Monday, Feb 24th

Last update10:13:15 AM GMT

Sei qui: Area Legislativa Normative Nota di accredito a doppia via per la PA

Nota di accredito a doppia via per la PA

Le modalità di regolarizzazione delle fatture nella PA sono illustrate nella circolare 15/E/15. È necessario, tuttavia, tener conto della distinzione relativa al fatto che ad attivarsi sia il fornitore piuttosto che la pubblica amministrazione.

Relativamente alle note di accredito emesse a fronte di fatture 2015 va applicato lo split payment: il fornitore dovrà procedere con una annotazione per memoria sul registro Iva delle vendite, in luogo della detrazione Iva corrispondente alla variazione.
La PA, a sua volta, dovrà adottare comportamenti differenti in base alla tipologia di acquisti ai quali la nota fa riferimento: commerciali o istituzionali. Nel caso di acquisti commerciali, la PA dovrà registrare la nota nel registro Iva a debito (registro vendite) e negli acquisti; mentre nel caso di acquisti istituzionali potrà scomputare l’eccesso di versamento dai successivi versamenti da split istituzionale. In ogni caso, a livello documentale sarà opportuno dare conto degli scomputi effettuati.
Le regole ordinarie vanno applicate, invece, se la nota di accredito rettifica una fattura del 2014: in questo caso non si applica lo split payment. Il fornitore dovrà rettificare il proprio debito per Iva registrando la nota (con segno negativo) nelle vendite. In relazione agli acquisti afferenti la sua sfera istituzionale, la pubblica amministrazione non è tenuta a rilevare alcunché, fatto salvo il diritto alla restituzione dell’importo.
In ambito commerciale pare esserci qualche dubbio: la circolare specifica che la nota va inserita nel registro a debito, mentre non fa cenno alla possibilità di registrazione sul registro Iva degli acquisti. Tuttavia, per ragioni legate alla semplificazione è previsto che si possa applicare lo split anche sulle note relative a fatture 2014: ciò che conta sono le indicazioni dei fornitori.
Nel caso di emissione di fattura ritenuta (erroneamente) non soggetta a split e non ancora liquidata dalla PA, le indicazioni fornite dalla circolare potrebbero date adito a qualche perplessità. La circolare stabilisce che va emessa una nota di variazione alla quale deve seguire una nuova fattura recante l’indicazione «scissione dei pagamenti». Nel caso di più fatture, vi è la possibilità di emettere un’unica nota che le integri, indicando l’applicazione dello split. Nel paragrafo della circolare dedicato alle sanzioni è specificato, invece, che se la fattura non contiene l’indicazione «scissione dei pagamenti», si applica la sanzione di cui all’articolo 9, comma 1 del Dlgs 471/97, a meno che il fornitore si sia attenuto alle indicazioni fornite dalla PA per ricondurre la fattura allo split e sempre che l’imposta sia stata assolta, ancorché irregolarmente.
Inoltre, qualora il fornitore non regolarizzi la sua posizione attraverso una nota di variazione, la PA deve ricorrere alla “autofattura-denuncia”. In quest’ultimo caso, l’Iva regolarizzata deve essere versata con le modalità previste dalla procedura stessa e non è soggetta a split.

 

16 aprile 2015