Wednesday, Apr 24th

Last update08:25:50 AM GMT

Sei qui: Area Legislativa Normative

Normative

Appalti, vincoli stretti per i Comuni

Le amministrazioni non potranno più fare gare per qualsiasi importo, come è accaduto fino ad oggi, ma avranno vincoli più stretti.

È una delle novità più rilevanti del nuovo testo del Codice appalti, approvato dal Consiglio dei ministri in via preliminare: il decreto legislativo unico che recepisce le direttive europee sugli appalti e riordina la disciplina in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.

Il Codice fissa due soglie molto basse: 40 mila euro per servizi e forniture e 150 mila euro per i lavori. Al di sopra di questa soglia scatta un limite: solo le amministrazioni in possesso della qualificazione dell'Anac potranno partecipare alle gare, diversamente tutte le altre dovranno rivolgersi a una centrale di committenza.

Inoltre, entro una seconda soglia, pari a un milione di euro per i lavori, sarà necessario passare da strumenti telematici di negoziazione delle transazioni. I Comuni non capoluogo dovranno usare la centrale o, in alternativa, consorziarsi.



Riforma appalti, come cambiano i procedimenti amministrativi

La riforma del sistema degli appalti e concessioni, mediante il recepimento delle direttive europee 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE il cui disegno di legge delega è stato approvato in via definitiva dal Senato nella seduta del 14 gennaio 2016 e ha tra gli altri obiettivi quello di incrementare la capacità del sistema regionale di innovazione di produrre beni e servizi che raggiungano il mercato.

In seguito all'attuazione della riforma, i procedimenti amministrativi a disposizione delle stazioni appaltanti italiane saranno quattro, tutti normati dalle direttive europee, in regime di esenzione condizionata: i partenariati per l'innovazione (Innovation Partnership), gli appalti pre-commerciali (Pre-commercial Procurement), la procedura competitiva con negoziazione, il dialogo competitivo.

Tali procedimenti hanno due caratteristiche comuni: innanzitutto facilitare l'interazione tra stazioni appaltanti e ditte fornitrici durante la fase di definizione del perimetro e dell'oggetto degli acquisti pubblici innovativi e regolare la condivisione di rischi e benefici inerenti alla gara d'appalto e alla collaborazione leale e trasparente tra pubblico e privato.

La scelta del procedimento amministrativo più idoneo è legata a diversi fattori, tra i quali il livello di conoscenza del mercato da parte della stazione appaltante, il fatto che i prodotti o servizi innovativi siano già nel mercato, quindi una specifica attività di ricerca e sviluppo, se la stazione appaltante sia in possesso o meno di informazioni sufficienti ad elaborare delle specifiche tecniche per i servizi o i prodotti da acquistare, il numero di fornitori potenziali e la configurazione del mercato di riferimento (inteso a livello globale e non locale - trattandosi di appalti europei).

Reintegra, eccezione anche nel pubblico?

Rientra al centro del dibattito politico la questione relativa all'applicabilità nei confronti dei dipendenti pubblici delle due riforme: legge Fornero 2012 e Jobs Act del 2015. Riforme, queste, che hanno ristretto l'applicazione della reintegra sul posto di lavoro, in caso di licenziamento illegittimo.

Chiamata a valutare l’estensione ai dipendenti pubblici della riforma dell’articolo 18, la Cassazione ha sottolineato (con sentenza 24157/2015) che nella legge Fornero non vi è alcuna norma che possa portare ad escludere l’applicabilità del principio che assoggetta lavoratori pubblici e privati al medesimo regime sanzionatorio in materia di licenziamenti. Un principio, quello introdotto dalla Cassazione, che introduce un enorme cambiamento anche nel lavoro pubblico, in cui viene introdotto il sistema della legge Fornero incentrato sulla tutela indennitaria.

Mancherebbe, tuttavia, nel Jobs act una norma che limita (per i nuovi assunti) al solo settore privato l'applicazione delle tutele crescenti.

Di qui ne è conseguito l’interesse del ministro Madia sul tema, preannunciando che ci sarà un chiarimento interpretativo nella riforma del lavoro pubblico in corso di completamento.

Nuovo articolo 18 anche nella Pa

Le riforme dell'articolo 18 sono applicabili a tutti i dipendenti del pubblico impiego "contrattualizzato", ovvero a tutti i dipendenti pubblici anche locali ad esclusione di magistrati, professori e militari. La ragione di tale principio fissato da in via ufficiale dalla Corte di Cassazione nella sentenza 24157/2015 sta nel parallelismo con il lavoro privato, così come previsto in modo esplicito dal Testo unico del pubblico impiego.

