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Fiumicino, al via i lavori di recupero delle Terme di Matidia

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Nella giornata di ieri sono cominciati i lavori nell’area dell’Isola Sacra di Fiumicino. Si tratta di un progetto di recupero del complesso archeologico delle Terme di Matidia, di proprietà della Regione Lazio, che verranno date in concessione al Comune di Fiumicino e al Parco Archeologico di Ostia Antica. I lavori si concluderanno nei primi mesi del 2021 e, nello specifico, interessano il ripristino del decoro generale, a partire dall’area verde circostante, con sfalcio e potature, la messa in sicurezza, il ripristino della recinzione esterna, l’abbattimento di manufatti abusivi all’interno dell’area. L’obiettivo è di rendere nuovamente fruibile il sito archeologico per attività istituzionali, aperto ai visitatori e ai turisti.

“Le Terme di Matidia – ha commentato l’Assessore al Bilancio e Patrimonio, Alessandra Sartore - sono un nuovo esempio di patrimonio storico e archeologico regionale che rivive dopo anni di abbandono. Ancora una volta, il progetto di recupero e restituzione alla collettività del bene si potrà realizzare grazie alla collaborazione con le altre istituzioni, il Comune di Fiumicino, il Parco Archeologico di Ostia Antica e il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. I lavori verranno svolti nel pieno rispetto dei vincoli storico-archeologici e delle linee guida del Piano Territoriale Paesaggistico regionale. In primavera, - ha concluso - avremo quindi un nuovo bene del nostro patrimonio che rivivrà e che si potrà visitare in tutta la sua bellezza”.

“È un bellissimo progetto – ha aggiunto il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino – e una grandissima occasione, di cui ringraziamo la Regione Lazio, in particolare l’assessore al Patrimonio Alessandra Sartore. Finalmente le Terme di Matidia, che era la nipote di Traiano, l’imperatore romano che fece costruire il grande e meraviglioso porto esagonale che ancora oggi si può ammirare nel nostro territorio, si potranno tornare ad ammirare nel loro splendore, dopo anni di abbandono, e potranno essere visitate, a partire dalle tante scolaresche presenti nel nostro Comune. Un patrimonio immenso, ma anche un’area immersa nel verde, di grande pregio ambientale e archeologico”.

“Era un intervento atteso da anni all'isola Sacra – ha concluso l’assessore all’Ambiente del Comune di Fiumicino, Roberto Cini – per riqualificare, mettere in sicurezza e valorizzare un luogo straordinario, circondato dal verde, a due passi dalla Basilica di Sant’Ippolito e dalla Necropoli di Porto. Grazie alla sinergia tra Comune, Parco archeologico di Ostia antica e Regione adesso rivedrà una nuova luce e sarà fruibile da tutti”.

"La città incantata": al via il concorso internazionale per gli artisti che salvano il mondo

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Settimane di incontri, masterclass, residenze d’artista, mostre e proiezioni cinematografiche: prende sempre più forma il programma degli appuntamenti della nuova edizione de “La Città Incantata - 6° Meeting Internazionale dei disegnatori che salvano il mondo”, l’evento dedicato al fumetto e all’animazione, promosso dall’Assessorato al Turismo e Pari Opportunità della Regione Lazio in collaborazione con il Comune di Bagnoregio e realizzato da LAZIOcrea, ATCL, ABC e Roma Lazio Film Commission.

Dopo il successo di luglio in compagnia degli artisti Zuzu e Martoz, tre nuove residenze d’artista accompagneranno l’attesa dell’appuntamento fissato per il weekend che va dall’11 al 13 dicembre, nella location unica di Civita di Bagnoregio, candidata UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.

“La Città Incantata rappresenta ormai un appuntamento atteso nel panorama regionale e nazionale, ma mai come quest’anno - dichiara Giovanna Pugliese, Assessora alle Pari Opportunità e Turismo della Regione Lazio - mi sento di ringraziare le artiste e gli artisti che animeranno le settimane di appuntamenti. È grazie a loro e al loro desiderio di raccontare il presente immaginando il futuro che si potrà realizzare un evento in un contesto unico ed irripetibile. Anche questa è la forza dell’Arte, della Bellezza e della Cultura che mi piace poter raccontare”.

