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PA Digitale: le novità del Decreto Correttivo

È stato approvato dal Consiglio dei ministri in esame preliminare il decreto legislativo che modifica il Cad, codice dell'amministrazione digitale approvato con Dlgs. 82/2005. Tra le modifiche che interessano in modo particolare le imprese, vi sono le novità che interessano le firme elettroniche e il domicilio digitale.

Cambia la nozione di dati di tipo aperto, ad esempio i dati che presentano le seguenti caratteristiche: sono disponibili secondo i termini di una previsione normativa che ne permetta l'utilizzo da parte di chiunque, anche per finalità commerciali; sono accessibili attraverso tecnologie di informazione e comunicazione; sono resi disponibili mediante tecnologie di informazione e telecomunicazione, oppure disponibili a costi marginali sostenuti per la loro riproduzione e divulgazione.

Altra novità è quella relativa alla firma digitale: alla firma elettronica qualificata e alla firma elettronica avanzata (entrambe hanno il medesimo valore giuridico della sottoscrizione autografa) va ad aggiungersi un nuovo processo di firma. Tale processo prevede che il documento sia formato «previa identificazione del suo autore, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’AgID in base all’articolo 71 con modalità tali da garantire la sicurezza, integrità e immodificabilità del documento e, in maniera manifesta e inequivoca, la sua riconducibilità all’autore».

Smart working, ok da regioni ed enti locali

È stata approvata ieri in conferenza unificata Stato-Regioni la direttiva del dipartimento funzione pubblica sul lavoro agile, il cosiddetto smart working, ovvero la possibilità per i dipendenti della Pubblica Amministrazione di svolgere una parte delle mansioni lavorative mediante il telelavoro, quindi non necessariamente in ufficio.

La direttiva si applica a tutte le amministrazioni pubbliche statali (così come sono definite dall'articolo 1, comma 2, del Testo unico pubblico impiego), mentre per le altre amministrazioni pubbliche l'atto non ha natura vincolante.

Il lavoro agile potrà riguardare tutti i dipendenti, nessuna tipologia o categoria contrattuale esclusa in via preventiva. Di conseguenza, un coinvolgimento dei dirigenti, anche se l'introduzione dei criteri selettivi spetta alle singole amministrazioni.

Allegati:
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Degrado urbano: nuove norme e poteri speciali ai sindaci

Nuove norme per interventi sul degrado urbano entrano in vigore con il dl 14/2017 recante «disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città».

Da oggi i sindaci disporranno di poteri speciali e dovranno attuare le norme. per combattere il degrado urbano. E' ciò che si introduce con il Dl 14 sulla "sicurezza integrata", nel cui ambito spetterà ai sindaci mettere in atto tutte quelle attività utili a combattere il degrado: muri imbrattati, abusivismo edilizio, spaccio di stupefacenti, occupazione illecita di alloggi. Attività che dovranno essere coordinate con tutte le forze di polizia locali e statali.

In particolare, nell'articolo 5 del dl 14 vengono indicati nel dettaglio i 'patti' per l'attuazione della sicurezza urbana sottoscritti dal prefetto e dal sindaco. Tra questi, i principali riguardano la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa, la salvaguardia delle arredo urbano, delle aree verdi e dei parchi cittadini, ricorrendo anche all'installazione di sistemi di videosorveglianza e coinvolgendo volontari.


Correttivo appalti: novità per le stazioni appaltanti

In tema di subappalto, una delle novità introdotte dal correttivo riguarda i poteri delle stazioni appaltanti. L'articolo 105, nella precedente versione, prevedeva che per la possibilità di subappalto per gli affidatari fosse subordinata a una previsione esplicita nel bando di gara. La novità riguarda il superamento di questo passaggio: le regole saranno fisse per ogni gara consentendo, quindi, alle imprese una migliore programmazione.

Secondo quanto disposto dal correttivo, chi vincerà l'appalto non potrà subaffidare più del 30% del valore complessivo del contratto ad altre imprese.

Scatta, poi, l'obbligo di indicare, insieme all'offerta, tre subappaltatori disponibili e qualificati a eseguire le opere in caso di lavori sopra la soglia comunitaria di 5,2 milioni di euro e per quelli a rischio infiltrazione.

