Monday, Jul 23rd

Last update11:57:46 AM GMT

Sei qui: News Legautonomie

Legautonomie

A Rieti la seconda tappa del tour "Lazio, la regione delle meraviglie"

E-mail Stampa PDF

Ha fatto tappa presso il Palazzo Vescovile di Rieti, il secondo appuntamento del tour “Lazio, la Regione delle Meraviglie”, gli Stati Generali del Turismo avviati dalla Regione Lazio per condividere con i principali attori che operano nei territori e con gli esperti di settore delle cinque province del Lazio le scelte strategiche che saranno alla base del nuovo Piano Strategico del Turismo 2018 – 2020. Presenti, oltre al presidente della provincia di Rieti Giuseppe Rinaldi, il Vescovo di Rieti Monsignor Domenico Pompili e il vicesindaco di Rieti Daniele Sinibaldi.

“Con questo secondo incontro – ha dichiarato Lorenza Bonaccorsi, assessore regionale al Turismo e alle Pari Opportunità – prosegue il percorso della Regione per la costruzione di un nuovo modello di sviluppo del turismo. Il nostro obiettivo è far crescere un’economia all’insegna della sostenibilità, dell’innovazione e dell’accoglienza per attivare con il contributo delle comunità locali, molteplici esperienze di valenza turistica strettamente legate alle vocazioni del territorio: dal turismo all’aria aperta, a quello sportivo, religioso, culturale e gastronomico”.

Otto tavoli di lavoro hanno coinvolto tutti gli attori della provincia reatina per un confronto sulle questioni più urgenti, come per esempio l’ampliamento dell’offerta ricettiva, un settore dagli ampi margini di crescita che registra la presenza di 52 strutture alberghiere che incidono oggi appena del 2,4% sul dato complessivo regionale. A questo si sono aggiunti altri grandi temi e proposte di soluzione, dal miglioramento della qualità dell’accoglienza, all’analisi delle criticità della mobilità, delle infrastrutture e della manutenzione del paesaggio. Particolare attenzione è stata data al rilancio turistico e alla promozione dell’area compresa nei territori colpiti dal sisma.

“Su questo fronte – ha spiegato l’assessore - prosegue l’impegno della Regione attraverso molteplici azioni di sostegno per favorire l’animazione e accompagnare la ripresa anche attraverso attività condivise con le altre regioni limitrofe. Particolare importanza per la rinascita di queste aree è il recupero della capacità ricettiva”.

“La Provincia di Rieti – ha concluso l’assessore Bonaccorsi - è particolarmente ricca di siti culturali, ambientali e spirituali di valore universale e l’offerta turistica può e deve avere un ruolo centrale per la crescita economica. Qui ci sono paesaggi montani unici, borghi antichi, tra cui 5 inseriti nella lista dei Borghi più belli d’Italia, abbazie, santuari, cammini di fede, castelli medievali e una offerta gastronomica tipica e di qualità, nota e apprezzata anche a livello internazionale. Sono caratteristiche che impongono un nuovo approccio del turismo in chiave sostenibile capace di offrire ai visitatori un insieme di esperienze e di emozioni in grado di calarli a pieno nella vera anima di questi luoghi e dei suoi residenti. Allo stesso tempo, la sostenibilità dovrà essere il principio di uno sviluppo turistico economicamente e socialmente conveniente nei riguardi delle comunità locali”.

Questi i temi dei tavoli di lavoro: 1. Alla scoperta del Lazio tra montagna, sentieri e cammini; 2. Il turismo sportivo e il turismo religioso; 3. Il fascino dei luoghi, la storia del Lazio. Emozioni nel cuore d’Italia; 4. Sapori agresti e turismo rurale, il benessere nel Lazio; 5. Innovazione, start up, imprese e reti di comunicazione; 6. Il Lazio a misura d’uomo, infrastrutture e accessibilità; 7. Governance del turismo e semplificazione normativa; 8. Il turismo sostenibile.

Al termine del tour i risultati verranno raccolti in un documento di sintesi che sarà presentato nell’ambito di un incontro conclusivo in programma a Roma.