Da lunedì 7 a domenica 13 settembre, “La Città Incantata” ospiterà due straordinarie professioniste: Claudia Muratori, creativa, videomaker, disegnatrice e autrice di corti di animazione, ed Eleonora Antonioni, fumettista, illustratrice e insegnante presso lo IED - Istituto Europeo di Design di Torino. Da lunedì 5 a domenica 11 ottobre sarà la volta di Simone Albrigi, in arte SIO, fumettista di fama internazionale e ideatore del canale Youtube Scottecs con più di un milione di iscritti. A chiudere l’esperienza immersiva delle residenze, nella settimana che va dal 9 al 16 di novembre, i contributi di Fabio Tonetto, il poliedrico artista piemontese che vanta già diverse pubblicazioni e collaborazioni a progetti del calibro di Lök, Puck!, Delebile, Amenità e A4GOD e Donato Sansone, in arte Milkyeyes, artista, videomaker, graphic designer ed esperto di animazione 2D e 3D.

Novità assoluta della sesta edizione, il primo concorso per cortometraggi “La Città Incantata 2020”. C’è tempo fino al 30 ottobre infatti per presentare il proprio prodotto realizzato non prima del gennaio 2018. In Palio un premio in denaro del valore di € 1.500. I dettagli del bando sono presenti sul sito www.regione.lazio.it/rl/lacittaincantata/

“Immaginare mondi”: questo il tema scelta come fil rouge della sesta edizione de “La Città Incantata”. Immaginare mondi, in questo periodo difficile, ma anche pieno di potenzialità. Come si immagina il mondo che verrà dopo la pandemia legata al Covid19, con quali cambiamenti, quali resilienze, quali iniziative, quali lasciti dal vecchio mondo? Esiste la possibilità di tornare alla normalità? Era quella la normalità? E cosa significa inventare attraverso le matite, i colori o i file di un computer un mondo che non esiste nella realtà?

Autorizzazione paesaggistica, dal 1° settembre le richieste sono digitalizzate

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La Regione Lazio, in un avviso pubblicato il 24 agosto, rende operativa dal 1 settembre la digitalizzazione delle richieste di autorizzazione paesaggistica.

“Al fine di assicurare la progressiva e irreversibile migrazione di tutti i procedimenti di competenza, sia giacenti che di nuova attivazione, alla modalità digitale come normale svolgimento dell’attività, assicurando modalità omogenee di trattazione a tutte le istanze, a partire dal 1 settembre 2020, sono ammissibili le sole richieste di Autorizzazione Paesaggistica e Accertamento di Compatibilità, prodotte e trasmesse in modalità digitale attraverso pec, così come indicato nelle “linee guida per la trasmissione pratiche via pec”, è scritto nell'avviso.

Le linee guida sono scaricabili all’indirizzo: http://www.regione.lazio.it/rl_urbanistica/?vw=contenutiDettaglio&id=263”.

Nell’avviso si precisa che “la documentazione dovrà essere trasmessa all’indirizzo pec di seguito:

AUTORIZZAZIONI PAESAGGISTICHE E ACCERTAMENTI DI COMPATIBILITA’: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Cultura, Regione: record di presenze ad agosto per le Grotte di Pastena e Collepardo

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Anche per il 2020 si conferma il grande interesse da parte del pubblico per le Grotte di Pastena e Collepardo che hanno registrato oltre 13 mila presenze solo nel mese di agosto con un notevole incremento di visitatori rispetto ad agosto 2019: la Grotte di Pastena vedono una crescita di pubblico del 18% con oltre 8 mila visitatori, mentre le Grotte di Collepardo e il Pozzo d’Antullo, con circa 5 mila visitatori, hanno registrato un aumento delle presenze di quasi il 90% rispetto allo scorso anno.

“I dati positivi registrati nel 2020 confermano che le Grotte di Pastena e Collepardo rappresentano un patrimonio unico da promuove e valorizzare. In questo senso, l’impegno della Regione Lazio per questi straordinari geositi non si ferma e siamo convinti che, in piena sinergia con i comuni del territorio, possano continuare a essere un importante attrattore di sviluppo economico e turistico per tutta l’area”, dichiara il Capo di Gabinetto della Regione Lazio, Albino Ruberti.