Mini enti e contabilità: cosa prevede la normativa

Tutti i mini enti sono tenuti alla riclassificazione del patrimonio 2015, anche quelli che hanno rinviato al 2017 l'applicazione a regime del nuovo ordinamento contabile.

Nello specifico, la situazione di quei comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti che, impiegando l'art. 227, comma 3, del Tuel, hanno deciso di posticipare di un anno rispetto agli altri enti l'applicazione della nuova contabilità.

Nel caso in cui manchino i dati di chiusura economici dell'esercizio 2016, la riapertura delle scritture al 1 gennaio 2017 può essere effettuata seguendo quanto prescritto dall'art. 11, comma 13, del dlgs 118/2011.

Gli enti interessati potranno predisporre il conto del patrimonio al 31 dicembre 2016, pur senza allegare la rendicontazione dello stesso anno.

Leggi l'articolo 11 del dlgs 118 del 2011

Fondo amianto, le domande entro il 30 marzo

Il ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla procedura di accesso al finanziamento della progettazione preliminare e definitiva di interventi di bonifica di edifici pubblici contaminati da amianto, di cui all'art. 56, comma 7, della legge 28 dicembre 2015, n. 221.

La dotazione finanziaria del Fondo supera i 17 milioni di euro e ciascun ente potrà presentare una sola domanda di finanziamento. La progettazione deve riferirsi ad edifici pubblici di proprietà e destinati allo svolgimento dell'attività dell'ente.

Potranno fare domanda di accesso al Fondo le amministrazioni pubbliche per interventi relativi a edifici pubblici di proprietà e destinati allo svolgimento dell'attività dell'ente.

Ogni ente potrà presentare una sola domanda di partecipazione che può essere riferita anche ad interventi in uno o più interventi. Verranno considerati prioritari gli interventi relativi ad edifici pubblici collocati all'interno, nei pressi o entro un raggio non superiore a 100 metri da asili, scuole, parchi gioco, strutture di accoglienza socio-assistenziali, ospedali, impianti sportivi.

Gli enti interessati a ricevere il finanziamento dovranno registrarsi, compilare e presentare domanda entro il 30 marzo ed esclusivamente attraverso l'utilizzo del portale, collegandosi al sito internet: www.amiantopa.minambiente.ancitel.it.

Milleproroghe, nuove concessioni venditori ambulanti dal 1 gennaio 2019

L'emendamento sostitutivo del decreto legge Milleproroghe approvato ieri dal Senato prevede che le vecchie concessioni per i venditori ambulanti siano prorogate fino al 31 dicembre 2018. A partire dal 2019 scatteranno le nuove regole per l'occupazione del suolo pubblico stabilite dal Bolkenstein.

Il decreto concede agli amministratori più tempo per elaborare e pubblicare i bandi di gara in base ai quali dal 2019 si assegneranno le aree pubbliche ai commercianti ambulanti. Il termine precedentemente fissato era al 7 maggio 2019. Lo slittamento dell'entrata in vigore della direttiva europea sui servizi permetterà alle amministrazioni di allinearsi in modo da far scattare le nuove regole sulle concessioni dal 1° gennaio 2019.

Dl terremoto, gli interventi per adeguamento sismico

Lo schema di decreto che martedì approderà in Consiglio dei ministri si compone di 53 articoli che puntualizzano modalità e livelli di indennizzo. Viene affrontato anche il delicato tema del riferimento tecnico-costruttivo per gli interventi di miglioramento e adeguamento sismico all'interno delle zone classificate a massimo rischio (1 e 2) che si trovano all'interno del cratere. Tra le misure per la ripresa dell'attività economica ci sono prestiti agevolati a micro imprese e Pmi: fino a 30 mila euro per la ripresa delle attività, a tasso zero da rimborsare in 10 anni; e fino a 600 mila euro per nuove imprese, da rimborsare in otto anni, sempre a tasso zero.

Per quanto riguarda la ricostruzione privata, all'interno dell'area del cratere, tutte le prime case, le seconde case e gli edifici non residenziali riceveranno un contributo pari al 100% del valore che risulta dal prodotto tra la superficie dell'immobile e il valore espresso in euro/mq. Il modello di calcolo sarà definito con una apposita ordinanza. Nel calcolo del contributo si tiene anche conto del costo di progettazione (pari al 10%).

