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Corte costituzionale, meno poteri a Regioni

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In materia di autonomie regionali, la Corte costituzionale interviene con una sentenza (n. 68/2018) da cui ne deriva un lavoro  più rigido su lavori interni e cambi di destinazione.

La sentenza riguarda la legge umbra 1/2015, ma, tuttavia, non è da escludere che si possa estendere anche ad altre regioni. La legge regionale consentiva manutenzioni, restauri, ristrutturazioni. Ma la normativa statale di principio limita al 25% la possibilità di mutare la destinazione d'uso e prevede una convenzione sui prezzi di vendita. Con altra norma regionale si consentivano le opere interne alle unità immobiliari come attività libera, senza titolo.

Stando al parere della Corte costituzionale, questo contrasta con il Dpr 380/2001 perché nella normativa statale la Scia è sostituita dalla Cila.

Ancora più rigido è l'intervento sulle norme che consentivano alla giunta regionale di sottrarre tipologie di interventi all'applicazione della normativa antisismica e all'autorizzazione della stessa.