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Enti locali

Cassa depositi e prestiti, nuova rinegoziazione mutui per i Comuni

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Tutti i Comuni che vogliano attivare la procedura per rimodulare la propria posizione debitoria con la Cassa depositi e prestiti, e non hanno partecipato all'operazione nel primo semestre dell'anno, potranno presentare la domanda entro il 3 novembre. E' quanto stabilito con la circolare n. 1289, che definisce anche i tempi e le modalità di adesione alla rinegoziazione.

In particolare, i Comuni possono rinegoziare i prestiti originari che hanno le seguenti caratteristiche:

- ordinari a tasso fisso variabile e flessibili con oneri di ammortamento interamente a proprio carico e non rinegoziati nel 1° semestre 2017 in base alle disposizioni della circolare Cdp n. 1287 del 12 aprile scorso;

- importo debito residuo al 1° luglio 2017 di almeno 10mila euro su ogni singola posizione;

- scadenza del piano di ammortamento successiva al 31 dicembre 2021.
Inclusi nella rimodulazione anche i prestiti oggetto di precedenti operazioni (tranne quelli rinegoziati nel precedente semestre e con struttura indicizzata all'inflazione italiana ai sensi della circolare n. 1257/2005) attivate dalla Cdp dopo la trasformazione in Spa e quelli rinegoziati secondo il Dm 20 giugno 2013.


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Cantone: tutte le gare sono sul definitivo

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Il nuovo intervento di Raffaele Cantone rischia di causare qualche problema alle società che stanno utilizzando il nuovo strumento di affidamento previsto dalle direttive europee 2014 sugli appalti, tra queste in particolare la società Anas.

Il Presidente dell'Anac riporta l'attenzione sull'accordo quadro, che stando al nuovo Codice, va messo a gara sulla base del progetto esecutivo, salvo limitate eccezioni.

In cosa consiste esattamente l'accordo quadro? Si tratta di uno strumento flessibile, che permette di firmare un contratto-cornice con un'impresa per un periodo di tempo, di non più di 4 anni, e per certe tipologie di prestazioni definite nei contenuti e nel prezzo.

Nel caso Anas, l'azienda ha messo in gara in 21 mesi 202 lotti ad accordo quadro per la manutenzione di pavimentazioni stradali, segnaletica, impianti in galleria, ponti, viadotti, guard rail. Spesa che ammonta a 2.032 milioni di euro.

Tutte le gare Anas sono sulla base di progetti definitivi, ma Cantone ribadisce nella lettera al Mit che questo si può fare (in base all'articolo 216 comma 4) solo per la manutenzione straordinaria che non investa le parti strutturali delle opere. Dunque certamente non per le "nuove opere", come gli svincoli della Ss 131, e non per le manutenzioni su parti strutturali.

Comuni e Province, controlli sui consuntivi 2016

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Al via da parte di alcune sezioni regionali della Corte dei Conti al controllo di compilazione e invio delle relazioni degli organi di revisione contabile sul rendiconto 2016, con riferimento alla linee guida degli stessi fornite dalla Sezione Autonomie (delibera n. 6/2017).

In particolare, l'attenzione dei magistrati contabili è rivolta a specifici profili gestionali dai quali poter ricavare informazioni utili sugli equilibri finanziari di medio-lungo periodo.

Comuni e Province dovranno prestare attenzione ad allegare al questionario la documentazione di cui all'articolo 11, commi 1 e 4, del Dlgs 118/11: prospetto di verifica degli equilibri, quadro generale riassuntivo, riepilogo delle entrate e spese per titoli, accertamenti e impegni imputati agli esercizi successivi, riepilogo delle spese per titoli e macroaggregati, composizione per missioni e programmi del fondo pluriennale vincolato, prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione.

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Anac e contratti sotto soglia: pubblicate le linee guida

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L'Autorità Nazionale Anticorruzione ha pubblicato le 'Linee guida n. 4 di attuazione del Codice dei contratti pubblici'. E' stato posto, quindi, in consultazione un testo rivisto delle medesime linee guida. Su alcune "questioni aperte", precisa Anac nel documento, è prevista una consultazione estesa.

In particolare, tra le questioni da approfondire secondo il parere dell'Anac, vi è il tema relativo alle modalità di verifica dei requisiti dell'aggiudicatario nel caso di affidamento indiretto, proprio per via del numero di affidamenti coinvolto.

La necessità deriva in seguito all'introduzione del correttivo (decreto n.56 del 2017) e la relativa revisione di alcuni passaggi. In primis, appunto, la verifica dell'aggiudicatario in caso di affidamento diretto sotto la soglia di 40 mila euro. Il correttivo, difatti, ha rinviato all'Anac questo controllo. Obiettivo dell'Autorità è quello di "individuare le modalità per semplificare ulteriormente le verifiche da effettuare per gli acquisti di importo modesto con la garanzia del rispetto della legalità degli affidamenti".

Altra novità delle linee guida è quella relativa alle modalità di verifica dei requisiti dell'affidatario in caso di esigenza impellente di assicurare la tempestiva esecuzione del contratto, che costringe ad accelerare i tempi ordinari. In particolare, nei casi in cui la stazione appaltante chieda "all'operatore economico selezionato di dichiarare il possesso dei requisiti mediante autocertificazione", la Pa si occuperà di avviare i controlli dei requisiti dando conto, nel primo atto successivo alle verifiche, della loro esistenza.

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Cassa depositi e prestiti: in calo l'indebitamento dei Comuni

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Uno sforzo 'virtuoso' quello di regioni ed enti locali nella riduzione del loro debito nel periodo 2007-2016, come descritto dal centro studi Cassa depositi e prestiti nel rapporto sulla Finanza locale.

