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Gioco d'azzardo: l'avviso di coprogettazione per la rete di intervento sul territorio di Roma Capitale

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Individuare soggetti del terzo settore disponibili alla co-progettazione per la realizzazione di interventi innovativi per il contrasto al gioco d’azzardo patologico.

È questa la finalità del primo dei 6 avvisi pubblici volti alla promozione e allo sviluppo di una rete integrata di interventi di prevenzione e presa in carico del gioco d’azzardo promossa dalla Regione Lazio in collaborazione con le aziende pubbliche di servizi alla persona e il terzo settore.

L’intervento, che complessivamente impegna su un biennio risorse regionali pari ad oltre 3 milioni di euro, è articolato in 6 distinti ambiti territoriali, uno per ciascuna provincia e 2 per la Città Metropolitana di Roma ed impegna le aziende pubbliche di servizi alla persona, in nome e per conto della Regione Lazio, dei processi di governance e soggetti chiamati, attraverso apposite istruttorie di co-progettazione, a perseguire obiettivi di sussidiarietà orizzontale in un’armonica e reciproca interazione con i soggetti del terzo settore aventi una comprovata expertise nello specifico ambito di intervento.

Soggetto attuatore di questa prima misura, da realizzarsi nell’ambito del territorio di Roma Capitale, è l’Azienda pubblica di servizi alla persona “Asilo Savoia”.

Beneficiari diretti dell’intervento sono le persone con comportamenti di dipendenza dal gioco d’azzardo e lori familiari. I beneficiari indiretti sono le comunità locali.

Obiettivi generali dell’intervento sono:

Consolidare interventi dei servizi sociosanitari aumentando le opportunità di presa in carico e di trattamento dei cittadini problematici e delle famiglie in relazione al gioco d’azzardo patologico e alle nuove forme di dipendenza;

Attivare interventi basati sulla metodologia dell’Auto-Mutuo-Aiuto e di prossimità con Unità di strada mediante una distribuzione territoriale strategica ed omogenea su tutto il territorio di Roma Capitale dei Gruppi e delle zone d’azione delle Unità mobili;

Favorire la creazione di reti di collaborazione nell’ambito delle dipendenze da GAP tra i servizi pubblici locali e i soggetti del Terzo Settore sullo sviluppo di un sistema integrato di interventi e servizi della rete locale ai fini del riconoscimento delle reciproche competenze, delle funzionalità specifiche e di quelle condivise;

Realizzare una mappatura delle specifiche risorse pubbliche e del Terzo Settore, formali e informali, presenti nei territori;

Informare i cittadini sui servizi esistenti nonché su quelli istituiti sul territorio (Gruppi AutoMutuo-Aiuto e Unità di strada) per la prevenzione e il contrasto ai comportamenti di dipendenza da GAP attraverso i soggetti della rete locale, i social media e quelli tradizionali.

La progettualità si rivolge a tutti i cittadini in termini di sensibilizzazione al fenomeno e ai soggetti con problematiche legate al disturbo di azzardo e loro familiari coinvolti con una copertura omogenea sul territorio di Roma Capitale, prevedendo due azioni principali:

- Azione 1 - Interventi basati sulla metodologia dell’Auto-Mutuo-Aiuto;

- Azione 2 - Interventi di prossimità con Unità di strada e nei gruppi e comunità informali.

La co-progettazione ha per oggetto la definizione della progettualità finalizzata alla realizzazione di interventi innovativi per il contrasto al gioco d’azzardo patologico da realizzarsi nell’ambito del territorio di Roma Capitale, dovrà uniformarsi alle linee guida regionali e avrà durata di 24 mesi a decorrere dalla data di formale aggiudicazione.

Sono invitati a manifestare la propria disponibilità alla co-progettazione, tutti i soggetti del Terzo Settore di cui all’articolo 4 del d.lgs. n. 117/2017, che siano interessati ad operare per lo sviluppo delle finalità e degli obiettivi indicati dal presente avviso pubblico aventi, a pena di esclusione, sede legale e operativa nel territorio della Regione Lazio e iscritti almeno in uno dei seguenti registri

- Registro nazionale del Terzo Settore di cui al D. Lgs. n. 117/2017;

- Registro regionale del Lazio delle cooperative sociali di cui alla Legge Regionale n. 24 del n.27 giugno 1996; - Registro regionale del Lazio delle associazioni di promozione sociale di cui alla Legge Regionale n. 22 del 1° settembre 1999;

- Registro regionale del Lazio degli organismi di volontariato di cui alla Legge Regionale n. 29 del 28 giugno 1993.

Gli enti dovranno possedere, a pena di esclusione, i seguenti requisiti alla data di scadenza del presente avviso:

- assenza di scopo di lucro;

- esperienza pregressa nello specifico ambito di intervento non inferiore a 3 anni;

- dotazione di adeguate risorse professionali;

- comprovata e pregressa attività nel settore degli interventi di prevenzione delle dipendenze patologiche da gioco d’azzardo.

