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Elezione Sindaco metropolitano, per la Corte Costituzionale la legge della Regione Siciliana è illegittima

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La legge della Regione Siciliana 11 agosto 2017, n. 17, 'Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente del libero Consorzio comunale e del Consiglio comunale nonché del Sindaco metropolitano e del Consiglio metropolitano' è illegittima. Lo ha deciso la Corte Costituzionale con la sentenza n.168, in seguito al ricorso presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri, il quale ha impugnato i primi sette articoli della legge in questione.

Nella motivazione della Corte vengono illustrati tutti i punti della legge che violano gli articoli 3,5 e 117 della Costituzione, nonché la stessa legge 7 aprile 2014, n. 56, ovvero la cosiddetta "Legge Delrio". In primis, il procedimento elettorale a suffragio universale e diretto per il Presidente del libero Consorzio comunale, per il Sindaco metropolitano, per il Consiglio del libero Consorzio comunale e per il Consiglio metropolitano, in contrasto con la disciplina "armonizzante" inclusa nel "progetto di riforma avviato con la legge n.56 del 2014" spiega la Corte. Ma non solo, in contrasto con tale disciplina armonizzante sarebbe, sempre secondo la sentenza della Corte, anche la previsione di un'indennità di carica per il Presidente del libero Consorzio comunale e per il Sindaco metropolitano.

Diversamente, si spiega nella sentenza, "il sindaco metropolitano è di diritto il sindaco del comune capoluogo", "il consiglio metropolitano è eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali" e il "presidente della provincia è eletto dai sindaci e dai consiglieri della provincia". Inoltre, "la Regione a statuto speciale, pur nel rispetto della sua autonomia, deve rispettare la "gratuità nell'esercizio delle funzioni, voluta dalla legge n. 56 del 2014" che costituisce un profilo conseguenziale del principio di elezione indiretta degli organi di vertice dei ridisegnati enti territoriali".