La Cassazione è intervenuta così in un tema da tempo al centro di dibattiti in cui giuristi, ma soprattutto politici, hanno portato avanti la richiesta di un mantenimento del vecchio articolo 18 negli uffici pubblici. La decisione è scaturita in seguito alla vicenda relativa al licenziamento del dirigente di un consorzio siciliano nel mese di agosto 2012, periodo nel quale sono state introdotte novità in tema di licenziamento economico («per giustificato motivo oggettivo») con la riforma Fornero.

Verso il regolamento edilizio unico

Ancora novità in materia di regolamento edilizio unico a cui sta lavorando il Ministero delle infrastrutture, di concerto con le Regioni e l'Anci. Il regolamento edilizio unico sarà applicabile su tutto il territorio nazionale, con un regolamento cartaceo e uno online, in cui a seconda dei contenuti da indicare si apriranno varie finestre da compilare.

Il decreto contenente il regolamento edilizio unico è attuativo del decreto-legge del 12 settembre 2014 n. 133 detto «sblocca Italia», coordinato con la legge di conversione 11 novembre 2014 n. 164, recante «Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive».

Tale decreto ha previsto che il Governo, le Regioni e le autonomie locali concludano in sede di conferenza unificata accordi o intese per adottare uno schema di regolamento edilizio-tipo. Quest'ultimo sarà il riferimento al quale dovranno attenersi i Comuni. Il nuovo regolamento unico richiederà ai comuni anche un'importante attività di coinvolgimento rispetto alle previsioni, terminologiche, contenute nei propri strumenti urbanistici.

Attualmente tutte le regioni a statuto ordinario hanno adottato la nuova modulistica. Dal 16 marzo i cittadini e le imprese hanno diritto a utilizzare la nuova modulistica.

Silenzio-assenso, no per procedimenti pendenti

Per le amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali e della salute dei cittadini, il termine per adempiere è innalzato a 90 giorni.

È quanto stabilito dall'articolo 3 della legge 124/2015 che, nell'ambito della delega normativa da attuare con successivi decreti, introduce una disposizione immediatamente operativa in base alla quale quando viene richiesto un atto di assenso alle amministrazioni relativamente a un atto amministrativo, esse devono esprimersi entro un termine perentorio trascorso il quale, senza un pronunciamento esplicito, l'assenso si intende acquisito.

Per espressa dizione normativa, la disposizione si applica ai rapporti tra amministrazioni pubbliche e gestori di beni e servizi pubblici e non ai rapporti tra privati e le amministrazioni stesse. La norma trova applicazione alle istanze che saranno presentate dopo la sua entrata in vigore, pertanto in caso di procedimento pendente a quella data, per potersi avvalere del nuovo percorso procedurale che prevede il silenzio-assenso dovrà essere inoltrata una nuova domanda.

Fondi pubblici, vigilanza Guardia di Finanza

L'anagrafe dei conti potrà essere controllata dal Nucleo speciale spesa pubblica della Guardia di finanza e dai Reparti della stessa specificatamente delegati. Le attività rientrerebbero in linea con tutti i poteri previsti dalla normativa antiriciclaggio, per l'esecuzione di analisi, ispezioni e controlli sull'impiego delle risorse del bilancio dello Stato, delle regioni, degli enti locali e dell'Unione europea.

In linea con la norma prevista dalla legge comunitaria dello scorso anno, sono state introdotte ora le direttive operative del Comando Generale della Gdf con una direttiva del 27 ottobre. Pertanto, la Gdf può utilizzare le potestà previste per il contrasto al riciclaggio del decreto legislativo 231/2007. Norma che è stata integrata lo scorso anno dalla legge 161/2014 (legge europea 2013 bis) attraverso il conferimento al Reparto speciale della Gdf di una serie di poteri per analisi, ispezioni e controlli sull'utilizzo delle risorse del bilancio dello Stato, delle regioni, degli enti locali e dell'Unione europea. Tuttavia, l'accesso alle banche dati dovrà essere subordinato alla sussistenza di concrete esigenze di approfondimento in merito a potenziali ipotesi di illegalità.


 

Ddl di stabilità 2016, testo in Senato

Il testo della Legge di Stabilità 2016 è approdata in Senato il 25 ottobre. Si tratta di una manovra finanziaria di 26,5 miliardi di euro, che potrà aumentare fino a 29,5 miliardi in base all'accoglimento o meno della richiesta, avanzata all'Ue, di utilizzare uno 0,2% di spazio di patto in più per la "clausola migranti". Nel comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi, i contenuti del Ddl di stabilità vengono riassunti in 26 punti:

ELIMINAZIONE AUMENTI ACCISE E IVA - Vengono totalmente disattivate per il 2016 le clausole di salvaguardia previste dalle precedenti disposizioni legislative per un valore di 16,8 miliardi. Di conseguenza non ci saranno aumenti di Iva e Accise.