I suddetti Enti sono ammessi a partecipare alla procedura in forma singola o in Associazione Temporanea di Scopo, costituita o costituenda purché almeno il capofila possieda comprovata e pregressa attività nel settore degli interventi di prevenzione delle dipendenze patologiche da gioco d’azzardo. Non è ammessa la partecipazione di un Ente contestualmente in forma singola e associata e non è ammessa, inoltre, la partecipazione di un Ente come componente di più ATS, a pena di esclusione delle medesime ATS.

La procedura si svolgerà in tre fasi distinte:

a) Selezione del partner progettuale;

b) Coprogettazione condivisa;

c) Stipula convenzione.

Fase a) Procedura di evidenza pubblica, nel rispetto delle norme di legge e dei criteri di selezione indicati dall’avviso. La co-progettazione dei servizi viene affidata al concorrente che ha ottenuto il punteggio complessivo più elevato.

Fase b) La co-progettazione avverrà tra i responsabili tecnici individuati dal soggetto selezionato e i responsabili dell’ASP. L’istruttoria prende a riferimento il progetto presentato dal soggetto selezionato e procede alla sua discussione critica, alla definizione di variazioni e integrazioni coerenti con le finalità e le linee guida progettuali contenute nel presente avviso e alla definizione degli aspetti esecutivi e, in particolare:

a. definizione analitica e di dettaglio degli obiettivi da conseguire e degli interventi da attuare e delle modalità di funzionamento;

b. definizione degli elementi e delle caratteristiche di innovatività, sperimentalità e miglioramento della qualità degli interventi e dei servizi co-progettati;

c. definizione di dettaglio del costo delle diverse prestazioni;

d. definizione di dettaglio dell’assetto organizzativo tra ASP e partner progettuale nell’ambito della gestione dei servizi e degli interventi; e. individuazione delle prestazioni migliorative e dei relativi costi ed economie.

Fase c) Tutte le spese inerenti e conseguenti la stipula della convenzione tra l’ASP e il soggetto selezionato si intendono interamente a carico del soggetto selezionato, così come il pagamento delle imposte e tasse dovute per legge relative all’esecuzione della stessa. Il soggetto selezionato si obbliga all’attivazione dei servizi e degli interventi a seguito di richiesta scritta dell’ASP anche nelle more della stipula della convenzione. Al momento dell’assunzione dell’incarico, saranno altresì tenuti a nominare un coordinatore, referente unico per tutti i servizi oggetto della co-progettazione.

Per la co-progettazione per l’organizzazione e la gestione della sperimentazione si prevede un budget complessivo massimo presunto, di € 1.042.500,00 IVA inclusa, se e in quanto dovuta. Detto costo è finanziato con risorse finanziarie messe a disposizione dalla Regione Lazio.

Il costo massimo rimborsabile all’organismo del Terzo Settore eventualmente assegnatario della co-progettazione sarà suddiviso per lotto come indicato all’interno dell’avviso: ne consegue che le proposte progettuali per ogni singolo lotto non potranno eccedere le voci di costo massimo assegnate.

Le istanze dovranno pervenire dovranno essere trasmesse esclusivamente per posta elettronica certificata, all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. entro e non oltre le ore 12:00 del giorno 11 febbraio 2022 pena l’esclusione. I soggetti invitati a manifestare disponibilità alla co-progettazione possono presentare un massimo di tre istanze. Nel caso in cui il medesimo soggetto dovesse decidere di partecipare per più lotti lo stesso dovrà compilare proposte progettuali separate (una per ogni lotto) che dovranno essere inviate separatamente.

L’indirizzo di Posta Elettronica Certificata utilizzato per l’invio dell’istanza deve appartenere al soggetto proponente.

Le domande inviate con posta elettronica certificata e complete di tutta la documentazione richiesta allegata in formato pdf dovranno indicare come oggetto la dicitura: “LOTTO…”. Avviso di istruttoria pubblica finalizzata all'individuazione di soggetti del terzo settore disponibili alla co-progettazione per la realizzazione di interventi innovativi per il contrasto al gioco d’azzardo patologico.”

Le proposte progettuali saranno valutate da un’apposita Commissione nominata con successivo atto ai sensi del vigente Regolamento dell’Ente, sulla base dei criteri di valutazione indicati dal presente avviso.

La Determinazione di approvazione degli esiti dell’istruttoria pubblica sarà pubblicata sul sito istituzionale dell’Ente Promotore www.asilosavoia.it nell’apposita sezione “Avvisi e gare”. La pubblicazione sul sito istituzionale dell’Ente Promotore ha valore di notifica a tutti gli interessati ad ogni effetto di legge.