Dopo la chiusura di quattro mesi a causa del Covid-19, con la riapertura del 3 luglio 2020 i due suggestivi siti speleologici in provincia di Frosinone, hanno registrato un notevole incremento delle richieste e delle presenze anche nei giorni infrasettimanali portando il dato complessivo di presenze a +34% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Numeri importanti che confermano il segno positivo della gestione regionale delle Grotte, partita il 20 luglio 2018 in seguito a un accordo sottoscritto tra la Regione Lazio, il Parco Naturale Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi e i comuni di Pastena e di Collepardo.

Da quella data la Regione Lazio si è fatta carico delle attività di conservazione e valorizzazione dei siti affidandone la gestione alla società regionale in house LAZIOcrea spa in collaborazione con le amministrazioni locali. Una conduzione vincente che, oltre ad aver portato la stabilizzazione del personale, ha avviato un lavoro di tutela e rilancio dei due siti speleologici anche attraverso un ricco cartellone di eventi. Grazie all’impegno di LAZIOcrea e degli operatori sul territorio, in un momento di grande difficoltà per tutto il comparto, i due siti continuano quindi ad accogliere e attirare un pubblico di ogni età con un’offerta che coniuga natura, cultura e turismo.

Il successo di questo modello è frutto anche dell’esperienza maturata nel corso degli ultimi anni in altri luoghi di proprietà regionale, quali il Castello di Santa Severa, il WeGil di Roma e il Palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino. Un impegno con cui la Regione contribuisce alla creazione di un sistema di siti d’eccellenza per la fruizione e rivalutazione sostenibile del patrimonio laziale.

Le Grotte di Pastena e Collepardo sono non solo un importante geosito in cui è possibile ammirare fenomeni carsici unici nel loro genere, ma sono anche aree di tutela di specie protette, come i pipistrelli. La visita nelle grotte, dunque, rappresenta un’occasione per comprendere e rispettare tutto l’affascinante e composito patrimonio naturale della nostra regione.

GROTTE DI PASTENA

Queste splendide grotte nel Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi sono quasi interamente percorribili, a eccezione di un tratto riservato agli speleologi. L’ingresso attuale, alto 20 metri e largo 12, è stato utilizzato nel corso del tempo come riparo dagli uomini primitivi, dai briganti e, più di recente, dalle persone in fuga durante il secondo conflitto mondiale. Aperte al pubblico già dal 1927, sono considerate tra i più importanti complessi speleologici italiani. All’interno delle grotte è possibile ammirare le più interessanti forme del carsismo sotterraneo: maestose e suggestive sale, stalattiti, stalagmiti e colonne dalle forme bizzarre, laghetti e nelle stagioni più piovose fragorose cascate, che rendono la visita alle grotte un’esperienza emozionante, dove può capitare di incontrare diverse specie di pipistrelli, in termini scientifici di “chirotteri”, animali protetti dall’Unione Europea.

GROTTE DI COLLEPARDO

Le Grotte di Collepardo, visitate anche dalla Regina d’Italia Margherita di Savoia nel 1904, affascinano grazie alle maestose volte ricche di stalattiti multiformi che si congiungono alle stalagmiti in un lentissimo processo ancora attivo, creando uno spettacolo dal fascino ineguagliabile. Per la singolarità delle forme, che riecheggiano figure umane e animali, furono denominate "Grotte dei Bambocci”. Questo nome, dopo la storica visita della prima regina d'Italia, fu poi sostituito, nel 1904, in "Grotte Regina Margherita". All’interno delle grotte sono stati rinvenuti numerosi reperti umani, ceramici e faunistici risalenti all’età del bronzo, circa 3.500 anni fa.

POZZO D’ANTULLO

A circa 1 km dall'abitato di Collepardo, alle pendici dei monti La Monna e Rotonaria, nel complesso degli Ernici, si trova una grandiosa voragine di origine carsica creatasi a seguito dello sprofondamento della volta di una grotta, denominata in seguito Pozzo d’Antullo. Le pareti a strapiombo presentano numerose stalattiti interessate ancora da stillicidio, alcune delle quali sono curve, modellate probabilmente dal vento proveniente dai cunicoli laterali, che modifica la deposizione dei cristalli di calcare. Il fondo è coperto da una ricca e lussureggiante vegetazione, con alberi alti fino a 20 metri. La sua circonferenza infatti è di circa 300 metri per una profondità di 60. Con molta probabilità il fondo del Pozzo d’Antullo è collegato alle Grotte di Collepardo attraverso un sistema di cunicoli sotterranei. Sembra che anticamente il Pozzo fosse adibito al pascolo delle pecore che vi venivano calate con una fune lungo le pareti verticali all’inizio della primavera e lasciate poi incustodite fino al principio dell’inverno. Essendo di origine carsica presenta ancora lungo le pareti le stalattiti (fossili-non più attive) tipiche di una grotta a testimoniare il passato di una grande sala coperta. Il pozzo rappresenta una singolarità ambientale, sia per la sua particolare genesi sia per la presenza di una ricca vegetazione che si è sviluppata sul fondo, meritevole quindi di tutela.

