Saturday, Aug 24th

Last update07:19:26 AM GMT

Sei qui: Area Legislativa Normative

Normative

Fondi pubblici, vigilanza Guardia di Finanza

L'anagrafe dei conti potrà essere controllata dal Nucleo speciale spesa pubblica della Guardia di finanza e dai Reparti della stessa specificatamente delegati. Le attività rientrerebbero in linea con tutti i poteri previsti dalla normativa antiriciclaggio, per l'esecuzione di analisi, ispezioni e controlli sull'impiego delle risorse del bilancio dello Stato, delle regioni, degli enti locali e dell'Unione europea.

In linea con la norma prevista dalla legge comunitaria dello scorso anno, sono state introdotte ora le direttive operative del Comando Generale della Gdf con una direttiva del 27 ottobre. Pertanto, la Gdf può utilizzare le potestà previste per il contrasto al riciclaggio del decreto legislativo 231/2007. Norma che è stata integrata lo scorso anno dalla legge 161/2014 (legge europea 2013 bis) attraverso il conferimento al Reparto speciale della Gdf di una serie di poteri per analisi, ispezioni e controlli sull'utilizzo delle risorse del bilancio dello Stato, delle regioni, degli enti locali e dell'Unione europea. Tuttavia, l'accesso alle banche dati dovrà essere subordinato alla sussistenza di concrete esigenze di approfondimento in merito a potenziali ipotesi di illegalità.


 

Ddl di stabilità 2016, testo in Senato

Il testo della Legge di Stabilità 2016 è approdata in Senato il 25 ottobre. Si tratta di una manovra finanziaria di 26,5 miliardi di euro, che potrà aumentare fino a 29,5 miliardi in base all'accoglimento o meno della richiesta, avanzata all'Ue, di utilizzare uno 0,2% di spazio di patto in più per la "clausola migranti". Nel comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi, i contenuti del Ddl di stabilità vengono riassunti in 26 punti:

ELIMINAZIONE AUMENTI ACCISE E IVA - Vengono totalmente disattivate per il 2016 le clausole di salvaguardia previste dalle precedenti disposizioni legislative per un valore di 16,8 miliardi. Di conseguenza non ci saranno aumenti di Iva e Accise.

TASI-IMU - L’imposta sulla prima casa viene abolita per tutti per una riduzione fiscale complessiva pari a circa 3,7 miliardi. La Tasi viene abolita anche per l’inquilino che detiene un immobile adibito ad abitazione principale.

IMU AGRICOLA – Vengono esentati dall’Imu tutti i terreni agricoli – montani, semi-montani o pianeggianti - utilizzati da coltivatori diretti, imprenditori agricoli professionali e società. L’alleggerimento fiscale per chi usa la terra come fattore produttivo è pari a 405 milioni.

COMPENSAZIONI AI COMUNI – I Comuni saranno interamente compensati dallo Stato per la perdita di gettito conseguente alle predette esenzioni di Imu e Tasi su abitazione principali.

PATTO STABILITÀ COMUNI – Le nuove regole consentiranno ai Comuni che hanno risorse in cassa di impegnarle per investimenti per circa 1 miliardo nel 2016. In aggiunta sarà consentito lo sblocco di pagamenti di investimenti già effettuati (e finora bloccati dal Patto) a condizione che i comuni abbiano i soldi in cassa.

IMU IMBULLONATI - Gli imbullonati non saranno più conteggiati per il calcolo delle imposte immobiliari per un alleggerimento fiscale pari a 530 milioni di euro.

IRAP IN AGRICOLTURA E PESCA – Dal 2016 viene azzerata.

AMMORTAMENTI - La misura è volta a incentivare gli investimenti in beni strumentali nuovi (a partire dal 15 ottobre 2015 e fino al 31 dicembre 2016) attraverso il riconoscimento di una maggiorazione della deduzione ai fini della determinazione dell’Ires e dell’Irpef. La maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto è del 40% portando al 140% il valore della deduzione.

IRES - Si ridurrà del 3,5%, dall’attuale 27,5% al 24%, a partire dal 2017, con uno sgravio di 3,8 miliardi nel primo anno che arriverà a circa 4 miliardi dall’anno successivo. Si potrà anticipare di un anno l’entrata in vigore della riduzione dell’aliquota qualora le istituzioni europee accordino la ‘clausola migranti’.