A seguito dell’ammissione alla fase della co-progettazione e della positiva conclusione di quest’ultima, il rapporto tra l’Ente Promotore e il Soggetto proponente sarà regolato in base alla "convenzione-tipo" allegata al presente avviso.

Per ricevere assistenza nel corso della predisposizione delle proposte è possibile richiedere informazioni esclusivamente mediante PEC all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Al di fuori della “dieta polacca” verso l’Europa federale

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di Pier Virgilio Dastoli*

Il progetto di trattato che istituisce l’Unione europea (“progetto Spinelli”) aveva iscritto – fin dal suo preambolo – la preminenza del diritto dell’Unione sui diritti nazionali, considerandola come una condizione indispensabile per garantire nello stesso tempo l’uguaglianza delle cittadine e dei cittadini europei davanti alla legge (europea) e l’uguaglianza fra gli Stati che avrebbero composto la futura Unione.

Al tema del primato del diritto dell’Unione, il “progetto Spinelli” dedica l’art. 42 che si ispira a tre sentenze della Corte di Giustizia che sono pane quotidiano degli studiosi del diritto europeo e degli studenti di diritto internazionale in tutta Europa e cioè la sentenza Van Geen en Loos del 1963 (Aff n° 26-62 Rec. Vol. IX, p. 1), la sentenza Costa c. Enel del 1964 (Aff. N° 6-64 Rec. Vol X p. 1141) e la sentenza Simmenthal del 1978 (Aff. N° 106-77 Rec. 1979 p. 629) peraltro seguite da numerose sentenze analoghe.

Vale la pena di ricordare che nell’ordine di priorità delle istituzioni previste dal “progetto Spinelli” la Corte di Giustizia precedeva il Consiglio europeo e che i giudici europei avrebbero dovuto essere nominati per metà dal Parlamento europeo e per metà dal Consiglio dell’Unione e dunque con una doppia “delega” da parte dei rappresentanti degli elettori e degli Stati e non una delega “di primo livello” dei soli rappresentanti degli Stati all’interno del Consiglio.

La logica del primato del diritto dell’Unione ribadita dalla Corte prima e dal “progetto Spinelli” poi si fonda sul fatto che i trattati sono approvati democraticamente dagli Stati o per via parlamentare o per via referendaria, che le leggi europee (regolamenti o direttive, di cui i primi sono direttamente applicabili negli Stati membri) sono sempre approvate dagli Stati membri e che con il “progetto Spinelli” il processo decisionale europeo si sarebbe fortemente rafforzato dal punto di vista democratico perché il Parlamento europeo sarebbe diventato autorità legislativa su un piede di uguaglianza con il Consiglio legiferando insieme agli Stati sulla base delle proposte della Commissione o sostituendosi ad essa nel caso di una sua carenza.

Sotto la spinta del “progetto Spinelli” il Parlamento europeo legifera ormai insieme al Consiglio in una progressione che lo ha condotto – dall’Atto Unico fino al Trattato di Lisbona – ad acquisire poteri di decisione che coprono più del 60% delle competenze dell’Unione in una democrazia sopranazionale ancora incompiuta ma certo più sostanziale di quello che avviene nel diritto internazionale.

Nella Convenzione sull’avvenire dell’Europa (2001-2003), il progetto di trattato-costituzionale approvato da rappresentanti dei governi e dei parlamenti non solo dei paesi membri dell’Unione europea a 15 ma anche dei paesi candidati all’adesione ivi compresi quelli del Gruppo di Visegrad conteneva un articolo 6 che codificava la giurisprudenza della Corte sul primato del diritto dell’Unione all’interno di un progetto ben lontano dall’obiettivo di uno “stato federale” che sarebbe stato invece il risultato dell’entrata in vigore del “progetto Spinelli” fra gli Stati e i popoli che lo avessero accettato.

Come sappiamo il progetto di trattato-costituzionale approvato dalla Convenzione sull’avvenire dell’Europa fu prima annacquato dai governi nazionali che lo sottoposero alle ratifiche nazionali e, dopo i referendum negativi in Francia e Paesi Bassi, fu tradotto nel Trattato di Lisbona da cui furono eliminati tutti i riferimenti di natura costituzionale.Contrariamente ad una opinione diffusa nella stampa, la mancata entrata in vigore del progetto di Trattato-costituzionale non rappresentò il fallimento dell’obiettivo dello “stato federale” ma la sconfitta dei governi che decisero di tradire il testo originale trasformandolo in un mostro giuridico sotto forma di centauro metà uomo (il trattato costituzionale) e metà capra (i trattati esistenti) e che fu definito da Giuliano Amato un ermafrodito.