Def, Misiani: "intervenire sulle procedure e sugli apparati amministrativi"

E-mail Stampa PDF

È in corso dalle 11 di questa mattina, nell'aula del Senato, la discussione sul Documento di Finanza pubblica. Ad intervenire sulle questioni più rilevanti del Documento, il Senatore Antonio Misiani (PD): "In campagna elettorale la Lega e il MoVimento 5 Stelle hanno assunto impegni per 150 miliardi di euro; è stato un grande inganno perché Di Maio e Salvini sapevano benissimo che i soldi per mantenere tutte queste promesse non c'erano, non ci sono e non ci saranno. I nodi però, uno dopo l'altro, verranno al pettine; anche i furbastri prima o poi devono fare i conti con la realtà e, fare i conti con la realtà, in Italia oggi vuol dire che il nostro debito pubblico sta calando in rapporto al PIL, ma l'anno prossimo dovremo collocare 375 miliardi di titoli. Fare i conti con la realtà vuol dire che gli spazi di bilancio sono limitati e bisogna utilizzarli con grande attenzione. Gli aumenti dell'IVA e delle accise vanno bloccati. Su questo siamo tutti d'accordo. Dobbiamo sapere però che fatta questa scelta, che vale 12 miliardi e mezzo per l'anno prossimo, di trippa per i gatti ne rimane molto poca. Bisogna scegliere e bisogna farlo bene. La via maestra per rilanciare lo sviluppo sono gli investimenti, signor Presidente.

Per rilanciare gli investimenti pubblici abbiamo fatto scelte importanti nella scorsa legislatura: abbiamo abolito il patto interno di stabilità e stanziato 82 miliardi di euro con le leggi di bilancio 2017 e 2018. Si può fare di più naturalmente, ma la prima cosa da fare - lo dico al Governo - è spendere rapidamente questi soldi intervenendo sulle procedure e sugli apparati amministrativi.

Bisogna continuare a sostenere gli investimenti delle aziende: Impresa 4.0, ecobonus e sisma bonus sono scelte strategiche che vanno confermate e rafforzate.

C'è una seconda grande priorità per il Paese ed è la lotta alle disuguaglianze. Il reddito di cittadinanza, che era una priorità del contratto di Governo, per com'è stato congegnato costa almeno 17 miliardi di euro (qualcuno dice 30) e rischia di degenerare in assistenzialismo. Ai 5 milioni di poveri di questo Paese dobbiamo offrire lavoro e inclusione sociale, non assistenza. Abbiamo iniziato a farlo nella scorsa legislatura, creando il reddito di inclusione: ripartiamo da lì, signora Vice Ministro. Oggi ci sono 3 miliardi su questo strumento; raddoppiando questa cifra, con 3 miliardi (e non i 17 del reddito di cittadinanza) potremmo aiutare tutte le persone in condizioni di povertà assoluta in questo Paese.

Serve lavoro per combattere le disuguaglianze. Il salario minimo è una misura che condividiamo. Lo abbiamo scritto nel nostro programma e va introdotto al più presto. Valuteremo con grande attenzione quello che farà il Governo in materia di lavoro. Vorremmo dire al ministro Di Maio di fare attenzione, perché l'ansia da prestazione rischia di portarci fuori strada. Capisco che Di Maio debba recuperare visibilità nei confronti del vero Presidente del Consiglio che si chiama Matteo Salvini; è legittimo, ma la fretta è cattiva consigliera.

Abbiamo presentato proposte in materia di contenimento del ricorso ai contratti a termine e riduzione della precarietà. Ce ne sono altre: valutatele con attenzione per fare le scelte giuste e trovare il giusto punto di equilibrio tra l'esigenza di flessibilità del mercato del lavoro e la lotta senza quartiere alla precarizzazione del lavoro.

Le tasse vanno ridotte, signor Presidente, lo diciamo tutti; noi però diciamo «partendo da chi ha più bisogno». La flat tax per le persone fisiche, da questo punto di vista, è una scelta radicalmente sbagliata: è sbagliata da un punto di vista sociale, perché aumenta le disuguaglianze, ma è sbagliata anche da un punto di vista economico, perché regaliamo 25 miliardi di euro ai contribuenti più ricchi che sono quelli con la minore propensione al consumo.

