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Enti locali

Funzioni di competenza statale, le risorse per Unioni e Comunità montane

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Sono state pubblicate sul sito del Viminale le risorse finanziarie spettanti alle Unioni di Comuni e alle Comunità montane per l'anno 2017, per lo svolgimento di funzioni di competenza statale.

Tra le funzioni di competenza statale rientrano i servizi relativi all'anagrafe, stato civile, leva, servizio statistico, che gli enti devono certificare. Le unioni di Comuni e le comunità montane che gestiscono in forma associata il servizio di competenza esclusiva dello Stato devono presentare la dichiarazione.

118 gli Enti appartenenti a 48 diverse Province che otterranno il beneficio per l'anno 2017. Vengono specificati, inoltre, le quote di contributo che spettano alle Unioni di Comuni e alle Comunità montane per i servizi gestiti in forma associata di funzioni comunali. Queste ultime ripartite in base al Dm Interno 318/2000.

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Comuni, gli standard che pesano sui bilanci

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Prosegue la discussione sui meccanismi dl distribuzione del fondo di solidarietà comunale per il 2018. I Comuni continuano ad opporsi all'aumento di peso nella distribuzione delle risorse dei parametri standard e ad avanzare la richiesta di rallentare la progressione nell'incidenza degli standard. Relativamente all'aggiornamento di capacità fiscali e fabbisogni standard, secondo gli amministratori locali potrebbe comportare perdite nei bilanci di 4 mila Comuni. A questi comuni verrebbero poi a mancare circa 350 milioni e il peso verrebbe percepito maggiormente in città come Napoli, Firenze e Bologna e, non meno, su amministrazioni medie e piccole.

Nei prossimi giorni si attendono i risvolti, anche relativamente all'ipotesi di proroga dei bilanci preventivi, come da richiesta della Ragioneria Generale dello Stato con una nota inviata alla conferenza Stato-Città.

Progettazione Comuni, più ricco il fondo nel dl fiscale

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Per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e il contrasto del dissesto idrogeologico, il fondo di progettazione prevede un nuovo plafond con una dotazione più ricca di venti milioni di euro. È quanto previsto da un emendamento al decreto fiscale presentato in Commissione Bilancio al Senato dal Governo.

Nel testo viene specificato che ai Comuni vengono assegnati contributi soggetti a rendicontazione a copertura delle spese di progettazione definitiva ed esecutiva, relativa ad interventi di opere pubbliche "al fine di favorire gli investimenti". Il limite per tali interventi è di 5 milioni di euro per l'anno 2017.

Anche i sindaci delle zone a rischio sismico 2 potranno accedere al bonus, per gli anni 2018 e 2019, con un incremento degli stanziamenti di 20 milioni rispetto agli anni precedenti.

Cambiano, poi, le regole di funzionamento del fondo. Per ottenere l'erogazione dei contributi i Comuni dovranno affrontare una nuova procedura, inviando le proprie richieste entro il 15 giugno con tutte le informazioni necessarie a garantire il monitoraggio complessivo degli interventi di adeguamento e miglioramento antisismico e di messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico di immobili pubblici. Ciascun Comune potrà inviare massimo tre richieste di contributo per la stessa annualità.

Bilanci preventivi 2018, perché i sindaci chiedono il rinvio del termine

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E' partito dai sindaci l'appello al Viminale di rinviare al 31 marzo il termine per i bilanci preventivi 2018. Qualche giorno fa la lettera del Presidente Anci, Antonio Decaro, indirizzata al Ministro Marco Minniti e al Direttore della Conferenza Stato città, Marcella Castronovo, spiega chiaramente le ragioni di tale richiesta: "l'incertezza sui contenuti del disegno di legge di bilancio", nonché, prosegue la lettera, "la procedura e i relativi tempi previsti per l'espressione dei relativi pareri e deliberazioni che, considerati unitariamente, interessano un arco temporale non inferiore a 50 giorni".

Ed è chiaro che "l'obiettivo unico" della richiesta dei sindaci è quello di assicurare il rispetto dei principi contabili che sovrintendono alle redazione di bilanci" e ponendo, quindi, i Comuni nella condizione di poter adempiere all'obbligo entro la scadenza.

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Cassa depositi e prestiti, nuova rinegoziazione mutui per i Comuni

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Tutti i Comuni che vogliano attivare la procedura per rimodulare la propria posizione debitoria con la Cassa depositi e prestiti, e non hanno partecipato all'operazione nel primo semestre dell'anno, potranno presentare la domanda entro il 3 novembre. E' quanto stabilito con la circolare n. 1289, che definisce anche i tempi e le modalità di adesione alla rinegoziazione.

In particolare, i Comuni possono rinegoziare i prestiti originari che hanno le seguenti caratteristiche:

- ordinari a tasso fisso variabile e flessibili con oneri di ammortamento interamente a proprio carico e non rinegoziati nel 1° semestre 2017 in base alle disposizioni della circolare Cdp n. 1287 del 12 aprile scorso;

- importo debito residuo al 1° luglio 2017 di almeno 10mila euro su ogni singola posizione;

- scadenza del piano di ammortamento successiva al 31 dicembre 2021.
Inclusi nella rimodulazione anche i prestiti oggetto di precedenti operazioni (tranne quelli rinegoziati nel precedente semestre e con struttura indicizzata all'inflazione italiana ai sensi della circolare n. 1257/2005) attivate dalla Cdp dopo la trasformazione in Spa e quelli rinegoziati secondo il Dm 20 giugno 2013.