Pur non “costituzionalizzando” il primato del diritto dell’Unione, tutti i governi che sottoscrissero il Trattato di Lisbona, fra cui i paesi di Visegrad, firmarono una dichiarazione (n° 17) nella quale si confermava la costante interpretazione della Corte di Giustizia sul primato del diritto dell’Unione peraltro condivisa da un parere del Servizio Giuridico del Consiglio secondo cui “il primato del diritto comunitario è un principio fondamentale di questo diritto”.

L’interpretazione delle Corti costituzionali nazionali sulla questione dì tale primato non solo sul diritto “infra-costituzionale” ma sulle costituzioni nazionali è stata inizialmente non univoca perché in Irlanda e nei Paesi Bassi è stato riconosciuto il primato del diritto comunitario anche in relazione alle costituzionali nazionali mentre in Italia con la teoria dei “contro-limiti” (sentenza Frontini del 1973 e Fragd del 1989) e in Germania con le decisioni Solange del 1974, del 1986 e del 2000 per non citare il Consiglio costituzionale francese c’è stato un iniziale rifiuto di riconoscere la prevalenza del diritto dell’Unione sulle costituzioni nazionali.

Negli ultimi anni, anche grazie al dialogo fra le Corti ma anche alle modifiche introdotte nelle costituzioni nazionali per adattarle ai trattati europei, abbiamo assistito ad una sostanziale evoluzione di un sistema giudiziario multilivello in cui anche i giudici nazionali sono diventati….europei, l’autorità della Corte di Giustizia non è più messa in discussione ed è soprattutto riconosciuta dagli Stati come è avvenuto da parte del governo federale tedesco quando il Tribunale di Karlsruhe pose la questione di una decisione ultra vires della Corte di Giustizia sulla politica della BCE.

La sentenza del Tribunale costituzionale polacco, sostenuta dal governo polacco che controlla la maggioranza dei giudici di quel Tribunale, rappresenta un vulnus intollerabile per tutta l’Unione ma soprattutto per le cittadine e i cittadini polacchi e per difendere il principio dell’uguaglianza degli Stati nell’Unione.

Abbiamo sperimentato l’inefficacia dell’art 7 TUE che affida al Consiglio europeo secondo una decisione unanime il compito di constatare l’esistenza di una violazione grave e persistente da parte di uno Stato membro dei valori comuni così come conosciamo l’effetto marginale del ricorso della Commissione contro uno Stato membro sulla base dell’art. 258 TFUE, sapendo che la Commissione è spesso lasciata sola perché gli altri Stati intervengono raramente ad adiuvandum sulla base dell’art. 259 TFUE.

Conosciamo infine l’ambiguità della cosiddetta “condizionalità” sul rispetto dello stato di diritto che imporrebbe alla Commissione di bloccare i fondi europei e in particolare il NGEU ma la Commissione ha fatto sapere al Parlamento europeo che essa intende aspettare la decisione della Corte di Giustizia sui ricorsi polacco e ungherese, una decisione che arriverà fra molti mesi e il suo esito – se ci dovessimo basare sull’udienza pubblica del 19 ottobre non appare scontato.

La vicenda polacca ha messo ancora una volta in luce l’ambiguità e il malessere del sistema europeo – denunciati con grottesco ritardo dalla ormai ex-cancelliera Angela Merkel all’uscita dal suo 107mo Consiglio europeo.

A noi è sembrato fin dall’inizio un grave errore non aver voluto invitare al tavolo della Conferenza sul futuro dell’Europa la Corte di Giustizia e crediamo che il Comitato esecutivo, i tre co-presidenti e i presidenti delle tre istituzioni debbano rapidamente invitare la Corte a partecipare al Gruppo di Lavoro sulla democrazia e alla sessione plenaria di dicembre.A monte, deve essere risolta l’ambiguità di un sistema inizialmente fondato sul metodo comunitario, sottoposto poi ai vincoli e alle strettoie del metodo intergovernativo con il Trattato di Lisbona e sempre più lontano dalla finalità federale del processo di integrazione europea.

La via da percorrere non è quella di Polexit ma di una fase costituente che eviti l’ostacolo del negoziato intergovernativo per modificare questo o quell’articolo dei trattati e che abba come finalità quella di riunire in un insieme coerente le norme costituzionali relative agli obiettivi, alla ripartizione delle competenze, alle procedure e alle politiche dell’Unione sostituendo l’intero Trattato di Lisbona e sottoponendo il nuovo Trattato ad un referendum pan-europeo in occasione delle elezioni nel maggio 2024.

Sarano le cittadine e i cittadini europei a decidere se vorranno o non vorranno entrare nella nuova Unione.

*Presidente del Consiglio Italiano del Movimento Europeo (CIME).