La flat tax costa 50 miliardi di euro per come l'avete scritta nel vostro programma; con poco più di un quinto di questa cifra potremmo istituire l'assegno unico di 240 euro al mese per i minori a carico; potremmo aumentare a 50.000 euro la soglia del regime dei minimi per le partite IVA; potremmo fare operazioni più mirate e molto più efficaci di riduzione della pressione fiscale, sapendo che le tasse vanno fatte pagare a chi evade, perché è una battaglia di civiltà.

Voi purtroppo - me lo lasci dire, signora Vice Ministro - state andando in una direzione opposta: parlate di semplificazione, ma volete abolire cose che abbiamo già abolito, come lo spesometro, e volete abolire misure utili contro l'evasione, come lo split payment e i limiti all'utilizzo del contante. Parlate di pace fiscale, ma molti di voi hanno in mente il condono tombale. Dove sono finiti, signora Presidente, quelli che gridavano «onesta, onestà»? Voi parlate di Terza Repubblica, ma tra condoni e lassismo qui stiamo tornando alla fase peggiore della Prima Repubblica.

Le pensioni, infine: avete promesso che tutti sarebbero potuti andare prima. In realtà quota 100 costa 20 miliardi e la montagna rischia di partorire il topolino: a 64 anni, ma con assegno tagliato. Attenzione, perché se fate quella scelta, i disabili, le famiglie di disabili, i disoccupati, quelli che oggi con l'APe social possono andare in pensione a sessantatre anni, con l'assegno pieno rischiano di dover andare in pensione più tardi e con una pensione tagliata. E sarebbe una scelta ingiusta da un punto di vista sociale. (Richiami del Presidente).

Ho realmente finito signora Presidente: a fine anno termina il quantitative easing della Banca centrale europea. Come direbbe il ministro Salvini, «la pacchia è finita»: la pacchia di una misura che ha fatto risparmiare 10 miliardi di euro ogni anno di interessi sul debito del nostro Paese, mentre ora rischiamo di dover pagare di più anche solo per uno spread che è 100 punti più alto rispetto alla fase pre-elettorale.

La madre di tutte le battaglie è il cambiamento delle regole dell'Unione economica e monetaria. Noi ci siamo e abbiamo presentato da tempo le nostre proposte. Vogliamo che siano discusse.

Battere i pugni sul tavolo magari fa guadagnare un po' di attenzione, ma per vincere questa battaglia serve la politica con la "P" maiuscola: alleanze, proposte intelligenti, credibilità e capacità negoziale. Su questo sarete misurati, non sui post su Facebook, che lasciano il tempo che trovano. Il tempo delle promesse a vanvera è finito, signor Presidente, e sta arrivando il tempo dei fatti. Nella scorsa legislatura su molti fronti è stato fatto un buon lavoro, che noi pretendiamo venga finalmente riconosciuto. Ripartiamo da lì, evitando di disperdere i risultati raggiunti e affrontando con determinazione e serietà, una buona volta, i problemi che gli italiani ci chiedono di risolvere". Così il Senatore dai banchi dell'aula di Palazzo Madama.

Rete per l'integrazione, Di Berardino illustra il progetto per favorire integrazione multiculturale

E-mail Stampa PDF

"Siamo un'istituzione che non si gira dall'altra parte e che anzi mette in atto progetti concreti per favorire l'integrazione multiculturale, la fruizione di servizi e il godimento di diritti, che investe e contrasta la dispersione scolastica e avvicina tra loro le comunità".

Con queste parole l'assessore al Lavoro e Nuovi diritti della Regione Lazio Claudio Di Berardino ha aperto il convegno “Rete per l’integrazione” – in svolgimento nella sede Wegil di Trastevere - e dedicato alla presentazione del progetto IPOCAD. Il progetto, avviato nel 2017 e ancora in corso di svolgimento, vede la Direzione regionale al Lavoro capofila, con la collaborazione dei Ministeri dell’Interno, del Lavoro, dell’Istruzione e delle Politiche Sociali, dell’OCSE, di 11 comuni, 23 scuole, di associazioni del terzo settore e di comunità di immigrati. L’obiettivo è favorire l’integrazione negli ambiti lavorativo, scolastico e sociale.

