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La Regione Lazio verso ulteriori e specifiche forme di autonomia, il ruolo degli Enti locali. Convocata l'assemblea plenaria il 7 febbraio

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Giovedì 7 febbraio, il Consiglio delle Autonomie locali del Lazio riunirà i suoi componenti, i presidenti di provincia e i sindaci dei comuni del Lazio, su proposta della Giunta regionale per esprimere il proprio parere.

La Regione Lazio ha fatto sapere, infatti, l'intenzione di procedere a una trattativa con il Governo al fine di pervenire 'all'intesa propedeutica all'approvazione della Legge di conferimento di “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” in ambito di:

• sostenibilità della finanza pubblica territoriale e rilancio degli investimenti - Coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;

• qualificazione dei percorsi di accesso al mercato del lavoro, tutela e sicurezza del lavoro e sostegno previdenziale dei lavoratori svantaggiati:

- qualificazione dei percorsi di istruzione e formazione per l’accesso al mercato del lavoro;

- tutela e sicurezza del lavoro;

- previdenza complementare e integrativa;

• cinema e audiovisivo;

• ambiente;

• rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni.

'I temi in questione sono riemersi in seguito alla ripresa del tema del regionalismo differenziato, a cavallo tra la precedente legislatura e l'attuale, e il conseguente rilancio dei temi dell'autonomia e della sussidiarietà, in cui rientra di conseguenza la valorizzazione dell'intero sistema delle autonomie'. Si legge nel testo di convocazione degli amministratori alla riunione, in cui si spiega anche che il percorso previsto dal terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione si fonda su un modello di regionalismo temperato dalle garanzie di uniformità e unitarietà rinvenibili nel dettato costituzionale, che introducendo elementi di differenziazione è teso a perseguire una migliore virtuosità nell’organizzazione dell’intervento pubblico all’interno del territorio regionale.

Il riconoscimento di nuovi e rilevanti compiti alle Regioni ordinarie, in una prospettiva di differenziazione degli assetti delle competenze innanzitutto legislative, dovrà costituire lo strumento per consentire ai diversi territori di configurare in chiave propria i poteri da esercitare per il governo delle specificità delle rispettive comunità, in un rafforzato rapporto di responsabilità diretta tra cittadini e governanti che proprio nella “autonomia” trova la sua più tipica espressione.