 

Pnrr: nel Lazio 17 mld, 41 progetti, 3 linee strategiche per migliorare la vita dei cittadini

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“Il Lazio, muovendo dalla consapevolezza che il vecchio modello di sviluppo non è più sostenibile in termini economici, ambientali e sociali, ha messo in campo una strategia che lega i progetti di #NextGenerationLazio da un lato agli investimenti per le infrastrutture e il riposizionamento competitivo del sistema-Lazio già avviati nel periodo 2014-2020, e dall’altro alle iniziative che andranno a comporre la programmazione unitaria 2021-2027 dei Fondi SIE.

Unitarietà e integrazione tra fondi (europei, nazionali e regionali) dunque per un insieme di oltre 17 miliardi di euro, 41 progetti concreti in 3 linee strategiche: Modernizzazione del Paese; Transizione ecologica, Inclusione sociale e territoriale; Parità di genere.” Così il vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, nel suo intervento alla Smau Milano, appuntamento in corso a Milano e dedicato alle imprese e all’innovazione, presentando il piano regionale per il prossimo futuro. Il Lazio - ha proseguito Leodori – vuole tradurre questi indirizzi in misure capaci di incidere sulle infrastrutture dei trasporti per una mobilità rispettosa dell’ambiente, sulla digitalizzazione delle imprese e della PA, sulla riqualificazione del tessuto urbano e sulla valorizzazione del patrimonio culturale. Accanto a questo crediamo necessario investire sempre di più nelle eccellenze della formazione, dell’università e della scuola, e sullo stretto collegamento tra ricerca e impresa finalizzato ad individuare soluzioni a diverse sfide (industriali, ambientali, sociali, culturali, sanitarie). Per raggiungere questi scopi dunque abbiamo individuato progetti specifici: solo per fare alcuni esempi in tema di digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo abbiamo destinato 1,5 miliardi per migliorare, attraverso strumenti di gestione dei dati e reti di comunicazione in fibra ottica e 5G, i servizi a favore di famiglie, lavoratori e anziani, l’efficienza, l’innovazione e la competitività delle imprese, la semplificazione e l’efficientamento dei processi della PA; abbiamo 1 miliardo destinato a potenziare gli strumenti di calcolo e di memorizzazione in modo da supportare servizi digitali innovativi per la competitività delle filiere; un altro miliardo per sostenere lo sviluppo e la competitività regionale, promuovendo il raccordo tra ricerca, istituzioni e industria sull’Intelligenza Artificiale. In tema di innovazione del sistema istruzione, formazione, ricerca e cultura dedichiamo 350 milioni per creare a Tor Vergata il primo distretto dell’Open Innovation del Paese, la Città della conoscenza e 1 miliardo per la realizzazione del Politecnico del Lazio. Un altro importante progetto che vale la pena menzionare è l’Hub dell’innovazione, che si troverà nel centro di Roma. Un vero e proprio punto di eccellenza dedicato all’innovazione e alla tecnologia sul quale saranno investiti 20 milioni di euro della programmazione europea 2021-2027.

Tutto questo - ha concluso Leodori – è uno sforzo che vogliamo fare perché siamo convinti che l’innovazione, che investe le istituzioni, ma soprattutto le imprese, sia lo strumento centrale su cui insistere per misurarci con successo sul mercato globale. Serve ad aggredire con determinazione il tema delle disuguaglianze e a costruire un modello di sviluppo nuovo, con maggiore equità e inclusione sociale. La Regione Lazio dunque è impegnata a creare le condizioni perché ciò sia possibile e duraturo.

Antifrode, il bando della Commissione Europea rivolto ad autorità pubbliche regionali o nazionali

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E' stato pubblicato un nuovo Avviso Pubblico della Commissione Europea “Formazione, conferenze, scambi di personale e studi sul programma Antifrode dell’UE ”(EUAF 2021).

Il bando è rivolto a:

• Autorità pubbliche nazionali o regionali o organizzazioni internazionali;

• Istituti di ricerca e formazione, enti senza scopo di lucro che siano stati costituiti da almeno un anno L’Avviso ha una dotazione finanziaria complessiva di € 1.600.000. Le sovvenzioni copriranno un massimo dell'80% (90% in casi eccezionali e debitamente giustificati) dei costi ammissibili dell'azione.

La durata massima del progetto è compresa tra 12 e 24 mesi. La scadenza della presentazione delle domande è fissata al 5 ottobre 2021.

Allegati:
Scarica questo file (BANDO formazione antifrode.pdf)BANDO formazione antifrode.pdf[ ]1027 Kb

Bandi pubblicato l'avviso pubblico europeo per gemellaggi e reti di città

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Pubblicato un nuovo Avviso Pubblico Europeo “Bando per gemellaggi e reti di città” Programma Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori (CERV 2021)

Il bando è rivolto a:

Enti pubblici o organizzazioni no profit (Città, Comuni e/o altri livelli di autorità locali o loro comitati di

gemellaggio o altre organizzazioni no-profit che rappresentano le autorità locali).