“Le qualità di questo progetto sono molteplici, a cominciare dalle azioni contro la dispersione scolastica: la permanenza nella scuola è strettamente connessa al grande tema della mobilità sociale e delle opportunità reali per i giovani. IPOCAD agisce per trasmettere saperi, competenza, accesso ai servizi e che punta a non lasciare nessuno indietro. Da sottolineare anche il metodo di lavoro che la Regione si è data: a metà percorso abbiamo voluto fare il punto, coinvolgendo tutti gli attori. E lo abbiamo voluto fare in un convegno, non con uno scambio di mail, perché è giusto guardarci in faccia e capire insieme le eventuali correzioni da apportare. Azioni e partecipanti, inoltre, sono stati chiamati a non agire singolarmente, ma come rete integrata, come una piccola comunità che opera per il bene di una comunità più vasta e in cui ogni attore è un ingranaggio di una stessa catena. Al centro non c’è l’IO, ma il NOI. Siamo la Regione dell’accoglienza, dell’integrazione, della condivisione e della solidarietà. Questo è il nostro modello di istituzione, e ne siamo orgogliosi”.

Torno Subito, i Corsi di Alta Formazione

E-mail Stampa PDF

E' aperta l'edizione 2018 di 'Torno Subito': il bando della Regione Lazio che offre ai giovani la possibilità di vivere un'esperienza formativa fuori regione e, al rientro nel Lazio, di svolgere un tirocinio retribuito di tre mesi in azienda.

Il bando, rivolto ai giovani universitari e laureati di età compresa tra i 18 e i 35 anni e residenti nel Lazio, prevede percorsi formativi interamente finanziati dalla Regione e tirocini retribuiti, al fine di impiegare le competenze acquisite.

A tal fine, Legautonomie Lazio, con Leganet e Ovale, presentano due Corsi di Alta Formazione.

Il Corso di Alta Formazione "GDPR 2016/679, il DPO: la nuova opportunità in ambito privacy management" con l’obiettivo di formare specifiche figure professionali previste dal nuovo Regolamento europeo in materia di trattamento dei dati personali, che dal 25 maggio 2018 esplica a pieno i suoi effetti in tutti i paesi Ue.

Il corso sarà strutturato in 5 moduli didattici (160 ore) distinti in lezioni teoriche ed attività pratiche.

Il corpo docente consta di professionisti esperti del settore di riferimento con comprovata esperienza, che permetteranno ai discenti di acquisire le competenze necessarie ad interfacciarsi con il settore di riferimento. Ore di lezione d’aula: 160 di cui 60 di attività pratiche per una durata di 2 mesi consecutivi. Al termine di ogni edizione è prevista una prova finale che consiste nella realizzazione e presentazione di un project work su argomenti oggetto del Corso.

La prima edizione parte da ottobre 2018 a novembre 2018. Il tirocinio post formazione ha una durata di 2 mesi retribuiti.

Per maggiori info: Ovale srl - 06/83529693 – 06/89875119 oppure via mail all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Leganet e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, in collaborazione con Legautonomie, organizzano un corso di alta formazione in “Governance dello sviluppo locale” della durata di 280 ore (208 Ore di lezione frontale; 72 ore di project work) nel periodo novembre 2018 – febbraio 2019.

Il corso si svolge presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.

L’opportunità è aperta fino alle ore 17:00 del 3 Luglio 2018.

Per maggiori info:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure tel. 06 45436199.

Codice appalti, Comuni insoddisfatti: scarsa semplificazione e difficoltà nei ricorsi

E-mail Stampa PDF

Il Codice appalti non soddisfa i comuni, soprattutto quelli più piccoli che lamentano scarsa semplificazione e difficoltà nel fare ricorso alle centrali uniche appaltanti. Con il risultato che, lungi dal riordinare la materia delle gare pubbliche in un'ottica di  trasparenza, il dlgs 50/2016 ha prodotto procedure farraginose che hanno causato la mancata ripresa degli investimenti. È quanto emerge da un’indagine di Legautonomie che a circa due anni dall’approvazione del nuovo Codice dei contratti pubblici ha somministrato agli enti locali un questionario con l’obiettivo di cogliere le valutazioni degli operatori. Al questionario hanno risposto 134 comuni e 2 unioni di comuni, prevalentemente del Nord.