PROFESSIONISTI E IMPRESE DI PICCOLE DIMENSIONI – La norma viene modificata per ampliare l’accesso al regime fiscale forfettario di vantaggio . La soglia di ricavi per l’accesso a tale regime viene aumentata di 15.000 euro per i professionisti (portando così il limite a 30.000 euro) e di 10.000 euro per le altre categorie di imprese. Viene estesa la possibilità di accesso al regime forfettario ai lavoratori dipendenti e pensionati che hanno anche un’attività in proprio a condizione che il loro reddito da lavoro dipendente o da pensione non superi i 30.000 euro. Per le nuove start up viene previsto un regime di particolare favore con l’aliquota che scende dall’attuale 10% al 5% applicabile per 5 anni (anziché 3 anni). In attesa di una riforma strutturale sulla fiscalità delle società di persone, aumenta la franchigia di deduzione IRAP per questa tipologia di imprese da 10.500 a 13.000 euro.

ASSUNZIONI - Anche per le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2016 è prevista una agevolazione attraverso la riduzione dei contributi al 40% per 24 mesi, misura che complessivamente porta a un alleggerimento pari a 834 milioni nel 2016 per salire a 1,5 miliardi nel 2017.

BONUS EDILIZIA – Viene aumentata dal 36% al 50% la detrazione sulle spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie, confermando l’attuale livello di agevolazione. La detrazione viene mantenuta anche per l’acquisto dei mobili e di grandi elettrodomestici. Si conferma al 65% il cosiddetto ‘ecobonus’, la detrazione sulle spese per gli interventi di riqualificazione energetica degli immobili.

CONTRATTAZIONE DECENTRATA – Sulla quota di salario di produttività, di partecipazione agli utili dei lavoratori o di welfare aziendale derivante dalla contrattazione aziendale si applica l’aliquota ridotta del 10% con uno sgravio fiscale complessivo di 430 milioni nel 2016 che sale a 589 negli anni successivi. Il bonus avrà un tetto di 2.000 euro (estendibile a 2.500 se vengono contrattati anche istituti di partecipazione) e sarà utilizzabile per tutti i redditi fino a 50.000 euro.

CANONE RAI – Si riduce dagli attuali 113,50 a 100 euro. Si pagherà attraverso la bolletta elettrica della casa di abitazione. Restano in vigore le attuali esenzioni.

CONTANTE - La soglia per i pagamenti in contanti sale da 1.000 a 3.000 euro.

COOPERAZIONE – Crescono i fondi per la cooperazione internazionale: 120 milioni nel 2016.

SOSTEGNO AI PIU’ DEBOLI – 90 milioni nel 2016 per la Legge sul “Dopo di noi” per sostenere persone con disabilità al venir meno dei familiari. Rifinanziamento del Fondo per la non autosufficienza per un totale di 400 milioni di euro.

SEMPLIFICAZIONI FISCALI - Si anticipa di un anno la semplificazione delle sanzioni amministrative in campo fiscale. Le imprese si vedranno subito rimborsare l’IVA per i crediti non riscossi, senza dover aspettare la fine delle procedure concorsuali. Si permette lo scioglimento delle società di comodo.

CONTRASTO ALLA POVERTÀ – Viene istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il ‘Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale’ al quale è assegnata la somma di 600 milioni di euro per il 2016 e di un miliardo a decorrere dal 2017. Il Fondo finanzierà la legge delega sulla povertà che verrà approvata come collegato alla legge di stabilità. Parte la prima misura strutturale contro la povertà, che sarà prioritariamente rivolta alle famiglie povere con minori a carico. Viene poi istituito, in via sperimentale, un altro fondo finalizzato a misure di sostegno contro la povertà educativa, alimentato da versamenti effettuati dalle fondazioni bancarie. Attraverso questa seconda iniziativa si rendono disponibili ulteriori 100 milioni l’anno.

PENSIONATI – Aumenta la “no tax area”, ossia la soglia di reddito entro la quale i pensionati non versano l’Irpef. Per i soggetti sopra i 75 anni si passa dall’attuale soglia di 7.750 euro a 8.000. euro, sostanzialmente lo stesso livello previsto per i lavoratori dipendenti. Per i pensionati di età inferiore ai 75 anni la “no tax area” aumenta da 7.500 euro a 7.750 euro.