TASI-IMU - L’imposta sulla prima casa viene abolita per tutti per una riduzione fiscale complessiva pari a circa 3,7 miliardi. La Tasi viene abolita anche per l’inquilino che detiene un immobile adibito ad abitazione principale.

IMU AGRICOLA – Vengono esentati dall’Imu tutti i terreni agricoli – montani, semi-montani o pianeggianti - utilizzati da coltivatori diretti, imprenditori agricoli professionali e società. L’alleggerimento fiscale per chi usa la terra come fattore produttivo è pari a 405 milioni.

COMPENSAZIONI AI COMUNI – I Comuni saranno interamente compensati dallo Stato per la perdita di gettito conseguente alle predette esenzioni di Imu e Tasi su abitazione principali.

PATTO STABILITÀ COMUNI – Le nuove regole consentiranno ai Comuni che hanno risorse in cassa di impegnarle per investimenti per circa 1 miliardo nel 2016. In aggiunta sarà consentito lo sblocco di pagamenti di investimenti già effettuati (e finora bloccati dal Patto) a condizione che i comuni abbiano i soldi in cassa.

IMU IMBULLONATI - Gli imbullonati non saranno più conteggiati per il calcolo delle imposte immobiliari per un alleggerimento fiscale pari a 530 milioni di euro.

IRAP IN AGRICOLTURA E PESCA – Dal 2016 viene azzerata.

AMMORTAMENTI - La misura è volta a incentivare gli investimenti in beni strumentali nuovi (a partire dal 15 ottobre 2015 e fino al 31 dicembre 2016) attraverso il riconoscimento di una maggiorazione della deduzione ai fini della determinazione dell’Ires e dell’Irpef. La maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto è del 40% portando al 140% il valore della deduzione.

IRES - Si ridurrà del 3,5%, dall’attuale 27,5% al 24%, a partire dal 2017, con uno sgravio di 3,8 miliardi nel primo anno che arriverà a circa 4 miliardi dall’anno successivo. Si potrà anticipare di un anno l’entrata in vigore della riduzione dell’aliquota qualora le istituzioni europee accordino la ‘clausola migranti’.

PROFESSIONISTI E IMPRESE DI PICCOLE DIMENSIONI – La norma viene modificata per ampliare l’accesso al regime fiscale forfettario di vantaggio . La soglia di ricavi per l’accesso a tale regime viene aumentata di 15.000 euro per i professionisti (portando così il limite a 30.000 euro) e di 10.000 euro per le altre categorie di imprese. Viene estesa la possibilità di accesso al regime forfettario ai lavoratori dipendenti e pensionati che hanno anche un’attività in proprio a condizione che il loro reddito da lavoro dipendente o da pensione non superi i 30.000 euro. Per le nuove start up viene previsto un regime di particolare favore con l’aliquota che scende dall’attuale 10% al 5% applicabile per 5 anni (anziché 3 anni). In attesa di una riforma strutturale sulla fiscalità delle società di persone, aumenta la franchigia di deduzione IRAP per questa tipologia di imprese da 10.500 a 13.000 euro.

ASSUNZIONI - Anche per le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2016 è prevista una agevolazione attraverso la riduzione dei contributi al 40% per 24 mesi, misura che complessivamente porta a un alleggerimento pari a 834 milioni nel 2016 per salire a 1,5 miliardi nel 2017.

BONUS EDILIZIA – Viene aumentata dal 36% al 50% la detrazione sulle spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie, confermando l’attuale livello di agevolazione. La detrazione viene mantenuta anche per l’acquisto dei mobili e di grandi elettrodomestici. Si conferma al 65% il cosiddetto ‘ecobonus’, la detrazione sulle spese per gli interventi di riqualificazione energetica degli immobili.

CONTRATTAZIONE DECENTRATA – Sulla quota di salario di produttività, di partecipazione agli utili dei lavoratori o di welfare aziendale derivante dalla contrattazione aziendale si applica l’aliquota ridotta del 10% con uno sgravio fiscale complessivo di 430 milioni nel 2016 che sale a 589 negli anni successivi. Il bonus avrà un tetto di 2.000 euro (estendibile a 2.500 se vengono contrattati anche istituti di partecipazione) e sarà utilizzabile per tutti i redditi fino a 50.000 euro.

CANONE RAI – Si riduce dagli attuali 113,50 a 100 euro. Si pagherà attraverso la bolletta elettrica della casa di abitazione. Restano in vigore le attuali esenzioni.

CONTANTE - La soglia per i pagamenti in contanti sale da 1.000 a 3.000 euro.

COOPERAZIONE – Crescono i fondi per la cooperazione internazionale: 120 milioni nel 2016.

SOSTEGNO AI PIU’ DEBOLI – 90 milioni nel 2016 per la Legge sul “Dopo di noi” per sostenere persone con disabilità al venir meno dei familiari. Rifinanziamento del Fondo per la non autosufficienza per un totale di 400 milioni di euro.