Gli enti si sono lamentati soprattutto delle Centrali uniche appaltanti: il 47% degli intervistati ritiene, infatti, l’esperienza positiva a fronte di un 42% che la ritiene negativa. «Si coglie», ha osservato Marco Filippeschi, presidente di Legautonomie, «in lettura combinata con la richiesta di supporti esterni o di completa esternalizzazione delle procedure di gara, una criticità del nuovo codice: la sfiducia. Sfiducia dei comuni, sottoposti al controllo dell’Anac, le cui funzioni non hanno migliorato il quadro di riferimento, e sfiducia negli operatori economici, anch’essi soggetti a una serie infinita di controlli in sede di gara».

L’indagine fa emergere anche un altro dato: la richiesta di aiuto nei confronti degli enti di minore dimensione demografica, spesso in difficoltà con le nuove procedure. Un ausilio che, secondo Filippeschi, potrebbe essere offerto ai mini-enti dalle province. Salvatesi dalla cancellazione dalla Costituzione per effetto della bocciatura del referendum costituzionale, gli enti di area vasta mantengono infatti tra le proprie funzioni fondamentali quella dell’assistenza tecnica e amministrativa agli enti locali.

«Era interessante capire se il nuovo codice avesse risposto in pieno alle spinte verso la trasparenza, la semplificazione e la prevenzione dei fenomeni di corruzione, e a rendere concorrenziali gli affidamenti degli appalti pubblici, oltre che a una velocizzazione delle procedure di gara, ora che i vincoli del patto di stabilità sono stati allentati e sono molte le aspettative di ripresa degli investimenti sul territorio», ha spiegato il direttore di Legautonomie

Loreto Del Cimmuto. «Il nuovo codice sembra invece non aver centrato in pieno l’obiettivo principale che si era posto il legislatore in sede di legge delega».

Tutto ciò impone un ripensamento della normativa sui contratti pubblici, ma non una totale riscrittura della stessa. «Quanto emerge dalla recente indagine di Legautonomie fa riflettere», ha commentato Mariangela Di Giandomenico, avvocato dello Studio Eversheds Sutherland e collaboratrice di Legautonomie.

«La normativa sui contratti pubblici in Italia deve tornare alla sua funzione naturale, ossia regolare le procedure di affidamento al fine di selezionare l’offerta più competitiva e non diventare, invece, uno strumento attraverso cui controllare la corruzione».

Entrando nel merito delle risposte all’indagine, il 54% degli intervistati ha ritenuto oneroso e poco trasparente il ricorso al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa rispetto a quello del massimo ribasso. Secondo gli enti il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa dà troppo potere discrezionale alle stazioni appaltanti.

[fonte: Italia Oggi del 2 giugno 2018]

Matteo Ricci presenta 'Primo, cittadino. Perché l'Italia può (ri)partire dai sindaci'

E-mail Stampa PDF

Matteo Ricci presenta al pubblico il suo libro in uscita 'Primo, cittadino. Perché l'Italia può (ri)partire dai sindaci' martedì 22 maggio, ore 18, presso laFeltrinelli di Galleria Alberto Sordi, a Roma.

Interviene l'autore Francesco Rutelli nel dialogo moderato dal giornalista Roberto Vicaretti (Rai News 24).

Salone del libro, presentata la sesta edizione del Premio 'Salva la tua lingua locale'

E-mail Stampa PDF

Per le opere di prosa, poesia e musica, la scadenza è il 7 settembre; il 30 novembre per la sezione Scuola.

3mila partecipanti e oltre 500 scuole coinvolte, il bilancio delle prime cinque edizioni. Numeri di iscritti e qualità delle opere in costante crescita. Istituito un sito internet dedicato

TORINO, 11 maggio – Oltre 3mila partecipanti nelle prime cinque edizioni; costante crescita di iscritti, qualità e varietà delle opere. Parte con i migliori presupposti la edizione 2018 del premio letterario nazionale “Salva la tua lingua locale”, presentata durante la mattinata nello stand della Fuis (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) al “Salone internazionale del Libro” di Torino; l'incontro è stato moderato da Simone Di Conza (Direttivo FUIS).

