S.p.A. o ad altro soggetto aggregatore. Con il decreto di cui al presente comma sono, altresì, individuate le relative modalità di attuazione”.

Corte dei Conti: due le finestre per i rendiconti Enti locali

I Comuni, le province e le città metropolitane con più di 20 mila abitanti dovranno presentare nei giorni compresi tra il 1° giugno e il 30 giugno tramite il Sirtel i rendiconti 2015, mentre i Comuni che hanno fino a 19.999 abitanti dovranno provvedere alle comunicazioni entro il 15 luglio.

La sezione Autonomie della Corte dei Conti ha reso pubbliche, mediante la deliberazione n. 12 del 29 aprile, per gli enti locali le modalità e i termini che questi dovranno seguire per la trasmissione dei dati del rendiconto dell'esercizio 2015.

È chiarito, inoltre, che non devono essere inviati i quadri riassuntivi della gestione finanziaria e della gestione di competenza, inoltre possono non essere inviati i quadri relativi al conto economico, al conto del patrimonio e al prospetto di conciliazione.

Seguendo il Dlgs 118/2011, gli enti dovranno inviare l'allegato a) Prospetto dimostrativo del Risultato di amministrazione e il Quadro generale riassuntivo (allegato10), seguendo le modalità che saranno indicate sul sito www.corteconti.it.

Appalti e concessioni, novità su semplificazione, qualità e trasparenza

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n.91, il 19 aprile 2016) il Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 per l'attuazione delle direttive 23/2014 Ue, 24/2014 Ue e 25/2014 in tema di concessioni, appalti nei settori ordinari e settori speciali.

Punti chiavi del decreto sono semplificazione, qualità e trasparenza.

In tema di semplificazione, la novità riguarda il passaggio dai 600 articoli e il regolamento generale del vecchio sistema ai 217 del nuovo codice, che non avrà più regolamento generale ed è indirizzato su linee di indirizzo generale Anac.

Una maggiore qualità relativamente al progetto esecutivo posto a base di gara, della stazione appaltante e degli operatori economici. Quindi una maggiore qualità delle gare con la prevalenza dell'offerta economicamente più vantaggiosa rispetto all'offerta al massimo ribasso.

Sulla trasparenza, è previsto il graduale passaggio a procedure interamente gestite in maniera digitale con conseguente riduzione degli oneri amministrativi. A tal fine saranno bandite gare elettroniche e le banche dati verranno razionalizzate: rimarranno in vita la banca dati ANAC per l'esercizio dei poteri di vigilanza e controllo e quella presso il MIT sui requisiti generali di qualificazione degli operatori economici.

La pianificazione triennale prevede un Piano generale dei trasporti e della logistica, un Documento Pluriennale di Programmazione.

L'ANAC assumerà un ruolo centrale nella promozione dell'efficienza, nel sostegno allo sviluppo delle migliori pratiche, facilitazione allo scambio di informazioni tra stazioni appaltanti, vigilanza nei settori degli appalti pubblici e dei contratti di concessione che comprendono anche poteri di controllo, raccomandazione, intervento cautelare, di deterrenza e sanzionatorio. L'Autorità si occuperà anche di adottare tutti gli atti di indirizzo quali linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo e altri strumenti di regolazione flessibile.

Nuovo Codice appalti, bandi revocabili in caso di massimo ribasso

L'articolo 216 del nuovo Codice degli appalti contiene una complessa normativa diretta a regolamentare il passaggio tra il vecchio e il nuovo regolamento, lasciando, tuttavia, validi alcune parti del vecchio regolamento in attesa dell'emanazione delle linee guida dell'Anac e di una serie di provvedimenti attuativi. Ragion per cui non sempre vi è chiarezza negli enti appaltanti, che devono provvedere ad un'attività di ricostruzione sistematica anche piuttosto complessa, e negli operatori.

Ad oggi, solo le procedure i cui bandi sono stati pubblicati prima dell'entrata in vigore del nuovo Codice possono continuare a svolgersi con le vecchie regole, mentre tutte quelle legate a bandi pubblicati dopo tale data devono rispettare le nuove regole.

Pertanto, i bandi pubblicati dal 19 aprile in poi, che contengano previsioni in contrasto con le norme introdotte dal decreto legislativo 50/2010 devono essere revocati e vanno pubblicati solo dopo averli resi aderenti alle nuove norme. Non è più ammessa dal decreto legislativo 50/2016 la tipologia di appalto integrato di progettazione ed esecuzione da affidare sulla base di un progetto preliminare o definitivo. Pertanto, se un bando pubblicato dopo il 18 aprile prevede l'affidamento di un appalto integrato, l'ente appaltante lo deve revocare.