SALVAGUARDIA PENSIONI – Viene prevista la settima operazione di “salvaguardia” a favore dei soggetti in difficoltà con il lavoro e che non hanno ancora maturato i requisiti della legge Fornero per accedere al pensionamento. Per finanziare la settima ‘salvaguardia’ si spendono le risorse non utilizzate nelle precedenti salvaguardie chiuse.

OPZIONE DONNA – Il regime sperimentale per le donne che intendono lasciare il lavoro con 35 anni di contributi e 57-58 anni di età (e la pensione calcolata con il metodo contributivo) viene esteso al 2016, anno in cui devono essere maturati i requisiti.

PART TIME – La norma è finalizzata ad accompagnare i lavoratori più anziani al pensionamento in maniera attiva. Si potrà chiedere il part time ma senza avere penalizzazioni sulla pensione perché lo Stato si farà carico dei contributi figurativi. Il datore di lavoro dovrà corrispondere in busta paga al lavoratore la quota dei contributi riferiti alle ore non prestate, che si trasformeranno quindi in salario netto.

CATTEDRE UNIVERSITARIE DEL MERITO – 500 nuovi professori saranno selezionati sulla base del merito tra i migliori cervelli, all’estero o “in trappola” in Italia, in settori strategici per il futuro del Paese. Per tale misura sono previsti 40 milioni per il prossimo anno e 100 milioni dal 2017.

GIOVANI RICERCATORI – All’assunzione di 1.000 nuovi ricercatori vengono destinati 45 milioni nel 2016, che salgono a 60 milioni nel 2017 e a 80 milioni nel 2018.

SPECIALIZZANDI MEDICI – 6.000 borse (ogni anno) per gli specializzandi medici, per assicurare qualità e prospettiva al sistema sanitario nazionale.

Riforma pa: silenzio-assenso non solo tra Pa e privati

MadiaÈ da poco entrata in vigore la norma prevista dalla riforma della Pubblica amministrazione che apporta una rivoluzione nel dialogo tra pubbliche amministrazioni. Si tratta del «silenzio-assenso» e non riguarderà solo i rapporti tra Pa e privati, ma conterà, per esempio, sull'iter dei permessi di costruzione, che spesso subiscono ritardi a causa di enti terzi. D'ora in poi, quindi «nei casi in cui è prevista l'acquisizione di assensi, concerti o nulla osta» da parte di «amministrazioni pubbliche e di gestori di beni o servizi pubblici» quel silenzio varrà come un sì.

Lo definisce «un principio di legalità e di certezza del diritto» Giorgio Pagliari (PD), relatore della riforma al Senato, spiegando che «in questo modo non si consente più ad un'autorità di tenere la situazione in stand-by».

In Gazzetta sono già state pubblicate tre disposizioni. In luogo del «termine ragionevole» viene fissato a 18 mesi il termine per il ripensamento dell'amministrazione che scopre che un suo atto è illegittimo. Ritornano, inoltre, le consulenze ai pensionati, ma solo se svolte a titolo gratuito. Vi è, poi, il termine tassativo di 30 giorni (prorogabili a 60 nei casi di particolari esigenze istruttorie) trascorsi i quali una decisione amministrativa diventa efficace se nessuno degli altri soggetti coinvolti esprime il suo dissenso.

Legge 124/2015, più semplice avviare un'attività

Se da un lato i tempi di attesa per avviare un'attività economica sono stati ridotti (con il silenzio assenso) o eliminati del tutto (con la Scia), dall'altro gli enti pubblici competenti hanno la possibilità di reprimere, senza limiti di tempo, eventuali errori o abusi.

Entrerà in vigore il 28 agosto la legge 124/2015, con l'articolo 6 della Riforma della PA, che introduce alcune modifiche alla legge 241/1990. Diventerà così meno rischioso, per chi deve utilizzare la Scia, l'inizio dell'attività perché limita i poteri di controllo dell'ente che la riceve. La riforma, che sostituisce i commi 3 e 4 dell'articolo 19, elimina innanzitutto alcune ambiguità della procedura. Si conferma che l'ente destinatario della Scia deve verificare l'esistenza dei requisiti previsti entro 60 giorni dalla sua ricezione e si precisa che entro tale termine (considerato perentorio) l'ente ha due obblighi alternativi, qualora verifichi la carenza anche di un solo requisito.