SEMPLIFICAZIONI FISCALI - Si anticipa di un anno la semplificazione delle sanzioni amministrative in campo fiscale. Le imprese si vedranno subito rimborsare l’IVA per i crediti non riscossi, senza dover aspettare la fine delle procedure concorsuali. Si permette lo scioglimento delle società di comodo.

CONTRASTO ALLA POVERTÀ – Viene istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il ‘Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale’ al quale è assegnata la somma di 600 milioni di euro per il 2016 e di un miliardo a decorrere dal 2017. Il Fondo finanzierà la legge delega sulla povertà che verrà approvata come collegato alla legge di stabilità. Parte la prima misura strutturale contro la povertà, che sarà prioritariamente rivolta alle famiglie povere con minori a carico. Viene poi istituito, in via sperimentale, un altro fondo finalizzato a misure di sostegno contro la povertà educativa, alimentato da versamenti effettuati dalle fondazioni bancarie. Attraverso questa seconda iniziativa si rendono disponibili ulteriori 100 milioni l’anno.

PENSIONATI – Aumenta la “no tax area”, ossia la soglia di reddito entro la quale i pensionati non versano l’Irpef. Per i soggetti sopra i 75 anni si passa dall’attuale soglia di 7.750 euro a 8.000. euro, sostanzialmente lo stesso livello previsto per i lavoratori dipendenti. Per i pensionati di età inferiore ai 75 anni la “no tax area” aumenta da 7.500 euro a 7.750 euro.

SALVAGUARDIA PENSIONI – Viene prevista la settima operazione di “salvaguardia” a favore dei soggetti in difficoltà con il lavoro e che non hanno ancora maturato i requisiti della legge Fornero per accedere al pensionamento. Per finanziare la settima ‘salvaguardia’ si spendono le risorse non utilizzate nelle precedenti salvaguardie chiuse.

OPZIONE DONNA – Il regime sperimentale per le donne che intendono lasciare il lavoro con 35 anni di contributi e 57-58 anni di età (e la pensione calcolata con il metodo contributivo) viene esteso al 2016, anno in cui devono essere maturati i requisiti.

PART TIME – La norma è finalizzata ad accompagnare i lavoratori più anziani al pensionamento in maniera attiva. Si potrà chiedere il part time ma senza avere penalizzazioni sulla pensione perché lo Stato si farà carico dei contributi figurativi. Il datore di lavoro dovrà corrispondere in busta paga al lavoratore la quota dei contributi riferiti alle ore non prestate, che si trasformeranno quindi in salario netto.

CATTEDRE UNIVERSITARIE DEL MERITO – 500 nuovi professori saranno selezionati sulla base del merito tra i migliori cervelli, all’estero o “in trappola” in Italia, in settori strategici per il futuro del Paese. Per tale misura sono previsti 40 milioni per il prossimo anno e 100 milioni dal 2017.

GIOVANI RICERCATORI – All’assunzione di 1.000 nuovi ricercatori vengono destinati 45 milioni nel 2016, che salgono a 60 milioni nel 2017 e a 80 milioni nel 2018.

SPECIALIZZANDI MEDICI – 6.000 borse (ogni anno) per gli specializzandi medici, per assicurare qualità e prospettiva al sistema sanitario nazionale.

Riforma pa: silenzio-assenso non solo tra Pa e privati

MadiaÈ da poco entrata in vigore la norma prevista dalla riforma della Pubblica amministrazione che apporta una rivoluzione nel dialogo tra pubbliche amministrazioni. Si tratta del «silenzio-assenso» e non riguarderà solo i rapporti tra Pa e privati, ma conterà, per esempio, sull'iter dei permessi di costruzione, che spesso subiscono ritardi a causa di enti terzi. D'ora in poi, quindi «nei casi in cui è prevista l'acquisizione di assensi, concerti o nulla osta» da parte di «amministrazioni pubbliche e di gestori di beni o servizi pubblici» quel silenzio varrà come un sì.

Lo definisce «un principio di legalità e di certezza del diritto» Giorgio Pagliari (PD), relatore della riforma al Senato, spiegando che «in questo modo non si consente più ad un'autorità di tenere la situazione in stand-by».

In Gazzetta sono già state pubblicate tre disposizioni. In luogo del «termine ragionevole» viene fissato a 18 mesi il termine per il ripensamento dell'amministrazione che scopre che un suo atto è illegittimo. Ritornano, inoltre, le consulenze ai pensionati, ma solo se svolte a titolo gratuito. Vi è, poi, il termine tassativo di 30 giorni (prorogabili a 60 nei casi di particolari esigenze istruttorie) trascorsi i quali una decisione amministrativa diventa efficace se nessuno degli altri soggetti coinvolti esprime il suo dissenso.

Pag 4 di 34