Info e prenotazioni www.grottepastenacollepardo.it

Urbanistica, Regione: al via la digitalizzazione delle procedure

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Tempi più rapidi, maggiore trasparenza e meno impatto ambientale. Dal primo settembre tutte le richieste di autorizzazione paesaggistica e accertamento di compatibilità dovranno essere prodotte e trasmesse in modalità digitale attraverso la posta elettronica certificata. Questa misura amministrativa introdotta dalla Regione consentirà la velocizzazione dei procedimenti e l’eliminazione del materiale cartaceo nella gestione e archiviazione delle pratiche. La digitalizzazione delle procedure, inoltre, fornirà ulteriori garanzie su autenticità e integrità della documentazione, amplierà i livelli di accessibilità e di sicurezza relativi alla conservazione degli atti, favorendo un cambio di passo della pubblica amministrazione nell’efficienza e nella tempestività delle prestazioni verso i cittadini e gli operatori del settore.

Le richieste di autorizzazione paesaggistica e accertamento di compatibilità sono quelle che incidono maggiormente sulle esigenze dei cittadini, ma la digitalizzazione delle procedure verrà gradualmente estesa anche ad altre pratiche amministrative.

“Durante il periodo di lockdown gli uffici regionali sono riusciti ad assicurare la continuità lavorativa attraverso l’utilizzo delle procedure digitali. Ora facciamo un ulteriore passo verso la modernizzazione della pubblica amministrazione e per queste pratiche niente più faldoni di carta o la necessità di recarsi negli uffici per consegnare a mano la documentazione: con la sola trasmissione digitale avremo meno impatto ambientale, riduzione dei tempi, più risparmio ed efficienza per i cittadini e per le istituzioni” dichiara Massimiliano Valeriani, assessore all’Urbanistica e alle Politiche abitative della Regione Lazio. Tutte le informazioni utili per la trasmissione delle pratiche via pec sono pubblicate sul sito della Regione nell’area dedicata 'Territorio e Urbanistica'.

Sociale, approvati dalla Regione i livelli essenziali delle prestazioni sociali

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La Regione Lazio ha approvato i Leps, i livelli essenziali delle prestazioni sociali, e le “Linee guida per la redazione, concertazione, attuazione, monitoraggio e valutazione dei piani sociali di zona” per i distretti sociosanitari, per Roma capitale e gli ambiti territoriali ricompresi nel suo territorio. È stata inoltre finalizzata la prima tranche di risorse regionali relative alla spesa sociale, previste dalla legge di Bilancio per l’annualità 2020, per un ammontare di 53.440.070 euro. Ad annunciarlo è l’assessore alle Politiche sociali, Welfare ed Enti locali, Alessandra Troncarelli.

“Siamo di fronte a un altro tassello fondamentale per costruire un’offerta omogenea dei servizi su tutto il territorio regionale. Un percorso – spiega l’assessore Troncarelli – che nasce con la legge 11/2016 e si rafforza con il Piano sociale “Prendersi cura, un bene comune”, nato proprio per assicurare un facile accesso alle prestazioni sociali e sociosanitarie di qualità, così da favorire l’inclusione e pari opportunità per tutti. Per la prima volta, oggi la Regione Lazio definisce i Leps, presupposto per un nuovo e più efficace utilizzo dei fondi statali, regionali e comunali rispondente ai fabbisogni dei cittadini. Un risultato che abbiamo raggiunto anche grazie al continuo confronto con terzo settore e parti sociali”.

Proprio la misurazione del fabbisogno, alla base delle linee guida e dei livelli essenziali, presuppone l’individuazione di una quantità di servizi che tutti i distretti sono tenuti ad assicurare.