Si finanziano:

- workshop, seminari, conferenze, attività di formazione;

- riunioni di esperti, webinar;

- attività di sensibilizzazione, raccolta di dati, sviluppo;

- scambio e diffusione di buone pratiche tra autorità pubbliche e organizzazioni della società civile, sviluppo di strumenti di comunicazione e uso dei social media.

La scadenza presentazione è fissata per il 26 agosto 2021.

Per maggiori informazioni e assistenza alla progettazione: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Commissione Europea, online la strategia Ondata di ristrutturazioni

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La Commissione europea ha pubblicato ieri un comunicato stampa sulla strategia 'Ondata di ristrutturazioni' per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici. La Commissione punta almeno a raddoppiare i tassi di ristrutturazione nei prossimi dieci anni per ridurre il consumo di energia e risorse negli edifici: migliorerà così la qualità della vita delle persone che vi abitano e li usano, diminuiranno le emissioni di gas serra rilasciate in Europa, la digitalizzazione farà un salto in avanti e s'intensificheranno il riutilizzo e il riciclaggio dei materiali. Entro il 2030 potrebbero essere ristrutturati 35 milioni di edifici e creati fino a 160 000 nuovi posti di lavoro verdi nel settore edile.

Gli edifici consumano circa il 40 % dell'energia e rilasciano il 36 % delle emissioni di gas serra dell'UE, ma ogni anno solo l'1 % è sottoposto a lavori di ristrutturazione a fini di efficientamento energetico: è perciò indispensabile mettere in campo interventi efficaci per rendere l'Europa climaticamente neutra entro il 2050. Considerato che quasi 34 milioni di europei non possono permettersi di riscaldare adeguatamente le loro abitazioni, le politiche pubbliche che promuovono l'efficienza energetica mediante la ristrutturazione sono anche una risposta alla povertà energetica, un sostegno alla salute e al benessere delle persone vulnerabili e un aiuto a ridurre le bollette dell'energia. La Commissione ha pubblicato oggi anche una raccomandazione destinata agli Stati membri sulla lotta alla povertà energetica.

Così si è espresso Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo: "Vogliamo che in Europa tutti possano illuminare la propria casa, riscaldarla o raffrescarla senza rovinarsi né rovinare il pianeta. L'ondata di ristrutturazioni migliorerà i luoghi in cui lavoriamo, viviamo e studiamo, riducendo nel contempo il nostro impatto sull'ambiente e creando posti di lavoro per migliaia di europei. Se vogliamo ricostruire meglio servono costruzioni migliori."

La Commissaria per l'Energia Kadri Simson ha dichiarato: "La ripresa verde comincia da casa. Con questa iniziativa affronteremo i numerosi ostacoli che oggi rendono la ristrutturazione complessa, costosa e lenta, frenando molti interventi necessari. Proporremo modi migliori per misurare i benefici della ristrutturazione, standard minimi di prestazione energetica, finanziamenti UE più consistenti e maggiore assistenza tecnica, incoraggeremo i mutui verdi e sosterremo l'aumento della quota di rinnovabili nel riscaldamento e nel raffrescamento: tutti elementi che creeranno un nuovo contesto per i proprietari di abitazioni, i locatari e le autorità pubbliche.

La strategia darà priorità a tre settori: decarbonizzazione del riscaldamento e del raffrescamento; lotta alla povertà e all'inefficienza energetiche; ristrutturazione di edifici pubblici quali scuole, ospedali e uffici. La Commissione propone di eliminare gli ostacoli esistenti lungo la catena di ristrutturazione — dalla concezione del progetto al suo finanziamento fino al completamento dei lavori — con una serie di misure politiche, strumenti di finanziamento e dispositivi di assistenza tecnica.

Le azioni principali della strategia consistono nel:

rafforzare le norme, gli standard e le informazioni sulle prestazioni energetiche degli edifici per fornire al settore pubblico e privato un incentivo più forte a ristrutturare, anche introducendo gradualmente standard minimi obbligatori di prestazione energetica per gli edifici esistenti, aggiornando le norme per gli attestati di prestazione energetica ed estendendo eventualmente gli obblighi di ristrutturazione del settore pubblico;

assicurare l'accesso a finanziamenti mirati, in particolare attraverso le iniziative faro "Renovate" e "Power Up" del dispositivo per la ripresa e la resilienza nel quadro di NextGenerationEU, semplificare le regole per combinare vari flussi di finanziamento e offrire molteplici incentivi per i finanziamenti privati;

aumentare le capacità necessarie a preparare e attuare i progetti di ristrutturazione, dall'assistenza tecnica prestata alle autorità nazionali e locali alla formazione e allo sviluppo di competenze per chi occuperà i nuovi posti di lavoro verdi;