Relativamente ai criteri di aggiudicazione, poi, il criterio del prezzo più basso (oggi definito il minor prezzo) è utilizzabile solo per i lavori fino a un milione di euro e per le forniture e i servizi sottosoglia o con caratteristiche standardizzate.

Per quel che riguarda il subappalto, poi, le nuove norme prevedono che il ricorso al subappalto debba essere espressamente consentito nel bando di gara

Rimborsi tributi comunali entro settembre, le istruzioni

Sono state rese note con la circolare 1/DF le istruzioni relative ai rimborsi dei tributi comunali, sulla base del decreto interministeriale approvato il 24 febbraio 2016. Nello specifico, il decreto disciplina prioritariamente i rimborsi relativi all'Imu, alla maggiorazione Tares e alle imposte immobiliari delle province di Bolzano e Trento. Viene stabilita, pertanto, la data entro la quale i contribuenti riceveranno i rimborsi dell'Imu 2012 e degli anni seguenti.

I Comuni dovranno procedere al caricamento dei provvedimenti di rimborso già perfezionati su un'applicazione che sarà resa disponibile sul portale del federalismo entro il 28 aprile.

Entro i successivi 60 giorni avverrà il caricamento, quindi entro il 27 giugno 2016, e lo Stato dovrà provvedere al rimborso degli importi dovuti entro i 90 giorni successivi. Pertanto, i contribuenti riceveranno i rimborsi entro il 25 settembre 2016 mediante accredito sul conto o su codice Iban fornito dagli stessi.

La circolare precisa che la disposizione ha portata generale ed è valida per tutti i contributi locali, purché sia specificato che la normativa si riferisce ai versamenti erronei effettuati direttamente dal contribuente e non all'errata digitazione del codice catastale nell'F24 da parte dell'operatore bancario o postale.

Qualora il contribuente abbia effettuato un versamento complessivo corretto, ma abbia versato allo Stato una quota di competenza comunale occorre presentare una semplice comunicazione.

Pa e liquidazioni online

La liquidazione delle pensioni da cartacea diventa telematica. È quanto stabilito con la circolare 110/2015, con la quale la gestione dipendenti pubblici dell'Inps aveva dato avvio alla sperimentazione per la liquidazione delle pensioni con la nuova procedura Sin2, andando oltre il vecchio modello PA04, ovvero la certificazione dello stato di servizio con relative retribuzioni.

Tuttavia, con la recente circolare 54/2016 l'Inps, a seguito della sperimentazione estende a tutte le sedi la liquidazione delle pensioni mediante il canale informatico, escluso i dipendenti statali. Inoltre è stato stabilito che non dovrà più essere trasmesso il modello PA04, che dal 1° maggio cesserà di esistere.

Legge si Stabilità e reverse charge per le consorziate Pa

La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto la lettera a-quater) al comma 6 dell'art. 17 del Dpr 633/1972, al fine di mitigare per i fornitori degli enti pubblici gli effetti finanziari dello split payment. Per quel che riguarda la modalità di fatturazione per i servizi resi da imprese consorziate alla pubblica amministrazione, è previsto che il consorzio emetta fattura nei confronti del committente e i consorziati emettano fatture nei confronti del consorzio.

La decisione è legata al fatto che l'applicazione del reverse charge si estende anche alle prestazioni di servizi rese dalle consorziate ai consorzi di appartenenza che fatturano in regime split payment nei confronti della pubblica amministrazione. L'introduzione dello split payment (previsto dall'articolo 17-ter del Dpr 633/1972), secondo il parere di esperti del settore, comporta un effetto negativo in capo al consorzio derivante principalmente dalla difficoltà finanziaria di trasferire ai consorziati importi superiori a quelli incassati dall'amministrazione. Quest'ultima paga al consorzio solo l'ammontare imponibile, ma l'introduzione di questa nuova fattispecie andrà a spostare sulle consorziate l'eventuale onere di richiedere il rimborso dell'Iva pagata sugli acquisti.

Il consorziato dovrà fatturare l'operazione senza addebitare l'imposta mentre il consorzio dovrà provvedere a integrare il documento ricevuto applicando l'Iva e a registrare il documento sia nel registro delle fatture emesse sia in quello degli affitti.

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