“È lo snodo fondamentale attraverso il quale – conclude l’assessore Troncarelli - passano l’efficacia e l’efficienza delle prestazioni erogate territorialmente, confermando l’ambito e il distretto come la dimensione ottimale per la programmazione e la costruzione dei Piani di zona. Infine, il nomenclatore dei servizi, degli interventi e delle strutture socio-assistenziali ha anche l’intento di fornire ai Comuni e ai distretti socio-sanitari uno strumento con cui riclassificare la spesa, secondo il principio dei bilanci pubblici armonizzati, grazie all’utilizzo di un linguaggio condiviso. La finalizzazione delle risorse, inoltre, ci garantisce interventi ancora più tempestivi, rispondendo ai Leps delineati. Azioni che, nel loro insieme, forniscono un quadro preciso per monitorare gli interventi e rispondere al fabbisogno reale dei cittadini, obiettivo prioritario della Regione Lazio”.

Rifiuti, approvato dal consiglio della Regione Lazio il piano 2019/2025

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Riduzione della produzione dei rifiuti, sostegno alla raccolta differenziata, equilibrio impiantistico e sviluppo dell’economia circolare. Sono questi i principali obiettivi del nuovo Piano Rifiuti del Lazio 2019/2025 approvato oggi dal Consiglio regionale. Il Lazio si dota di un fondamentale strumento di pianificazione, con l’obiettivo di mettere in sicurezza l’intero ciclo dei rifiuti nella nostra regione, garantendo maggiore efficacia e produttività, nel nome della legalità e della sostenibilità ambientale. Grazie a questo nuovo piano, infine, tutti i Comuni hanno i mezzi necessari per realizzare, in tempi determinati, le opere utili alla chiusura del ciclo dei rifiuti. Approvato oggi il nuovo Piano Rifiuti 2019/2025 da parte del Consiglio regionale del Lazio.

Tra i principali obiettivi, il Piano indica da una parte le azioni di contrasto alla produzione dei rifiuti e allo sviluppo della raccolta differenziata, mentre dall’altra parte prevede l’indicazione degli impianti necessari per il trattamento e lo smaltimento delle varie tipologie di rifiuti, da quelli urbani a quelli industriali, dai rifiuti speciali ai fanghi dei depuratori, all’interno delle localizzazioni fornite dalle province. Sono pertanto due i pilastri della nuova pianificazione regionale: l’autosufficienza del Lazio e un’equa ripartizione territoriale del peso impiantistico - per chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno dei propri confini - e l’economia circolare con investimenti e interventi concreti per favorire la raccolta differenziata, il riciclo e il riuso delle materie, sostenendo la realizzazione di una filiera industriale ecosostenibile. Le linee guida del Piano regionale erano state approvate dalla Giunta il 31 gennaio dello scorso anno per poi dare avvio alla procedura di Valutazione ambientale strategica e a tutti i vari passaggi amministrativi nei tempi e nelle modalità previste dalla legge. Al termine di questa fase, si è giunti alla definitiva approvazione dello strumento di pianificazione da parte della Giunta regionale lo scorso 5 dicembre, con il conseguente invio del provvedimento alla competente Commissione consiliare. L’emergenza legata al Covid-19 ha inevitabilmente provocato dei ritardi nella valutazione e nel confronto politico sui contenuti del Piano, ma oggi si è arrivati all’approvazione finale da parte del Consiglio regionale, dotando il Lazio di uno strumento di programmazione in grado di delineare una corretta gestione del sistema dei rifiuti.

Economia circolare

La Regione ha già avviato politiche e investimenti - previsti nel Piano - per favorire la riduzione della produzione di rifiuti e lo sviluppo dell'economia circolare. Dagli accordi con la Grande Distribuzione Organizzata per la riduzione degli imballaggi al contrasto del consumo della plastica monouso nelle sedi istituzionali e delle aziende partecipate. Dall'introduzione della tariffa puntuale, secondo il principio "che meno si inquina e meno si paga", ai contributi per la creazione di isole ecologiche e centri di compostaggio nei Comuni del Lazio, che negli ultimi anni hanno già ricevuto oltre 87 milioni di euro dalla Regione. Dal progetto sperimentale per il recupero della plastica in mare, che ha già permesso di raccogliere e riciclare circa 70 tonnellate di plastica, alla promozione dei centri per il riuso. Dai corsi di formazione per Green Manager, con l’obiettivo di promuovere la corretta gestione del ciclo dei rifiuti in istituzioni, ospedali, scuole e grandi aziende pubbliche e private, alle campagne di sensibilizzazione ed educazione ambientale nelle scuole del Lazio. Fino alla realizzazione di un innovativo compound industriale a Colleferro, dove verranno trattati i rifiuti indifferenziati con processi di lavorazione a freddo, permettendo il recupero di materie prime, senza alcun impatto ambientale, che potranno essere rimesse sul mercato.