espandere il mercato dei prodotti e dei servizi sostenibili da costruzione, anche integrando nuovi materiali e soluzioni basate sulla natura e rivedendo la legislazione sulla commercializzazione dei prodotti da costruzione e gli obiettivi di riutilizzo e recupero dei materiali;

creare una nuova Bauhaus europea, vale a dire un progetto interdisciplinare codiretto da un comitato consultivo di esperti esterni tra i quali figureranno scienziati, architetti, designer, artisti, urbanisti ed esponenti della società civile. Da qui all'estate 2021 la Commissione condurrà un ampio processo partecipativo che sfocerà nella creazione, nel 2022, della rete delle prime cinque Bauhaus in diversi paesi dell'UE;

sviluppare soluzioni di prossimità in modo che le comunità locali integrino rinnovabili e digitale e si creino così distretti a energia zero in cui i consumatori diventano prosumatori che vendono energia alla rete. La strategia include anche un'iniziativa volta a promuovere alloggi a prezzi accessibili per 100 distretti.

La Commissione riesaminerà la direttiva sulle rinnovabili nel giugno 2021 valutando se rafforzare l'obiettivo di riscaldamento e raffrescamento da fonti rinnovabili e introdurre un livello minimo di energia rinnovabile per gli edifici. Esaminerà inoltre il modo in cui le risorse del bilancio dell'UE, insieme alle entrate del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS), potrebbero essere utilizzate per finanziare i regimi nazionali di efficienza e risparmio energetici rivolti alle famiglie a basso reddito. Svilupperà ulteriormente il quadro per la progettazione ecocompatibile così da ampliare l'offerta di prodotti efficienti da impiegare negli edifici e promuoverne l'uso.

L'ondata di ristrutturazioni non si limita a rendere gli edifici esistenti meno energivori e climaticamente neutri, ma è in grado di innescare una grande trasformazione delle nostre città e dell'ambiente edificato. Può quindi essere l'occasione per dare inizio a un processo lungimirante attraverso cui conciliare sostenibilità e stile: come annunciato dalla presidente von der Leyen, la Commissione intende lanciare la nuova Bauhaus europea per coltivare una nuova estetica europea che coniughi prestazioni e inventiva. Vogliamo che tutti possano abitare in ambienti vivibili e, ancora una volta, che l'accessibilità economica si sposi con l'arte, in un nuovo futuro sostenibile.

Contesto

La crisi della Covid-19 ha fatto emergere prepotentemente l'importanza degli edifici nella nostra vita quotidiana, palesandone anche i punti deboli. Durante la pandemia la casa è stata il centro della vita quotidiana di milioni di europei: un ufficio per i telelavoratori, un asilo o un'aula provvisori per i bambini, un luogo di acquisti o intrattenimento online per molti.

Investire negli edifici può dare quell'impulso così necessario al settore delle costruzioni e alla macroeconomia. I lavori di ristrutturazione richiedono molta manodopera, creano posti di lavoro e investimenti spesso radicati in catene di approvvigionamento locali, generano domanda di attrezzature ad alta efficienza energetica, aumentano la resilienza al clima e apportano valore a lungo termine ai beni immobili.

Per abbattere le emissioni di almeno 55 % entro il 2030, come proposto dalla Commissione nel settembre 2020, l'UE deve ridurre le emissioni di gas serra degli edifici del 60 %, il loro consumo energetico del 14 % e il consumo energetico per riscaldamento e raffrescamento del 18 %.

Le politiche e i finanziamenti europei hanno già prodotto effetti positivi sull'efficienza energetica dei nuovi edifici, che oggi consumano solo la metà dell'energia di quelli costruiti più di 20 anni fa; l'85 % degli edifici dell'UE ha però più di 20 anni e l'85-95 % saranno verosimilmente ancora in uso nel 2050, ragion per cui l'ondata di ristrutturazioni è necessaria per adeguarli a standard analoghi.

Bando Ue: salvaguardare la cultura nelle Regioni Ultraperiferiche e nei Paesi d'oltremare dell'Ue

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La Commissione europea ha pubblicato un bando per un progetto pilota per promuovere e salvaguardare la cultura nelle Regioni Ultraperiferiche (RUP) e nei Paesi e Territori d’Oltremare dell’UE (PTOM).

Il bando punta ad integrare il programma “Europa Creativa”, il principale strumento di finanziamento UE a sostegno del settore culturale e creativo, in quanto si è constatato che le RUP e i PTOM difficilmente hanno beneficiato delle opportunità di “Europa Creativa”, probabilmente a causa della scarsa conoscenza del programma in questi territori e della limitata capacità di competere per accedere ai finanziamenti.

Con questo bando la Commissione intende quindi selezionare un solo progetto volto a testare un sistema valido ed efficiente per fornire sostegno finanziario ad artisti e a organizzazioni e istituzioni culturali, con l’obiettivo di “salvaguardare, sostenere e promuovere la ricchezza culturale delle Regioni Ultraperiferiche e dei Paesi e Territori d’Oltremare”.