Il primo consiste nel bloccare la prosecuzione dell'attività e provvedere alla rimozione degli eventuali effetti dannosi, qualora sia impossibile mettersi in regola; il secondo obbligo per l'ente riguarda la decisione di sospensione dell'attività e invitando a prendere le misure correttive entro un termine non inferiore ai trenta giorni e in caso di mancato adempimento l'attività rimane vietata.

In base alle precedenti normative (art. 21-nonies della legge 241/1990), l'ente poteva intervenire per bloccare l'attività in ogni tempo, avvalendosi del potere di annullamento d'ufficio degli atti illegittimi. Con l'articolo 6 si stabilisce che l'attività iniziata con la Scia potrà essere vietata con l'autotutela, entro 60 giorni, se vi sono ragioni di interesse pubblico che prevalgono sugli interessi del segnalante o dei controinteressati o se il divieto è adottato entro «un termine ragionevole» e non superiore ai 18 mesi dalla Scia. Pertanto, adesso dopo i 18 mesi non è più possibile contestare la Scia. Limite che non vale se il segnalante ha rilasciato dichiarazioni false, accertate con sentenza passata in giudicato.

Consiglio dei Ministri del 17 luglio: sotto esame alcune leggi regionali

Il Consiglio dei Ministri del 17 luglio ha varato una serie di provvedimenti e ha proceduto all'esame di alcune leggi delle Regioni e delle Province autonome. Tra gli altri atti, sono stati varati provvedimenti sul recepimento delle Direttive comunitarie, sull'attuazione della riforma fiscale, sull'internazionalizzazione delle imprese, sulla trasmissione telematica delle operazioni IVA.

Le leggi regionali per le quali si è deliberata l'impugnativa sono le seguenti:

1) Legge Regione Abruzzo n. 10 del 21/05/2015, “Norme per l’alienazione e la valorizzazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica”, in quanto alcune disposizioni riguardanti il reimpiego dei proventi derivanti dall’alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica invadono la potestà legislativa esclusiva statale in materia di “livelli essenziali delle prestazioni”, violando gli articoli 47 e 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, nonché i principi fondamentali in materia di “coordinamento della finanza pubblica” e di “governo del territorio” contenuti nella legislazione statale, in violazione dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione.

2) Legge Provincia Trento n. 9 del 03/06/2015, “Disposizioni per l'assestamento del bilancio annuale 2015 e pluriennale 2015-2017 della Provincia autonoma di Trento (legge finanziaria provinciale di assestamento 2015)”, in quanto alcune disposizioni in materia di tasse automobilistiche violano l'articolo 117, secondo comma, lettera e), Cost., in materia di sistema tributario (di competenza esclusiva dello Stato), e l’articolo 117, terzo comma, Cost., in materia di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, nonché l’articolo 119, secondo comma, Cost., che subordina la possibilità per gli enti locali di stabilire ed applicare tributi ed entrate proprie secondo i principi statali di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.

3) Legge Regione Abruzzo n. 13 del 08/06/2015, “Modifiche ed integrazioni alla L.R. 10 marzo 2008, n. 2 (Provvedimenti urgenti a tutela del territorio regionale)”, in quanto alcune disposizioni in materia di realizzazione di gasdotti contrastano con la disciplina di principio dettata dallo Stato in materia di “produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia", in violazione dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione.

Per quanto concerne le leggi per le quali si è deliberata la non impugnativa:

1) Legge Provincia Trento n. 10 del 03/06/2015 “Assestamento del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2015 e del bilancio pluriennale 2015-2017 della Provincia autonoma di Trento”.

2) Legge Regione Abruzzo n. 11 del 28/05/2015 “Integrazione alla L.R. 21 luglio 1999, n. 44 (Norme per il riordino degli Enti di edilizia residenziale pubblica) e modifiche alle LL.RR. 20 ottobre 1996, n. 96 (Norme per l’assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e per la determinazione dei relativi canoni di locazione), 21 maggio 2015, n. 10 (Norme per l’alienazione e la valorizzazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica) e 10 gennaio 2012, n. 1 (Legge Finanziaria Regionale 2012)”.