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Cantone: tutte le gare sono sul definitivo

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Il nuovo intervento di Raffaele Cantone rischia di causare qualche problema alle società che stanno utilizzando il nuovo strumento di affidamento previsto dalle direttive europee 2014 sugli appalti, tra queste in particolare la società Anas.

Il Presidente dell'Anac riporta l'attenzione sull'accordo quadro, che stando al nuovo Codice, va messo a gara sulla base del progetto esecutivo, salvo limitate eccezioni.

In cosa consiste esattamente l'accordo quadro? Si tratta di uno strumento flessibile, che permette di firmare un contratto-cornice con un'impresa per un periodo di tempo, di non più di 4 anni, e per certe tipologie di prestazioni definite nei contenuti e nel prezzo.

Nel caso Anas, l'azienda ha messo in gara in 21 mesi 202 lotti ad accordo quadro per la manutenzione di pavimentazioni stradali, segnaletica, impianti in galleria, ponti, viadotti, guard rail. Spesa che ammonta a 2.032 milioni di euro.

Tutte le gare Anas sono sulla base di progetti definitivi, ma Cantone ribadisce nella lettera al Mit che questo si può fare (in base all'articolo 216 comma 4) solo per la manutenzione straordinaria che non investa le parti strutturali delle opere. Dunque certamente non per le "nuove opere", come gli svincoli della Ss 131, e non per le manutenzioni su parti strutturali.

Comuni e Province, controlli sui consuntivi 2016

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Al via da parte di alcune sezioni regionali della Corte dei Conti al controllo di compilazione e invio delle relazioni degli organi di revisione contabile sul rendiconto 2016, con riferimento alla linee guida degli stessi fornite dalla Sezione Autonomie (delibera n. 6/2017).

In particolare, l'attenzione dei magistrati contabili è rivolta a specifici profili gestionali dai quali poter ricavare informazioni utili sugli equilibri finanziari di medio-lungo periodo.

Comuni e Province dovranno prestare attenzione ad allegare al questionario la documentazione di cui all'articolo 11, commi 1 e 4, del Dlgs 118/11: prospetto di verifica degli equilibri, quadro generale riassuntivo, riepilogo delle entrate e spese per titoli, accertamenti e impegni imputati agli esercizi successivi, riepilogo delle spese per titoli e macroaggregati, composizione per missioni e programmi del fondo pluriennale vincolato, prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione.

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Anac e contratti sotto soglia: pubblicate le linee guida

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L'Autorità Nazionale Anticorruzione ha pubblicato le 'Linee guida n. 4 di attuazione del Codice dei contratti pubblici'. E' stato posto, quindi, in consultazione un testo rivisto delle medesime linee guida. Su alcune "questioni aperte", precisa Anac nel documento, è prevista una consultazione estesa.

In particolare, tra le questioni da approfondire secondo il parere dell'Anac, vi è il tema relativo alle modalità di verifica dei requisiti dell'aggiudicatario nel caso di affidamento indiretto, proprio per via del numero di affidamenti coinvolto.

La necessità deriva in seguito all'introduzione del correttivo (decreto n.56 del 2017) e la relativa revisione di alcuni passaggi. In primis, appunto, la verifica dell'aggiudicatario in caso di affidamento diretto sotto la soglia di 40 mila euro. Il correttivo, difatti, ha rinviato all'Anac questo controllo. Obiettivo dell'Autorità è quello di "individuare le modalità per semplificare ulteriormente le verifiche da effettuare per gli acquisti di importo modesto con la garanzia del rispetto della legalità degli affidamenti".

Altra novità delle linee guida è quella relativa alle modalità di verifica dei requisiti dell'affidatario in caso di esigenza impellente di assicurare la tempestiva esecuzione del contratto, che costringe ad accelerare i tempi ordinari. In particolare, nei casi in cui la stazione appaltante chieda "all'operatore economico selezionato di dichiarare il possesso dei requisiti mediante autocertificazione", la Pa si occuperà di avviare i controlli dei requisiti dando conto, nel primo atto successivo alle verifiche, della loro esistenza.

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Cassa depositi e prestiti: in calo l'indebitamento dei Comuni

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Uno sforzo 'virtuoso' quello di regioni ed enti locali nella riduzione del loro debito nel periodo 2007-2016, come descritto dal centro studi Cassa depositi e prestiti nel rapporto sulla Finanza locale.

Rilevante l'impegno delle regioni e dei Comuni in quanto indotto dal patto di stabilità interno e dalla centralizzazione del controllo delle finanze locali. A differenza delle amministrazioni pubbliche, che hanno registrato una crescita del debito di 612 miliardi (da 1.605 a 2.217 miliardi). Le autonomie locali hanno abbattuto il debito di 22 miliardi (-20%). Ma lo sforzo maggiore in termini di consolidamento è stato quello compiuto dalle Regioni, con una riduzione dello stock di debito di 14 miliardi, passando da 45 a 31 miliardi di euro (-30%) mentre il debito dei Comuni è diminuito di 6,5 miliardi da 47 miliardi (-13%) e quello delle province da 9 a 7,5 miliardi (-15%).

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