Il progetto dovrebbe pertanto contemplare il lancio e la gestione di call for projects volte a supportare almeno 45 progetti per massimo 20.000 € ciascuno, nonché fornire alla Commissione raccomandazioni su come sostenere efficacemente la cultura nei territori interessati. In quest’ottica, il progetto dovrà essere orientato ai seguenti obiettivi specifici:

Realizzazione di attività per salvaguardare, sostenere e promuovere la cultura locale e indigena, le arti e le pratiche popolari, la cultura ancestrale nelle RUP e nei PTOM

Lancio di call for projects per finanziare progetti di salvaguardia e promozione della cultura indigena, delle arti e delle tradizioni popolari, contribuendo così a migliorare la conoscenza delle culture locali.

Realizzazione di attività volte a migliorare il dialogo e gli scambi culturali tra le RUP e i PTOM e in tutta l’Unione europea

Lancio di call for projects per finanziare progetti di mobilità e di cooperazione per la promozione, la salvaguardia e il miglioramento della conoscenza delle culture locali delle RUP e dei PTOM.

Realizzazione di attività per promuovere la diffusione di opere culturali e creative

Lancio di call for projects a sostegno dell’organizzazione di piccole mostre e/o spettacoli culturali volti a promuovere la cultura delle RUP e dei PTOM in tali territori e nell’Unione europea continentale.

Analisi e raccomandazioni sulle opportunità di finanziamento per la mobilità degli artisti e/o dei professionisti della cultura.

Sulla base dell’esperienza e degli insegnamenti tratti dall’attuazione del progetto, si dovranno fornire raccomandazioni alla Commissione europea su come sostenere ulteriormente la cultura nelle RUP e nei PTOM attraverso gli strumenti e i programmi UE esistenti.

Possono partecipare al bando organizzazioni senza scopo di lucro, autorità pubbliche a livello nazionale, regionale e locale, università, istituti d’istruzione, centri di ricerca, organizzazioni internazionali stabiliti negli Stati UE, comprese le Regioni Ultraperiferiche, e nei Paesi e Territori d’Oltremare.

Il progetto proposto dovrà avere una durata di 24 mesi e potrà essere cofinanziato fino al 95% dei costi totali ammissibili. Le Commissione Ue ha stanziato per questo bando 1 milione di euro.

La scadenza per la presentazione delle candidature è il 16 novembre 2020.

ALI Lazio: nasce il Dipartimento Europa e Cooperazione Internazionale

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L’associazione delle Autonomie Locali del Lazio - ALI Lazio, ha, da oggi, un nuovo Dipartimento dedicato alle politiche europee e alla cooperazione internazionale. Con l’istituzione di questa nuova area tematica, l’associazione potrà garantire ai comuni associati il supporto per l’accesso ai fondi ‘a sportello’, le corrette informazioni sulle opportunità di protagonismo degli enti locali nell’ambito delle politiche europee, la promozione di politiche che supportino le amministrazioni comunali nelle attività di cooperazione internazionale.

A coordinare il dipartimento, ALI Lazio ha designato Carla Amici, componente dell’ufficio di presidenza dell’associazione, che ha commentato: “L’istituzione di questo nuovo dipartimento rappresenta sicuramente un valore aggiunto per l’associazione, che dimostra di saper cogliere le nuove opportunità messe in campo dall’Unione Europea, nonché un’ulteriore garanzia nei confronti dei propri associati fornendo loro gli spunti e i gli strumenti per poter progettare”.

Torna EstiamoInsieme, la rassegna culturale promossa dal municipio Roma I Centro

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La Cultura è uno dei pilastri della ripartenza: dal 22 al 27 settembre torna EstiamoInsieme, la Rassegna culturale promossa dal Municipio Roma I Centro, tutte le sere al Parco Teulada.

Un momento per ritrovarsi, con tutta la sicurezza. Ma anche per ridare energia e slancio ad un settore, lo spettacolo dal vivo, profondamente penalizzato dalla pandemia e dal confinamento. Come Municipio Roma I Centro abbiamo voluto sostenere la cultura e gli artisti, progettando un bando per finanziare gli eventi di questa estate così diversa. Vi aspettiamo al Parco Teulada dal 22 al 27 settembre, per riassaporare insieme teatro, musica, danza, negli ultimi giorni d'estate! "Estiamo Insieme"!! Qui il programma completo: https://www.comune.roma.it/web/it/notizia/estiamo-insiemenel-primo-municipio-seconda-parte.page?fbclid=IwAR2r9FR1r3Khfu88oER9x0fRPiipAgXPj8MH9dY_pP-PSBy0obb396iEwGc_

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