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AgID, i software della Pa vanno messi in rete

Nei giorni scorsi l'Agid (Agenzia per l'Italia Digitale) ha lanciato l'iniziativa di un centro di competenza nazionale. Si tratterebbe di una sorta di cabina di regia per rendere comuni risorse tecnologiche ed esperienze. L'obiettivo è mettere a disposizione di chi ha bisogno di accedervi, le applicazioni e i software utilizzati dagli uffici pubblici.

Fino ad oggi, il principio dell'open source non è stato molto praticato nella Pa, sono, infatti, soltanto 270 le richieste pervenute a Agid per il riuso di software per un totale di 20 mila amministrazioni.

A maggio l'Agid ha pubblicato le linee guida che impongono alle Pubbliche amministrazioni di utilizzare in via prioritaria software con licenza aperta, quindi il primo passo verso l'adozione sistemica dell'apertura dei codici sorgente.

Tra le linee guida dell'Agid, rientra la prescrizione alle pubbliche amministrazioni che hanno bisogno di acquistare un nuovo software di controllare che non ci siano già applicazioni utilizzate da altri enti.