Equilibrio impiantistico

Il Piano Rifiuti persegue il riequilibrio territoriale degli impianti e all'autosufficienza del Lazio nella chiusura del ciclo dei rifiuti. La Regione ha confermato la suddivisione degli Ambiti territoriali ottimali prevista nel precedente Piano regionale 2012, individuando 5 Ato per la gestione dei rifiuti urbani, coincidenti con i territori delle 5 province, che dovranno essere autonome nel trattamento e nello smaltimento, secondo i principi di autosufficienza e prossimità. Sulla scorta della delibera sulla Qualità dell’Aria, inoltre, la Giunta regionale ha deciso la dismissione dell’impianto di termovalorizzatore di Colleferro, assegnando a LazioAmbiente la progettazione di un innovativo presidio industriale, in cui sarà possibile eseguire processi di lavorazione a freddo per estrarre risorse dai rifiuti in uscita dai Tmb. È fondamentale, infatti, attuare uno degli obiettivi previsti dal Piano, vale a dire la promozione di investimenti nelle nuove tecnologie per la trasformazione e l’innovazione dell’impiantistica esistente, sia in relazione al nuovo compound di Colleferro che all’ammodernamento dei Tmb. Un programma che la Regione vuole perseguire attraverso una strategia integrata e un rilevante stanziamento di risorse, che potranno consentire al Lazio di essere all’avanguardia nel sistema di gestione dei rifiuti.

Differenziata al 70% nel 2025

Il Piano rifiuti mira a raggiungere il 70% di raccolta differenziata nel Lazio entro il 2025. Attualmente la differenziata a livello regionale è al 47,3%, con un aumento di oltre 25 punti percentuali negli ultimi sette anni, mentre per la prima volta dal 2003 è diminuita la produzione di rifiuti nel Lazio, scendendo sotto i 3 milioni di tonnellate all’anno (riduzione di 53.000 tonnellate). Nel prossimo triennio verranno investite ulteriori risorse, pari ad oltre 50 milioni di euro, per sostenere i Comuni nell'applicazione della Tarip, nella creazione di isole ecologiche e di centri di compostaggio. Saranno promosse agevolazioni per imprese e Comuni che riducono la produzione di rifiuti, verrà favorita la realizzazione di centri per il riuso, oltre ad una serie di misure e di iniziative per tutte le tipologie di rifiuti.

Legalità e controllo

Dopo i diversi casi illeciti che si sono registrati nella gestione del ciclo dei rifiuti si è deciso di inserire tra gli obiettivi specifici del Piano anche il rafforzamento delle attività di controllo e di vigilanza in materia di tutela ambientale e misure per la legalità e la sicurezza. Uno strumento che sarà un aiuto importante nella gestione delle attività amministrativa, sia per i procedimenti autorizzatori da concedere e in rinnovo, che per la realizzazione di nuove strutture di trasformazione o trattamento sul territorio regionale. Un ulteriore piano di rafforzamento deve riguardare la tematica delle verifiche sugli impianti autorizzati, attraverso controlli in rete con altre autorità competenti, che possano ampliare la gamma degli accertamenti in ragione delle competenze di ciascun ente (Arpa Lazio, Asl, Carabinieri Forestali ecc.).