Al di fuori del territorio dei 60 comuni danneggiati dal sisma, potranno valere le stesse regole ma con due eccezioni importanti. Per avere diritto all'indennizzo dovrà essere dimostrato il «nesso di causalità» tra il danno e il sisma. L'altra eccezione riguarda le seconde case, il cui contributo non sarà pieno ma sarà riconosciuto in misura inferiore, al momento indicato al 50 per cento. Il contributo potrà coprire il costo delle strutture, degli elementi architettonici esterni, delle finiture, delle parti comuni dell'edificio, dell'adeguamento igienico-sanitario. L'intervento può consistere nel miglioramento o nell'adeguamento sismico. Per quanto riguarda gli immobili produttivi, il contributo potrà coprire anche la spesa per impianti e beni mobili strumentali.

L'istruttoria sarà gestita dagli uffici speciali per la ricostruzione, distribuiti sul territorio. Dopo l'ok al progetto e alla richiesta di contributo, sarà una banca (a valle di una convenzione da stipulare con l'Abi) a pagare l'impresa. Il contributo è legato unicamente all'entità del danno e sarà indipendente dal reddito (o del mancato reddito) del richiedente.

Sul piano tecnico-costruttivo, il decreto fa una scelta importante in relazione ai parametri contenuti nell'aggiornamento delle norme tecniche sulle costruzioni licenziate dal Consiglio superiore dei lavori pubblici (e attualmente all'esame della conferenza Stato-Regioni).

Per tutti gli edifici pubblici (incluse ovviamente le scuole) la ricostruzione dovrà conseguire l'"adeguamento sismico", cioè il massimo livello di resistenza alle azioni sismiche.

Per tutti gli edifici privati - siano case o immobili non residenziali - gli interventi di ricostruzione potranno invece accontentarsi di raggiungere, attraverso un intervento di "miglioramento sismico", un livello pari ad almeno all'80% del parametro massimo richiesto per l'adeguamento. Ma c'è di più. Il testo concede di poter arrivare a un livello almeno pari al 65% «laddove non fosse possibile raggiungere la percentuale sopra indicata», cioè l'80 per cento.

Una possibilità che qualora fosse confermata nel testo che uscirà dal Cdm, rappresenta una novità notevole, che apre effettivamente la strada ai "cantieri leggeri" teorizzati dall'architetto Renzo Piano e sostenuti dal governo con "Casa Italia". Una ricostruzione che intende rappresentare il ragionevole compromesso tra un accettabile rischio di sicurezza e una accettabile spesa, per portare effettivamente a termine la ricostruzione. L'accettabile rischio, come sostiene il commissario Vasco Errani, non significa evitare i danni alla casa, ma evitare il crollo della casa e la perdita di vite umane

Il decreto impone anche un intervento di miglioramento sismico per la ricostruzione dei beni culturali.

Tributi locali, il termine unico è al 30/6

Le denunce Imu, Tasi e Tari hanno il medesimo termine. Vi è l'obbligo di presentarle, infatti, entro il 30 giugno dell'anno successivo alla data di inizio del possesso o della detenzione di locali e aree.

Le dichiarazioni non devono essere presentate nel caso in cui l'obbligo sia già stato assolto e non sono intervenute medio tempore delle variazioni o non sono state effettuate nuove occupazioni.

Relativamente alla Tari, restano ferme le superfici già dichiarate per Tarsu, Tia1, Tia2 e Tares. All'imposta sui servizi indivisibili si applicano, invece, le stesse regole stabilite per l'imposta municipale. La dichiarazione produce effetti anche per gli anni successivi, salvo il caso in cui non vi siano modificazioni dei dati già dichiarati, a cui consegua un diverso ammontare del tributo dovuto. Anche in quest'ultimo caso le variazioni vanno dichiarate entro il 30 giugno dell'anno successivo.

Il comma 687 della Legge di Stabilità 2014 (147/2013) richiede per la Tasi l'osservanza delle disposizioni dettate per la presentazione della dichiarazione Imu. Anche per la Tasi, quindi, la dichiarazione non va presentata se gli elementi rilevanti sono acquisibili attraverso la consultazione della banca dati catastale o gli altri enti sono già in possesso delle informazioni necessarie per verificare il corretto adempimento dell'obbligazione tributaria

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