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Consiglio di Stato: illegittima ordinanza del sindaco su stop al commercio prodotti in plastica

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Il Consiglio di Stato con la sentenza 4174/2021 ha dichiarato illegittima l'ordinanza emessa da un sindaco, con la quale si vieta la commercializzazione di prodotti in plastica monouso non biodegradabili o compostabili. La ragione di tale principio è legata alla direttiva 2019/904/Ue, che è in corso di recepimento e prevede la riduzione graduale per alcuni prodotti.

Stando alle motivazioni del Comune di Teramo, si evidenziavano, tra l’altro, che l’ordinanza risponde a un problema attuale «in proiezione dell’entrata in vigore della nuova direttiva europea» intervenendo «a valle del problema» cioè l’uso dei prodotti. Mentre la direttiva si occupa degli «interventi a monte» cioè sul ciclo produttivo.

Il Consiglio di Stato ha ricordato che il provvedimento contingibile e urgente emanato dal sindaco «presuppone una situazione straordinaria, tendenzialmente temporanea, non fronteggiabile con mezzi ordinari» e che non può «avere carattere creativo». La ricorrenza di tali presupposti non è stata ravvisata perché nell’ordinanza non c'è menzione di alcuna situazione fuori controllo o straordinaria, limitandosi a voler produrre un mutamento delle abitudini di consumo dei cittadini «utile in prospettiva futura». Questo compito, però, si legge nella sentenza, è già assolto dalla normativa: l’articolo 226-quater del Dlgs 152/2006 , che prevede un regime volontario e sperimentale, in vigore fino al 2023 e dalla direttiva 2019/904/Ue che deve essere attuata entro il 3 luglio 2021 e che non dispone un repentino divieto di commercializzazione dei prodotti, ma un loro graduale abbandono.