Ambiente, Regione Lazio: aggiornato il piano di risanamento di qualità dell'aria

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La Giunta Regionale del Lazio, su proposta dell’Assessore Enrica Onorati, ha adottato l’aggiornamento del Piano di Risanamento della qualità dell’aria (A-PRQA), che sarà presentato pubblicamente nel mese di settembre 2020. L’aggiornamento del Piano, realizzato con il supporto dell’ARPA Lazio, rende aderente la situazione reale del territorio allo stato della qualità dell'aria, al fine di adottare la pianificazione e le misure necessarie per garantirne la qualità. Il piano adottato è anche frutto del processo di partecipazione attivato dalla Regione Lazio, a partire dal 2018, nell’ambito delle fasi di consultazione previste dalla Valutazione Ambientale Strategica (VAS); una consultazione che ha coinvolto oltre 80 soggetti competenti in materia ambientale, i cui contributi sono stati valutati e, in parte, recepiti. Con la pubblicazione a settembre dell’aggiornamento si aprirà una nuova fase di consultazione pubblica, che permetterà di acquisire ulteriori osservazioni e suggerimenti a tutela degli interessi legittimi e della trasparenza nel processo decisionale. L’aggiornamento ha individuato un nuovo scenario emissivo che ha come obiettivo principale il raggiungimento entro l’anno 2025 dei valori limite indicati dal D.Lgs.155/2010 sull’intero territorio regionale. L’obiettivo potrà essere raggiunto attraverso una serie di misure articolate in 42 azioni: 16 per il settore dei trasporti, 13 per il settore della combustione civile, 4 per il settore dell’industria, 6 per il settore dell’agricoltura e zootecnia e 3 per il settore delle emissioni diffuse. Le azioni includono quelle definite dall’accordo di programma sottoscritto nel 2018 tra il Ministero dell'ambiente e la Regione Lazio per l'adozione coordinata e congiunta di misure volte al miglioramento della qualità dell'aria sul territorio regionale. Le modalità di attuazione delle misure sono definite nelle norme tecniche di attuazione che contengono i provvedimenti per il mantenimento e il risanamento della qualità dell’aria, con un’attenzione specifica rivolta all’Agglomerato di Roma e ai Comuni della zona della Valle del Sacco, le due zone più critiche della regione. In relazione ad alcune modifiche piuttosto significative previste dall’Aggiornamento del piano, anche l’ARPA Lazio ha sviluppato un nuovo portale per l’aggregazione dei dati raccolti dalle stazioni di monitoraggio e per la loro comunicazione al pubblico: https://qa.arpalazio.net/.

Il Piano prevede inoltre il controllo dello stato di avanzamento delle diverse misure ed il monitoraggio dei risultati, così da verificare il raggiungimento degli obiettivi e l’efficacia delle azioni intraprese per raggiungerli. In questo modo sarà possibile individuare tempestivamente gli interventi correttivi eventualmente necessari. Il piano sarà ora sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica per poi essere inviato all’approvazione del Consiglio Regionale.

Lo dichiara in una nota in una nota l'Assessorato Agricoltura, Promozione della filiera e della cultura del cibo, ambiente e risorse naturali della Regione Lazio.

Lazio sostenibile: i focus group dalla mobilità sostenibile all'economia circolare

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Dopo “Smart City”, “Risorse idriche e adattamento ai cambiamenti climatici” e “Povertà” tenutisi nelle scorse settimane, prosegue il ciclo di consultazioni organizzato dalla Regione Lazio, e in diretta sulla pagina Facebook della stessa, per raccogliere proposte, opinioni e suggerimenti utili alla definizione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile, un progetto dell’Assessorato allo Sviluppo Economico finanziato dal Ministero dell’Ambiente.

Il percorso di costruzione della Strategia Regionale, coordinato da Cristiana Avenali, responsabile dell’Ufficio di Scopo Piccoli Comuni e Contratti di Fiume della Regione Lazio, e che si avvale del lavoro della Direzione Regionale Sviluppo Economico, della Direzione Regionale Programmazione Economica e di Lazio Innova, coinvolge stakeholder, esperti e operatori qualificati, attraverso lo svolgimento di 7 Focus Group tematici, individuati da un gruppo di lavoro in coerenza con gli obiettivi della Strategia Nazionale e dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile.

I Focus Group proseguiranno con il seguente calendario: 4 agosto “Mobilità Sostenibile”, 6 agosto “Economia circolare”, 9 Settembre ‘Economia del mare’.

“La costruzione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile – ha dichiarato la coordinatrice, Cristiana Avenali - vuole essere un laboratorio di pratiche di partecipazione, ascolto e proposta, che pur essendo un lavoro complesso rappresenta un’esperienza entusiasmante che sta dando frutti preziosi legati alle integrazioni che giungono dai vari stakeholders. Usare al meglio i fondi europei per il periodo di programmazione 2021-2027 è un imperativo e un obiettivo da applicare concretamente e solo attraverso la concertazione con tutti gli attori si può portare a termine il percorso virtuoso necessario”.

 

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