Il premio è istituito dall’Unione Nazionale delle Pro Loco e Legautonomie Lazio ed è organizzato in collaborazione con il Centro Internazionale Eugenio Montale e l’Ong “Eip-Scuola Strumento di Pace”. Confermate le cinque categorie di opere (poesia e prosa, edita ed inedita, e musica) e la data della premiazione (14 dicembre 2018 a Roma); il termine per l’invio degli elaborati è il 7 settembre 2018.

Anche nell’edizione 2018, la sezione “Scuola” seguirà un percorso a parte voluto per valorizzare la crescente partecipazione: le opere potranno essere inviate entro il 30 novembre 2018 mentre la premiazione si terrà il 21 febbraio 2019, in occasione della “Giornata internazionale della lingua madre” istituita dall’Unesco. Nelle prime cinque edizioni del premio sono oltre 500 gli istituti ad avervi preso parte.

Nel corso dell’evento è stata illustrata anche la pubblicazione contenente le poesie e i racconti dei vincitori e dei finalisti della quinta edizione, l’antologia è disponibile presso la sede dell’’Unpli ed in formato pdf.

“Il Premio "Salva la tua lingua locale" torna anche quest'anno, allo scopo di valorizzare le composizioni letterarie in dialetto e di stimolare autori, scolaresche, associazioni e quanti lavorano per mantenere vive le tradizioni linguistiche” ha affermato Giovanni Solimine, presidente onorario del Premio e presidente delle fondazione Bellonci, aprendo la presentazione del bando 2018. “I promotori del Premio, l'Unione delle Pro Loco e Lega delle Autonomie, stanno lavorando per arricchire questa e le prossime edizioni con collaborazioni prestigiose e – ha continuato Solimine - per diventare sempre più un forte punto di riferimento per tutte le forme di espressione artistica che utilizzano i dialetti e le lingue locali”.

Nel corso del suo intervento, il presidente dell’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, Antonino La Spina, ha sottolineato che : “Il dialetto e le lingue locali sono portatori della storia dei territori, né rappresentano la memoria. Il premio – ha proseguito - punta l’attenzione su un patrimonio culturale inestimabile da custodire, tramandare e divulgare, un’opera nella quale le Pro Loco profondono il massimo impegno; un’azione di tutela che, nel suo complesso, è stata riconosciuta anche dal protocollo siglato fra Unpli e Mibact alcuni mesi addietro”.

Ampli la varietà di elaborati pervenuti nel corso delle prime edizioni, si segnalano i dizionari di alcuni dialetti (con varianti su grammatica ed etimologia dei termini), piccolo enciclopedie, raccolte di proverbi e detti, fumetti ed anche le versioni in dialetto di alcuni classici.

“I legami con i valori, le tradizioni che contraddistinguono e insieme uniscono le comunità locali. E’ in questa prospettiva che puntiamo a valorizzare i singoli ambiti locali di provenienza delle opere in concorso anche nella fase di selezione della sezione delle opere inedite e di quelle relative alle tradizioni musicali” ha spiegato Bruno Manzi, presidente del Consiglio Nazionale di Legautonomie. “In questo senso gli Enti locali con le Pro Loco – ha proseguito – sono fondamentali per la loro presenza sui territori. Senza la ricchezza dei dialetti perderemmo inevitabilmente dei preziosi veicoli che rinsaldano proprio la solidarietà e le visioni d’insieme in una società in rapidissima evoluzione”.

Sintonia di intenti con la Fuis che ha ospitato la presentazione, condividendo in pieno l’iniziativa. “La Federazione Unitaria Italiana Scrittori - ha detto il presidente Natale Antonio Rossi - sposa appieno le finalità dell’iniziativa: i dialetti, ma soprattutto gli scrittori che si esprimono in dialetto, rappresentano un giacimento culturale per molti versi ancora inesplorato, ma che merita sempre maggiore attenzione e sempre più spazi d’espressione. La FUIS sosterrà appieno gli sforzi del Premio, portando il proprio contributo di collaborazione”.