3) Legge Regione Valle D’Aosta n. 13 del 25/05/2015 “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Regione autonoma Valle d’Aosta derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea. Attuazione della direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi nel mercato interno (direttiva servizi), della direttiva 2009/128/CE, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi, della direttiva 2010/31/UE, sulla prestazione energetica nell’edilizia e della direttiva 2011/92/UE, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati (Legge europea regionale 2015)”.

4) Legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 14 del 05/06/2015 “Disposizioni di attuazione del Programma Operativo Regionale Obiettivo “Investimenti in favore della crescita e dell’occupazione” 2014-2020 cofinanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale”.

5) Legge Regione Emilia Romagna n. 6 del 18/06/2015 “Modifiche alla legge regionale 27 luglio 2007, n.15 (sistema regionale integrato di interventi e servizi per il diritto allo studio universitario e l’alta formazione) e alla legge regionale 24 marzo 2004, n. 6 (riforma del sistema amministrativo regionale e locale. Unione europea e relazioni internazionali. Innovazione e semplificazione. Rapporti con l'università”.

6) Legge Regione Emilia Romagna n. 7 del 18/06/2015 “Modifiche alla legge regionale 9 maggio 2011, n. 3 (misure per l'attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile)”.

Scadenza termine impugnativa ai sensi dell’art. 127 Cost.: 17/08/2015

7) Legge Regione Piemonte n. 11 del 15/06/2015 “Uso terapeutico della canapa. Disposizioni in materia di utilizzo di farmaci cannabinoidi perfinalità terapeutiche e promozione della ricerca e di azioni sperimentali prodromiche alla produzione da parte di soggetti autorizzati”.

Enea e Cnr esenti da Imu e Tasi

La risoluzione 7 del 13 luglio 2015 del Ministero dell'Economia ha fornito chiarimenti in merito all'applicazione dell'esenzione Imu e Tasi per gli enti di ricerca e, in particolare, per il Cnr e l'Enea. A tali enti, in passato, la Cassazione aveva negato l'esenzione Ici (sentenza 7037/2014).

Per quel che riguarda, invece, l'esenzione Imu per lo svolgimento di attività di ricerca scientifica è stato introdotto l'art. 2, comma 3 del Dl 102/2013 a decorrere

dal 1° gennaio 2014. L'esenzione era subordinata dalla norma alla presentazione «a pena di decadenza» della dichiarazione, che avrebbe dovuto essere presentata entro lo scorso 30 giugno.

La risoluzione va ad integrare il Dm 200/2012, specificando quando si intendono soddisfatti i requisiti generali e di settore previsti per accedere all'esenzione dell'Imu e della Tasi relativa ai fabbricati posseduti e utilizzati per l'attività di ricerca scientifica. Relativamente ai requisiti soggettivi, le esenzioni di cui alla lettera i) dell'articolo 7 della disciplina Ici sono applicabili ai soggetti di cui all'articolo 73 del Tuir, tra i quali rientrano gli enti pubblici. Sia il Cnr sia l'Enea sono enti pubblici con finalità non commerciali, pertanto soddisfano il requisito soggettivo.

Relativamente ai requisiti generali di cui all'articolo 3 del Dm 200/2012, questi sono da ritenersi indubbiamente soddisfatti perché le attività di ricerca scientifica sono svolte con modalità non commerciali e sono prive di scopo di lucro.

Appalti pubblici, l’offerta deve specificare i costi per la sicurezza

Obbligo di specificare i costi della sicurezza aziendali negli appalti per lavori pubblici.

Nuove assunzioni per i Comuni solo dal personale in esubero delle Province

Viene di fatto interpretato come un nuovo blocco delle assunzioni per i Comuni la legge 190/2014 che, al comma 424, impone alle amministrazioni locali l’obbligo di assunzione in via prioritaria dei dipendenti in esubero nelle Province.

Mef: risoluzione sull'applicazione degli automatismi fiscali Irpef

Pubblicata dal Ministero dell'Economia e Finanze la "Risoluzione 5/DF del 15 giugno 2015 concernente l'addizionale regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche. Applicazione degli automatismi fiscali. Art. 6, comma 7, del D.lgs. 6 maggio 2011, n.68". Di seguito il testo integrale della risoluzione:

http://www.finanze.it/export/download/novita2015/Risoluzione_n._5-_Addirpef_automatismi_fiscali.pdf

 

25 giugno 2015

Pag 5 di 35