Rilevante l'impegno delle regioni e dei Comuni in quanto indotto dal patto di stabilità interno e dalla centralizzazione del controllo delle finanze locali. A differenza delle amministrazioni pubbliche, che hanno registrato una crescita del debito di 612 miliardi (da 1.605 a 2.217 miliardi). Le autonomie locali hanno abbattuto il debito di 22 miliardi (-20%). Ma lo sforzo maggiore in termini di consolidamento è stato quello compiuto dalle Regioni, con una riduzione dello stock di debito di 14 miliardi, passando da 45 a 31 miliardi di euro (-30%) mentre il debito dei Comuni è diminuito di 6,5 miliardi da 47 miliardi (-13%) e quello delle province da 9 a 7,5 miliardi (-15%).

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Comunità montane e unioni di Comuni, dal 1° settembre certificazione online

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La Direzione centrale Finanza locale del Viminale ha pubblicato la circolare contenente le istruzioni e le novità relative al contributo erariale per l'anno 2017 spettante alle Unioni di Comuni e alle Comunità montane sui servizi serviti in forma associata.

Nella Circolare n. FL 9/2017 e con apposita guida il Viminale fornisce tutte le indicazioni indispensabili per una corretta determinazione dei dati richiesti per la certificazione.

A beneficiare delle risorse statali potranno essere le comunità montane e le unioni di comuni delle Regioni Abruzzo, Liguria, Lazio, Umbria, Campania, Emilia Romagna, Puglia, Piemonte, Lombardia, Sicilia, Toscana, Veneto, Calabria e Sardegna. Ad essere esclusi dalla trasmissione del modello le unioni di comuni e le comunità montane che fanno parte delle regioni Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige e delle province autonome di Bolzano e Trento.

La compilazione del modulo dovrà essere effettuata con metodologia informatica, trasmesso esclusivamente in modalità telematica e utilizzando il modello disponibile sul sito istituzionale della Direzione Centrale della Finanza Locale dal 1° settembre.


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Bilanci consolidati: le scadenze di settembre

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Tutti gli enti dovranno redigere per il prossimo 30 settembre il bilancio consolidato. Sono esclusi dall'adempimento tutti gli enti che hanno una popolazione inferiore ai 5 mila abitanti e che ne hanno rinviato l'approvazione al 2018.

La tappa probabilmente più impegnativa, ma determinante, sarà l'individuazione da parte della giunta, del Gap: gruppo amministrazione pubblica. A costituire il Gap sarà l'insieme degli enti e organismi strumentali, società controllate e partecipate, a prescindere dalla loro veste giuridica.

Il settimo decreto correttivo dell'amministrazione contabile, approvato ma non ancora entrato in vigore, definisce l'attività nei casi in cui l'ente abbia conseguito nell'anno precedente ricavi e proventi riconducibili all'amministrazione.

Una volta definito il Gap, la giunta deve delineare il perimetro di consolidamento, escludendo i soggetti irrilevanti.

Rientrano nei bilanci definiti irrilevanti quelli che presentano un'incidenza inferiore al 10% del totale dell'attivo, del patrimonio netto e dei ricavi caratteristici rispetto alla posizione patrimoniale, economico e finanziaria della capogruppo.

Premi per i Comuni che rispettano pareggio di bilancio

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Un piccolo premio per l'anno 2017 a quei comuni che si sono distinti per aver rispettato il pareggio di bilancio e aver approvato nei termini il rendiconto 2016: l'eliminazione di alcuni vincoli di finanza pubblica già apposti dall'articolo 6 del Dl 31 maggio 2010, n. 78.

Nello specifico, si tratta di agevolazioni sulle voci relative a: studi, relazioni pubbliche, incarichi e consulenze, pubblicità, sponsorizzazioni e spese per attività di consulenza.

La deroga riguarda però esclusivamente i limiti di spesa previsti dal Dl 78/2010, mentre restano in vigore quelli previsti dal Dl 95/2012.

La sezione delle Autonomie della Corte dei Conti, con deliberazione 26/2013 ha stabilito che anche relativamente ai limiti introdotti successivamente, i vincoli alle spese locali degli enti locali obbligano al rispetto del tetto complessivo di spesa risultante dall'applicazione dell'insieme dei coefficienti di riduzione della spesa per consumi intermedi.


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Pareggio di bilancio, le sanzioni ai Comuni inadempienti

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Sono 30 i Comuni che non hanno rispettato il pareggio di bilancio 2016 e che saranno presto richiamati al rispetto delle regole. È stato pubblicato, infatti, il decreto del dipartimento degli Affari interni del Viminale contiene l'elenco degli enti e delle somme, pari alla differenza tra l'obiettivo assegnato e il saldo tra le entrate e le spese finali valide ai fini del saldo di finanza pubblica.

Ammontano a 5.507.000 euro le sanzioni dei Comuni irregolari, di cui, fa sapere la Ragioneria, 4.334.372 sono stati recuperati.

Nello specifico, la sanzione prevede la riduzione delle risorse spettanti per l'anno 2017 a titolo di fondo di solidarietà comunale. Infatti, l'ente locale inadempiente (mancato conseguimento del saldo di cui al comma 710 dell'articolo 1) è assoggettato alla riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio o del fondo di solidarietà comunale in misura pari all'importo corrispondente allo scostamento registrato, secondo quanto stabilito dal comma 723, lettera a), dell'articolo 1, legge 28 dicembre 2015 n.208.

Secondo quanto stabilisce il decreto, anche che in caso di insufficienza di risorse per operare la riduzione, la somma residua dovrà essere versata dai Comuni entro il 31 dicembre 2017, tramite la locale Sezione di tesoreria provinciale dello Stato, all'entrata del bilancio dello Stato.


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