Tutte le info per partecipare al premio sono disponibili nel sito salvalatualingualocale.it.

Le giurie del Premio

Sezioni Poesia e Prosa (edita ed inedita): prof. Giovanni Solimine (presidente onorario), Prof. Franco Brevini, Prof. Salvatore Trovato, Prof. Giancarlo Schirru, Prof. Davide Rampello, Plinio Perilli, Luigi Manzi, Angelo Zito.

Sezione Musica: Toni Cosenza (Presidente), Andrea Carpi, Alessandro De Gerardis, Rosario Di Bella, Sonia Meurer, Matteo Persica, Paolo Portone, Elisa Tonelli, Tonino Tosto, Pasquale Menchise

Sezione Scuola: Elio Pecora Presidente, Anna Paola Tantucci Presidente E.I.P., Catia Fierli coordinatore, Danilo Vicca, Teresa Lombardo, Loredana Mainiero, Luigi Matteo, Adele Terzano, Antonio Arrigo, Sara Matteo.

La co-progettazione: partnership pubblico e terzo settore

E-mail Stampa PDF

Giovedì 17 maggio, alle ore 10, i Comuni del Lazio e i rappresentanti del Terzo settore si incontreranno per avviare un percorso di partnership del pubblico con il mondo del Terzo Settore. L'obiettivo è costruire un 'welfare differente'.

È di qualche giorno fa, infatti, l'accordo siglato tra Legautonomie Lazio, Leganet e Fiore per studiare e sviluppare, in collaborazione con gli Enti locali e la rete di associati, soluzioni innovative per contrastare fenomeni come l’illegalità e la povertà. Inoltre, valorizzare nuove conoscenze indirizzate a promuovere l’innovazione sociale e lo sviluppo locale.

Questi alcune delle finalità oggetto del protocollo d'intesa di cui si parlerà in occasione dell'incontro di giovedì 17 presso la sede centrale di Legautonomie.

Introdurranno l'incontro i presidenti delle Associazioni firmatarie dell'accordo: Bruno Manzi, Presidente di Legautonomie Lazio; Gianni Palumbo, Presidente di Fiore; Alessandro Broccatelli, Presidente di Leganet.

Per aderire, scrivere a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Salone del libro: Premio 'Salva la tua lingua locale' , venerdì la presentazione del Bando 2018

E-mail Stampa PDF

L’appuntamento è alle 12.30 nello stand della Fuis, Federazione Unitaria Italiana Scrittori (padiglione 3, stand T25)

ROMA –Il bando 2018 del premio letterario nazionale “Salva la tua lingua locale” sarà presentato al “Salone del libro di Torino”. L’incontro si terrà venerdì 11 maggio alle ore 12.30 nello stand della Fuis, Federazione Unitaria Italiana Scrittori (padiglione 3, stand T25). Il premio è giunto alla sesta edizione, riscuotendo un crescente successo.

Nell’edizione 2017 per le cinque sezioni (poesia e prosa, edita ed inedita, e musica) la giuria ha valutato più di 600 elaborati. Oltre 500, invece, le opere pervenute per la sola sezione scuola, alla quale hanno partecipato circa 100 istituti.

Alla presentazione interverranno Natale Rossi (presidente di Fuis), Giovanni Solimine (presidente Fondazione Bellonci e presidente onorario del premio nazionale “Salva la tua lingua locale”), Antonino La Spina (Presidente dell’Unpli) e Bruno Manzi (presidente Consiglio nazionale Legautonomie). Nel corso dell’evento sarà presentata anche la pubblicazione contenente le poesie e i racconti dei vincitori e dei finalisti della quinta edizione. La presentazione sarà moderata da Simone Di Conza (Direttivo FUIS). Il premio “Salva la tua lingua locale” è istituito dall’Unione Nazionale delle Pro Loco e Legautonomie Lazio ed è organizzato in collaborazione con il Centro Internazionale Eugenio Montale e l’Ong “Eip-Scuola Strumento di Pace”.

Pag 1 di 62